Ricordo ancora lucidamente il periodo della mia gravidanza.

Quel periodo di transizione, da due a tre, quel periodo di profonda attesa e di un’ardente voglia di incontrare quei due occhietti da vicino. Quel periodo in cui, per ovvie motivazioni, la domanda costante è una: come cambierà la mia -la nostra- vita?

L’arrivo di un figlio implica uno stravolgimento. Di vita, di tempo, di programmi. Di cose. Di situazioni. Una delle mie paure più grandi era quella di non poter più viaggiare come prima. Di non avere più libertà di spostamento, di orari. Eppure mi son contraddetta subito. A due mesi e mezzo, India era già sull’aereo. E da allora continua a viaggiare con noi una volta al mese.

Ho imparato che innanzitutto bisogna proprio abolire le ansie da prestazione.

E non ascoltare nessuno. Le persone che ci circondano molto spesso possono influire negativamente sul nostro stato d’animo trasmettendoci ansie non motivate.

Ho imparato che tutto è fattibile serenamente solo organizzandosi, sia mentalmente che materialmente. Ho imparato che gli imprevisti in viaggio con un bebè possono presentarsi e si possono risolvere o ancor meglio, prevenire.

Il babywearing: un grande e meraviglioso mondo!

Uno degli imprevisti di viaggio più frequenti che abbiamo riscontrato nei nostri primi viaggi con la piccola è stata la mancanza di percorsi accessibili.

Cosa vuol dire? Che alcuni percorsi, per quanto pavimentati, lineari e messi in sicurezza, non sono assolutamente accessibili con il passeggino. Potrei farvi qualche esempio, come le Miniere di Sale di Wielizcka in Polonia o le grotte di Postumia in Slovenia. La Giralda di Siviglia e tanti altri.

Dopo un bel po’ di fregature (e dopo aver portato India in braccio per tanti chilometri), abbiamo ritenuto opportuno l’acquisto di un marsupio per neonati.

Durante la gravidanza avevo frequentato un mini corso di babywearing che si è rivelato una fortuna. Ho scoperto questa meravigliosa arte, che significa “portare addosso”. Che sia con una fascia o con un marsupio ergonomico.

Fino ai quattro mesi di India ho utilizzato la fascia, poi, per questioni di peso e di ergonomia, abbiamo effettuato delle ricerche e abbiamo scelto quello che per noi è il miglior marsupio. Per viaggiare leggeri, utilizziamo lo spazio inferiore del passeggino per riporre il marsupio, in modo tale da non occupare spazio in valigia. Ed ora il marsupio è il nostro compagno fidato.

Il marsupio per viaggiare con un neonato: quale scegliere?

Il marsupio per neonato: quali caratteristiche deve avere?

Il marsupio ergonomico deve assolutamente possedere delle caratteristiche che non danneggino il bambino. Non è scontato che un marsupio che costi tanto abbia delle caratteristiche ottimali. Bisognerebbe informarsi bene prima dell’acquisto. E allora, ecco tre suggerimenti impeccabili per il vostro acquisto:

  • La posizione ad “M” e l’apertura ginocchio/ginocchio.

Questa è la caratteristica fondamentale per la prevenzione della displasia dell’anca. Significa che il bambino, una volta sistemato nel marsupio, deve risultare con il sedere più in basso rispetto alle ginocchia e che la parte di marsupio che accoglie il bacino deve accogliere anche gli angoli del ginocchio, sul quale poi scenderà il polpaccio.

Il bambino deve abbracciare con le sue gambe la pancia o la schiena del genitore. La sua spalla sarà inarcata fisiologicamente ed il peso sarà ben distribuito sul corpo.

Molti marsupi presentano solo la forma del bacino, trascurando la posizione a M e facendo in modo che il bambino sia portato con le gambe appese: è sbagliatissimo.

  • Materiali naturali e design contemporanei.

La maggior parte dei marsupi ergonomici seri vengono prodotti con tessuti naturali o con cotone biologico, mai con prodotti sintetici. Valutate anche questa caratteristica. Il cotone, o il tessuto naturale, è fresco, mai allergizzante o tossico. Previene arrossamenti e fa traspirare la pelle, oltre ad essere molto morbido.

Inoltre proprio per la filosofia del babywearing che sta sempre più prendendo piede, si trovano in commercio marsupi ergonomici di tanti colori, fantasie e design: a pois, fiorato, disegnato, con origami, classico: basta scegliere il vostro preferito!

  • Praticità d’uso.

Davanti, da dietro: i marsupi ergonomici che si rispettino devono avere la capacità di adattarsi alla posizione che l’adulto preferisce per il proprio pargolo. I marsupi sono molto più comodi delle fasce portabebé perché più istantanei.

In generale, oltre a dover prevedere sia la posizione fronte mamma che la posizione “a zainetto”, un buon marsupio deve avere la seduta regolabile (quindi con un riduttore che si regola in base al peso e all’età del bimbo), un parasole, gli spallacci e la cintura in vita imbottiti, le cinghie dorsali e laterali regolabili.

Il marsupio per viaggiare con un neonato: quale scegliere?

Il marsupio per neonato: quale acquistare?

Dopo svariate ricerche, abbiamo ritenuto ottimali le caratteristiche che presenta il marsupio ergonomico Nuna Cudl. E’ utilizzabile anche prima dei quattro mesi perché presenta un supporto integrato per neonati, oltre al cappuccio parasole.

Gli spallacci e la cintura in vita sono regolabili in modo da offrire tutto il comfort sia all’adulto che al bambino, distribuendo uniformemente il peso su tutto il corpo. Le fibbie magnetiche inoltre assicurano un attacco facile ed istantaneo.

Il materiale utilizzato è cotone biologico unitamente a tessuti Oeko Tex certificati per bambini. Il peso è irrilevante: solo un chilo.

Buona caccia al marsupio 🙂

Annalisa

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