Itinerario di 6 giorni da Trapani tra Riserva dello Zingaro, Macari, centro storico, Favignana e Levanzo, Erice, saline di Marsala e consigli su dove mangiare e dormire.
Ci sono luoghi che non si limitano a farsi visitare. Ti attraversano. Ti restano addosso come il sale sulla pelle dopo una giornata di mare, come il vento caldo che spettina i pensieri, come certi tramonti che non riesci a smettere di guardare anche quando il sole è già sparito.
Trapani per me è stata così: una scoperta lenta, intensa, piena di sfumature. Non è una città che urla la sua bellezza. La lascia intuire nei vicoli chiari del centro storico, nelle barche ferme al porto, nei profili delle Egadi che si vedono all’orizzonte, nei tramonti sulle saline, nel profumo di pesce, mandorle e basilico che sembra accompagnarti ovunque.
Abbiamo scelto Trapani come base per scoprire la Sicilia occidentale e, giorno dopo giorno, ci siamo resi conto di quanto fosse stata una scelta perfetta. Da qui si raggiungono facilmente alcune delle meraviglie più belle della zona: la Riserva dello Zingaro, San Vito Lo Capo e Macari, le Isole Egadi, Erice, Marsala e le sue saline. In pochi giorni si passa dal mare selvaggio ai borghi medievali, dalle calette raggiungibili solo a piedi o in barca alle isole, dai vicoli barocchi ai paesaggi del sale.
Questo itinerario di 6 giorni da Trapani è pensato per chi vuole vivere un viaggio vario, emozionante e completo, senza trasformarlo in una corsa. Ogni giornata ha un’anima diversa.
Buona lettura!
***Ciao, mi presento! Sono Liz, un’anima zen, una gipsy. Travel blogger e content creator dal 2016. Viaggio principalmente on the road e prediligo soggiorni wild e itinerari naturalistici. Viaggio con Marcello e i miei tre bimbi: India, Tiago e Ambra. Siamo Pugliesi, raccontiamo tanto le nostre radici e anche i viaggi all around. Puoi seguire le nostre avventure nel Mondo sul nostro profilo Instagram I VIAGGI DI LIZ!***
La Riserva dello Zingaro, tra calette selvagge e mare trasparente.
La prima tappa del nostro itinerario di 6 giorni da Trapani è stata la Riserva dello Zingaro, uno dei luoghi più belli e iconici della Sicilia occidentale.
La Riserva dello Zingaro si trova tra Scopello e San Vito Lo Capo ed è un tratto di costa rimasto incredibilmente intatto. Qui non troverai lungomari costruiti, stabilimenti balneari, strade che corrono accanto al mare o strutture invasive. Lo Zingaro è fatto di sentieri, roccia chiara, macchia mediterranea, palme nane, profumo di timo e rosmarino selvatico, pareti calcaree e calette che sembrano disegnate a mano.
Ma la Riserva dello Zingaro non è speciale solo per il suo paesaggio. Lo è anche per la sua storia. Negli anni Settanta questo tratto di costa rischiò di cambiare volto per sempre. Era infatti prevista la costruzione di una strada litoranea che avrebbe collegato Scopello a San Vito Lo Capo, attraversando proprio questo pezzo di costa meraviglioso. I lavori iniziarono, ma la reazione di cittadini, ambientalisti e associazioni fu forte. Nel 1980 migliaia di persone parteciparono a una grande marcia per chiedere che quel luogo venisse salvato. Poco dopo nacque la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro, la prima riserva naturale istituita in Sicilia.
La Riserva dello Zingaro si può visitare in due modi: via terra oppure via mare.
Noi abbiamo scelto di visitare la Riserva dello Zingaro via mare, noleggiando una barca con Sicily Boat Dreams da Castellammare del Golfo. È stata una delle esperienze più emozionanti del viaggio, perché vedere lo Zingaro dal mare permette di cogliere tutta la sua imponenza: le pareti rocciose che scendono dritte nell’acqua, le cale nascoste, il colore del mare che cambia continuamente, i Faraglioni di Scopello che appaiono all’improvviso come una cartolina.
Partendo da Castellammare del Golfo si naviga lungo una costa spettacolare. Prima si incontrano scorci meravigliosi come Cala Bianca, Cala Rossa e la zona di Scopello, con la sua antica tonnara e i Faraglioni. Poi, poco alla volta, il paesaggio diventa più selvaggio e si entra nella zona dello Zingaro. Dal mare le cale sembrano ancora più preziose. Alcune appaiono come piccole ferite chiare nella roccia, altre si aprono all’improvviso tra pareti verdi e scogli. L’acqua è talmente limpida che in certi punti sembra di vedere il fondale anche quando è profondo.
L’altro modo per scoprire la Riserva dello Zingaro è a piedi. Il percorso più conosciuto è il sentiero costiero, che collega l’ingresso sud, lato Scopello, all’ingresso nord, lato San Vito Lo Capo. Il sentiero è lungo circa 7 chilometri solo andata e segue la costa, regalando panorami continui sul mare. Non è un trekking tecnicamente difficile, ma non va sottovalutato, soprattutto in estate.
Le calette sono il cuore della Riserva dello Zingaro. Sono piccole, selvagge, spesso formate da ciottoli bianchi e incastonate tra le rocce. Il mare ha colori incredibili, dal turchese chiaro al blu intenso. Tra le cale più belle da vedere ci sono:
- Cala Capreria, una delle più vicine all’ingresso sud. È molto amata perché si raggiunge abbastanza facilmente e ha un’acqua trasparente meravigliosa. Proprio per questo, in alta stagione può essere più frequentata.
- Cala del Varo, più appartata e raggiungibile soprattutto dal mare. È una di quelle cale che trasmettono davvero il senso più selvaggio dello Zingaro.
- Cala della Disa, una delle più scenografiche, con ciottoli chiari e mare limpidissimo. È perfetta per una pausa bagno durante il trekking.
- Cala Berretta, piccola e raccolta, ideale se cerchi un angolo più tranquillo.
- Cala Marinella, bellissima e meno immediata, con un paesaggio più ruvido e naturale.
- Cala dell’Uzzo, vicina all’ingresso nord, molto bella e comoda se parti dal lato San Vito Lo Capo.
- Tonnarella dell’Uzzo, una delle più famose e fotografate, ampia rispetto ad altre calette e con un mare che sembra quasi caraibico.

San Vito Lo Capo e Macari, la Sicilia più naturale.
Il secondo giorno lo abbiamo dedicato al mare nella zona di San Vito Lo Capo, ma scegliendo una località che mi è rimasta particolarmente nel cuore: Macari.
San Vito Lo Capo è sicuramente una delle località balneari più famose della Sicilia. La sua spiaggia lunga, chiara e sabbiosa è bellissima, con il Monte Monaco sullo sfondo e un mare limpido che attira ogni anno tantissimi viaggiatori. È comoda, attrezzata, piena di servizi e perfetta per chi cerca una giornata di mare facile.
Noi, però, abbiamo preferito Macari. Macari si trova poco prima di San Vito Lo Capo ed è una zona più silenziosa, meno costruita, meno artefatta. Qui il paesaggio ha un fascino più selvaggio: il mare davanti, le montagne dietro, pochissime strutture a interrompere la vista e quella sensazione bellissima di essere in un posto ancora autentico.
Quello che mi ha colpito di Macari è proprio l’assenza di eccesso. Non è una località che prova a essere perfetta. È bella perché è semplice. Ci sono tratti di costa più rocciosi, piccole calette, baie ampie, acqua trasparente e montagne che cambiano colore con la luce del giorno.
La zona di Baia Santa Margherita è una delle più piacevoli per rilassarsi. Il mare è pulito, il paesaggio ampio e il contesto molto più naturale rispetto alla spiaggia principale di San Vito Lo Capo. Qui non hai la sensazione di essere dentro un posto costruito per il turismo, ma dentro un paesaggio che continua a respirare.
Trapani in un giorno, cosa vedere nel centro storico.
Il terzo giorno è dedicato a Trapani. Dopo averla usata come base per esplorare i dintorni, è giusto dedicarle una giornata intera, perché Trapani merita tempo, passi lenti e sguardo curioso. Il centro storico di Trapani è elegante, raccolto e facile da visitare a piedi. Trapani è una città che vive tra due mari. Ha un’anima marinara fortissima, un porto sempre presente e un centro storico che racconta secoli di dominazioni, commerci, religiosità e vita quotidiana.
Una delle prime tappe da inserire è Torre di Ligny, all’estremità occidentale della città. È un luogo simbolico perché sembra davvero di arrivare alla fine di Trapani, dove la terra si assottiglia e il mare prende spazio da ogni lato. La torre fu costruita con funzione difensiva e oggi ospita un piccolo museo. Ma anche senza entrare, vale la pena arrivare fin qui per la vista. Da Torre di Ligny puoi guardare il mare aperto, il profilo della città e, nelle giornate limpide, le Egadi in lontananza.
Dalla zona di Torre di Ligny puoi continuare verso le Mura di Tramontana, una delle passeggiate più belle di Trapani. Il mare accompagna il cammino e la città si mostra da un lato più silenzioso e panoramico.
Il cuore del centro storico si scopre passeggiando tra Corso Vittorio Emanuele, Via Garibaldi e Corso Italia. Sono le vie più eleganti, quelle dove si incontrano palazzi storici, chiese, piccoli negozi, locali e angoli perfetti per fermarsi. Qui Trapani diventa più urbana, ma sempre con quella misura siciliana che la rende piacevole. Non è una città monumentale nel senso classico del termine. È una città di dettagli: balconi, portali, pietra chiara, cortili, edicole sacre, panni stesi, profumo di cucina.
La Cattedrale di San Lorenzo è una delle chiese principali della città e merita una visita. Si trova nel centro storico e rappresenta una tappa importante per comprendere la storia religiosa di Trapani. Un’altra tappa da non perdere è la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, famosa perché custodisce i gruppi scultorei dei Misteri di Trapani. Questi gruppi vengono portati in processione durante il Venerdì Santo, in una delle tradizioni religiose più sentite della città.
Passeggiando nel centro storico arriverai anche alla Torre dell’Orologio, con il suo antico orologio astronomico. È uno di quei dettagli che rischiano di passare inosservati se cammini distrattamente, ma che raccontano bene il fascino di Trapani: una città piena di piccole meraviglie nascoste.
Infine, Trapani non si può capire senza il suo porto. È da qui che partono i collegamenti per le Egadi, è qui che si sente l’anima più concreta e marinara della città. Passeggiare nella zona del porto significa vedere una Trapani meno da cartolina e più reale: barche, pescatori, traghetti, reti, vento, partenze.
Escursione alle Isole Egadi, Favignana e Levanzo con Egadi Escursioni
Il quarto giorno del nostro itinerario da Trapani è stato dedicato alle Isole Egadi, una delle esperienze più belle da fare se ti trovi in questa zona della Sicilia.
Noi abbiamo scelto un’escursione in barca con Egadi Escursioni, partendo dal porto di Trapani per visitare Favignana e Levanzo in giornata. È una soluzione molto comoda se hai poco tempo ma vuoi vedere il meglio delle due isole, alternando navigazione, soste bagno, tempo libero a terra e pranzo a bordo.
Siamo partiti dal porto di Trapani al mattino. Dopo la navigazione verso Favignana, in 45 minuti siamo arrivati sull’isola. Favignana accoglie subito con un’atmosfera luminosa e rilassata. Appena scendi dalla barca puoi passeggiare tra le bancarelle del pesce al porto, tra le vie del paese, arrivare in Piazza Madrice, vedere Palazzo Florio, fermarti per un caffè o una granita e respirare l’aria dell’isola. La sosta più bella per noi è stata visitare l’ex stabilimento Florio delle Tonnare, che ha fatto la storia a Favignana, ma su questo ho scritto un articolo a parte.
Dopo la sosta a terra, l’escursione prosegue via mare lungo la costa di Favignana. È il momento più spettacolare della giornata, perché dal mare si vedono alcuni dei luoghi più famosi dell’isola: Cala Rossa, Bue Marino, Cala Azzurra, Scalo Cavallo, Lido Burrone e altre baie che cambiano in base al percorso scelto dal comandante e alle condizioni marine. Le soste bagno sono il regalo più bello. L’acqua delle Egadi ha colori meravigliosi.
Durante la giornata viene servito anche il pranzo a bordo. Noi abbiamo mangiato pesto alla trapanese e frutta, un pranzo semplice ma perfetto per il contesto. Mangiare in barca, con il mare intorno e il profumo del pomodoro, basilico e delle mandorle, è una di quelle cose che sembrano piccole ma diventano ricordi fortissimi, che sanno d’estate.
Nel pomeriggio abbiamo navigato verso Levanzo, la più piccola e silenziosa delle due isole visitate. Qui il paesaggio cambia: tutto diventa più raccolto, più intimo. Il paese di Levanzo è una manciata di case bianche affacciate sull’acqua, con un porticciolo minuscolo e un’atmosfera quasi sospesa. La barca costeggia l’isola e permette di vedere alcune delle sue cale più belle, come Cala Fredda e Cala Minnola, oltre al Faraglione. Poi si rientra verso Trapani nel tardo pomeriggio, con quella stanchezza felice che arriva solo dopo una giornata intera di mare.


Erice in funivia da Trapani, il borgo sospeso sulla Sicilia occidentale.
Il quinto giorno lo abbiamo dedicato a Erice, uno dei borghi più affascinanti della Sicilia.
Ci siamo arrivati in funivia da Trapani, e lo rifarei senza dubbio. La salita è parte dell’esperienza. In pochi minuti Trapani si allontana, il mare si apre sotto di te e il paesaggio cambia completamente. Salendo, vedi la città, il porto, le saline, le Egadi e quella linea di costa che nei giorni precedenti hai imparato a conoscere.
Erice si trova in alto, sul Monte Erice, e ha un’atmosfera tutta sua. Anche quando a Trapani fa caldo, qui spesso l’aria è più fresca. A volte arriva la nebbia, che avvolge le strade di pietra e rende il borgo ancora più misterioso.
Erice va visitata a piedi, senza fretta. È un borgo medievale di pietra, con stradine strette, cortili silenziosi, botteghe, chiese e panorami improvvisi. La prima cosa da fare è entrare da Porta Trapani, uno degli accessi principali al centro storico. Da qui puoi iniziare a perderti tra le vie, lasciando che sia il borgo a guidarti.
Una tappa importante è il Duomo di Erice, con la sua torre campanaria. La chiesa ha un fascino austero, semplice e potente. Il campanile, poco distante, è uno dei punti più riconoscibili del borgo. Proseguendo, si arriva verso i Giardini del Balio, una delle zone più belle per passeggiare e godersi il panorama. Da qui la vista è ampia, aperta, emozionante. Nelle giornate limpide lo sguardo corre verso il mare e le isole. Accanto ai giardini si trova il Castello di Venere, costruito in una posizione spettacolare. Il nome richiama l’antico culto della Venere Ericina, molto importante in passato. Anche solo camminare intorno al castello e guardare il panorama vale la visita. Un altro scorcio bellissimo è quello della Torretta Pepoli, elegante e scenografica, sospesa tra roccia, giardino e mare.
Inoltre, a Erice c’è una tappa dolce che non si può saltare: la pasticceria di Maria Grammatico. Maria Grammatico è un nome storico della pasticceria siciliana e il suo laboratorio è famoso per i dolci di mandorla, la frutta martorana, i cannoli, le cassatine e soprattutto le genovesi ericine. La genovese è il dolce che ti consiglio assolutamente di provare: una pasta morbida e friabile, ripiena di crema e coperta di zucchero a velo. Va mangiata calda, possibilmente appena presa. Ti sporcherai le dita e forse anche la maglietta, ma ne varrà la pena.


Le saline di Marsala al tramonto.
L’ultimo giorno del nostro itinerario di 6 giorni da Trapani lo abbiamo dedicato alle saline di Marsala. E non potevamo scegliere finale migliore.
Le saline sono un paesaggio completamente diverso da tutto quello visto nei giorni precedenti. Dopo il mare selvaggio dello Zingaro, le spiagge di Macari, le isole Egadi, i vicoli di Trapani e la pietra medievale di Erice, qui arriva il silenzio.
Le saline di Marsala si trovano nella zona dello Stagnone, un’area lagunare meravigliosa fatta di vasche d’acqua, mulini, cumuli di sale e cielo immenso. È un paesaggio orizzontale, lento, quasi ipnotico. Il momento migliore per visitarle è il tramonto. Durante il giorno sono belle, ma quando il sole comincia a scendere tutto cambia. L’acqua delle vasche si colora di rosa, arancio, oro e viola. I mulini diventano sagome scure contro il cielo. Il sale sembra neve. L’aria si fa più morbida e ogni cosa sembra fermarsi.
Puoi visitare le saline con una passeggiata, partecipare a una visita guidata o semplicemente fermarti per un aperitivo con vista. Se ti interessa conoscere meglio la tradizione del sale, vale la pena visitare anche il museo o il mulino, dove viene raccontato il lavoro dei salinari e il processo di raccolta. La produzione del sale qui non è solo un’attività economica. È parte dell’identità del territorio. Guardando le vasche, i canali e i cumuli bianchi, capisci quanto questo paesaggio sia stato modellato dal rapporto tra uomo, acqua, vento e sole.
Per me le saline sono state una chiusura perfetta. Un luogo quieto, poetico, diverso da tutto, capace di lasciare addosso una malinconia dolce. Il modo più bello per salutare la Sicilia occidentale.

Se hai un giorno in più: Selinunte, Segesta o Mazara del Vallo.
Se hai un giorno in più a disposizione, puoi allungare l’itinerario da Trapani con una di queste tre tappe: Selinunte, Segesta o Mazara del Vallo.
- Selinunte. Selinunte è perfetta se ami l’archeologia e i grandi spazi. Il parco archeologico è enorme e spettacolare, con templi, colonne, rovine e una posizione meravigliosa vicino al mare.
- Segesta. Segesta è più vicina a Trapani ed è una soluzione perfetta anche se hai meno tempo. Il suo tempio dorico è uno dei più scenografici della Sicilia occidentale, isolato tra le colline e perfettamente inserito nel paesaggio. Oltre al tempio, vale la pena salire fino al teatro antico, da cui si gode una vista bellissima sulle campagne circostanti.
- Mazara del Vallo. Mazara del Vallo è una scelta completamente diversa. Qui non trovi solo archeologia o mare, ma un intreccio culturale fortissimo. Il centro storico conserva la Kasbah, un dedalo di vicoli colorati che racconta il legame della città con il Mediterraneo, il Nord Africa e le comunità che l’hanno attraversata. Mazara ha un’anima multiculturale, viva, affascinante. Da non perdere anche il Museo del Satiro Danzante, che custodisce una delle opere più importanti recuperate dal mare in Sicilia.
Dove mangiare a Trapani: Rianì e i piatti tipici trapanesi
Durante il soggiorno a Trapani vi consiglio di cenare da Rianì, un ristorante in centro comodo per chi dorme nella zona storica e vuole assaggiare piatti della tradizione siciliana e trapanese. La cucina trapanese è una delle cose più belle di questo viaggio. È una cucina di mare, ma anche di terra, influenzata dalla storia araba, dalla tradizione contadina, dalla pesca e dai prodotti semplici del territorio.
Piero, il titolare, ci ha raccontato della sua vita in giro per il mondo nel settore della ristorazione e poi del suo ritorno alle origini, a Trapani, dove ha aperto questo ristorante con l’obiettivo di offrire piatti tipici siciliani, anche rivisitati.
Tra i piatti tipici da provare ci sono:
- La busiata al pesto trapanese, uno dei simboli gastronomici della zona. La busiata è una pasta fresca attorcigliata, perfetta per raccogliere il condimento. Il pesto trapanese, con pomodoro, mandorle, basilico, aglio e olio, è semplice ma profumatissimo.
- Il cous cous di pesce, piatto identitario della Sicilia occidentale, nato dall’incontro tra culture mediterranee. È ricco, speziato, profondo, perfetto per capire quanto Trapani sia vicina al mare non solo geograficamente, ma anche culturalmente.
- Il tonno rosso, soprattutto dopo aver visitato Favignana e aver scoperto la storia delle tonnare.
- La rianata, una simil focaccia con aglio, pomodoro, origano. Gustosissima!
E poi i dolci: cannoli, cassata, dolci di mandorla, granite. In Sicilia il dolce non è mai solo un finale. È un altro capitolo del viaggio.
Dove dormire a Trapani: appartamento Chez Lina in centro
Per questo itinerario consiglio di dormire a Trapani centro, perché è la soluzione più comoda per muoversi.
Dal centro puoi raggiungere facilmente il porto per l’escursione alle Egadi, passeggiare la sera senza usare l’auto, andare a cena a piedi e partire ogni giorno verso una tappa diversa. Noi abbiamo scelto Chez Lina, un appartamento in centro a Trapani. La posizione è stata molto comoda perché ci ha permesso di vivere la città anche nei momenti liberi: una passeggiata dopo cena, un caffè al mattino, due passi verso il porto, il rientro serale senza stress.
E’ un appartamento nuovissimo, arredato davvero a gusto, con due camere da letto, la cucina, e alcuni utili servizi come la lavatrice. Inoltre ha i balconi con l’affaccio sul porto e sulle saline! Meraviglioso.
Come muoversi a Trapani per un itinerario di 6 giorni.
Se stai organizzando un itinerario di 6 giorni a Trapani, il modo migliore per muoversi è sicuramente il noleggio auto, soprattutto se vuoi scoprire non solo il centro storico, ma anche le località più belle della Sicilia occidentale. Trapani città è abbastanza raccolta e si può visitare comodamente a piedi, in particolare la zona del porto, del lungomare, delle chiese e dei vicoli del centro.
Tuttavia, per raggiungere luoghi imperdibili come Erice, le Saline di Trapani e Paceco, Marsala, San Vito Lo Capo, Scopello e la Riserva dello Zingaro, avere un’auto a disposizione rende il viaggio molto più semplice e flessibile. Per questo motivo, una soluzione pratica è prenotare un’auto a noleggio a Trapani e noi l’abbiamo fatto con BSP Auto, un broker di autonoleggio che consente di confrontare online le offerte di diverse compagnie e scegliere il veicolo più adatto in base a prezzo, durata del viaggio, categoria dell’auto e condizioni incluse.
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Liz
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