Varsavia, la guida su cosa vedere, cosa fare e come muoversi. Tutto quello che devi sapere sulla capitale polacca.
Benvenuto su un articolo speciale su cosa vedere a Varsavia. Ne scrivevo, al ritorno.
Un po’ come perdere la propria identità, ritrovandosi rasi al suolo all’improvviso e poi rimanerne involontariamente inermi, freddati, immobili, a guardare. Parlo di una Varsavia dell’anteguerra, che mostrava con vanto l’epiteto di “Parigi del Nord” e la sua storicità, fino all’avvento del nazismo.
Bombardata, distrutta, diseredata della sua stessa anima. Non aveva più nulla da mostrare se non quelle macerie, e quelle genti che con fatica, e volontà, non hanno mai abbandonato le velleità di rinascita. La seconda guerra mondiale ha marchiato per sempre la storia di Varsavia, e forse proprio il desiderio di riconquista della propria terra ha portato la Polonia a ricostruire pian piano tutto quello che la crudeltà aveva annichilito. Rinvigorendo. Ritornando più bella di prima, più viva, più acculturata, più patriottica.
Ho trovato Varsavia deliziosa, e dagli anni della sua ricostruzione post-guerra, conservata dignitosamente. Tra parchi sconfinati, viuzze del centro storico in cui si respira l’aria medievale, piatti fumanti di pieroghi ripieni, un’università eccellente e tanti palazzi dedicati alla scienza, all’arte e alla cultura.
In questo post ti consiglio cosa vedere a Varsavia in pochi giorni. Buona lettura!
***Ciao, mi presento! Sono Liz, un’anima zen, una gipsy. Travel blogger e content creator dal 2016. Viaggio principalmente on the road e prediligo soggiorni wild e itinerari naturalistici. Viaggio con Marcello e i miei tre bimbi: India, Tiago e Ambra. Siamo Pugliesi, raccontiamo tanto le nostre radici e anche i viaggi all around. Puoi seguire le nostre avventure nel Mondo sul nostro profilo Instagram I VIAGGI DI LIZ!***
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Cosa vedere a Varsavia: Stare Miasto.
Stare Miasto è il centro storico di Varsavia, completamente ricostruito su copia del vecchio, dopo la sua distruzione. La ricostituzione è stata così celere, autentica e fedele all’originale che l’UNESCO ha dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità il suo dedalo intricato di stradine, vicoli, piazze, palazzi nobiliari e facciate variopinte dalle architetture tipiche Nord Europee.
Ho passeggiato respirando il profumo di un’anima infranta, che ha giovato del suo male per goder di una splendida rivincita. Centro nevralgico di Stare Miasto è la Piazza del Mercato, in polacco Rynek Stanego Miasto, un tempo teatro di cerimonie, feste di Stato, mercati ed esecuzioni.
Oggi appare come un ensemble di locali, ristorantini tipici, artisti di strada, cavalieri con carrozze e negozietti di souvenir. Le case variopinte sanno d’Italia, disegnate dal pittore Bellotti, hanno nomi inusuali e con la luce del sole ravvivano i colori della piazza. La Sirenetta, sorella minore di quella danese, giace tranquilla a vegliare sulla bella capitale polacca.
Un segreto che non tutti sanno: qui è possibile partecipare ad una visita guidata gratuita in italiano di Varsavia! Provare per credere.


Cosa vedere a Varsavia: la Piazza del Castello.
La Piazza del Castello di Varsavia l’incontro tra passato e presente.
L’antico Castello dei duchi di Mazovia fu raso al suolo con gli scontri bellici. Nel recente 1984, dopo tredici anni di lavori, fu rivalorizzato, oggi è visitabile e ospita anche opere di Rembrandt. La colonna di Sigismondo domina dall’alto la piazza, a ricordare la nomina di capitale avvenuta nel 1644.
Dalla piazza si dirama la Strada Reale, sunto rigoglioso di palazzi barocchi, rinascimentali, chiese ed edifici borghesi, ottimo punto d’intrattenimento per concedersi una buona birra Zywiec. L’epilogo della Strada Reale è la Villa Nova (o Wilanow), la Versailles polacca rimasta illesa dai bombardamenti e dal 1600 residenza di re, nobili e ricchi, incorniciata da un delizioso giardino.
Cosa vedere a Varsavia: Parco Lazienki.
Ho adorato passeggiare in questo parco. Un po’ perché amo il contatto con la natura, un po’ perché sembra di esser in un vero e proprio (fitto) bosco, tanto da respirarne sia l’umidità che la brezza.
Il nome “Łazienki” significa “bagni” in polacco, e il parco deve il suo nome al Palazzo sull’Acqua (Pałac na Wyspie), una residenza che si trova su un’isola artificiale in un lago, che in origine veniva utilizzata come villa di caccia.
Il parco è un esempio magnifico di giardino paesaggistico del XVIII secolo, ed è stato progettato da alcuni dei migliori architetti e giardinieri dell’epoca, tra cui l’italiano Domenico Merlini. È diviso in diverse aree, ognuna con il suo fascino e le sue peculiarità. Al suo interno si trovano numerosi edifici storici, monumenti e statue, ma anche ampie zone verdi dove è facile passeggiare tra alberi secolari, fiori e laghetti.
Uno dei punti più iconici del parco è appunto il Palazzo sull’Acqua, che oggi ospita un museo e che una volta era la residenza del re Stanisław August Poniatowski, l’ultimo re della Polonia. Il palazzo è costruito su un’isola al centro di un lago e, durante i mesi più caldi, il parco offre un’atmosfera affascinante grazie ai riflessi dell’edificio sull’acqua.
Altri luoghi interessanti all’interno del parco sono il Teatro sull’Isola, ispirato ai teatri all’aperto dell’antica Grecia, e il Belvedere, una villa neoclassica che oggi ospita mostre e eventi culturali.
In estate, Łazienki Królewskie diventa ancora più magico con concerti all’aperto. Ogni domenica, il parco ospita concerti di musica classica, eseguiti da pianisti di talento, presso il monumento a Fryderyk Chopin, uno dei più grandi compositori polacchi. La statua di Chopin, situata vicino al laghetto, è uno dei luoghi di pellegrinaggio per gli amanti della musica e della cultura polacca.
In inverno, il parco assume un fascino diverso, con il paesaggio innevato che crea un’atmosfera incantata. Gli scoiattoli e gli uccelli che abitano il parco, così come i cigni che popolano i laghi, sono sempre pronti ad aggiungere un tocco di vita a questo angolo di natura.


Cosa vedere a Varsavia: Ghetto Ebraico.
Dei quattrocentomila ebrei residenti a Varsavia tra il piccolo ed il grande ghetto rimane ben poco. Il Ghetto Ebraico di Varsavia è una delle pagine più drammatiche e significative della storia della città e della Seconda Guerra Mondiale. Situato nel cuore della capitale polacca, il ghetto è stato creato dai nazisti nel 1940, quando la Germania invase la Polonia e iniziò a implementare le sue politiche di persecuzione contro la popolazione ebraica.
Nel 1940, i nazisti ordinarono la creazione di un ghetto separato per gli ebrei di Varsavia, con l’obiettivo di segregare la popolazione ebraica dalla restante parte della città. All’interno di questo ghetto, che copriva una parte centrale della città, furono rinchiusi circa 400.000 ebrei (circa il 30% della popolazione totale di Varsavia). Le condizioni di vita nel ghetto erano estremamente dure: la sovrappopolazione, la scarsità di cibo, la malattia e la brutalità delle forze di occupazione naziste causarono una morte prematura per migliaia di persone.
I residenti del ghetto vivevano in condizioni di miseria estrema, con il cibo razionato e le abitazioni sovraffollate. Le autorità naziste avevano intenzione di deportare gli ebrei verso i campi di concentramento e di sterminio, ma nel frattempo, la resistenza ebraica iniziò a organizzarsi per difendersi contro l’occupazione.
Nel 1943, con la deportazione degli ebrei di Varsavia verso il campo di concentramento di Treblinka ormai in corso, la resistenza ebraica si organizzò per opporsi al destino che li attendeva. La rivolta del Ghetto di Varsavia ebbe inizio il 19 aprile 1943, durante la Pasqua ebraica, quando le forze di occupazione naziste tentarono di deportare gli ultimi abitanti del ghetto. I combattenti della Resistenza, noti come il “Zydowska Organizacja Bojowa” (ZOB), armati con armi leggere e rudimentali, combatterono con coraggio per difendere le proprie vite e quelle dei loro cari. La rivolta durò circa un mese, ma le forze naziste, che avevano forze molto superiori, alla fine prevalsero. Le case furono incendiate e distrutte, e migliaia di ebrei furono uccisi o deportati. La rivolta del ghetto di Varsavia, purtroppo, non riuscì a impedire la distruzione completa del ghetto, ma è diventata simbolo della resistenza e della dignità di fronte all’oppressione.
Dopo la soppressione della rivolta, il ghetto fu completamente distrutto dai nazisti. Le case furono abbattute, le strade cancellate e l’intera area fu rasa al suolo. Questo segno della brutalità del regime nazista non è solo un atto di violenza fisica, ma anche un tentativo di cancellare la memoria di quella comunità ebraica che aveva avuto un ruolo fondamentale nella vita culturale e commerciale di Varsavia.
Oggi, l’area del Ghetto Ebraico è stata parzialmente restaurata, e alcune parti della città e dei suoi edifici storici sono diventate luoghi di memoria e di educazione sulla Shoah. Tra questi, il Monumento agli Eroi del Ghetto di Varsavia (situato nella piazza del Ghetto), inaugurato nel 1948, è uno dei più significativi. Il monumento è una grande scultura che rende omaggio agli ebrei che hanno combattuto durante la rivolta e che sono morti a causa dell’occupazione nazista. È un luogo di riflessione e di omaggio per chi visita la città.
Inoltre, il Museo della Storia degli Ebrei Polacchi POLIN è un centro culturale e di ricerca situato a Varsavia, che racconta la storia degli ebrei polacchi, inclusi gli eventi che hanno portato alla creazione del ghetto e alla sua distruzione. Il museo è stato inaugurato nel 2013 ed è diventato uno dei principali luoghi di educazione sulla storia ebraica in Polonia.
Inoltre ti segnalo un free tour guidato del ghetto ebraico di Varsavia.

Cosa vedere a Varsavia: il Palazzo della Cultura e della Scienza.
Il primo impatto con Varsavia è contrastante rispetto a quello che si scopre dopo.
Soprattutto se si arriva in città dall’aeroporto e si nota per primo il sontuoso Palazzo della Cultura e della Scienza, che proprio non c’entra con il resto dell’architettura cittadina. Tanto da esser ribattezzato come “il mostro di Varsavia” sia per architettura che per i tempi del regime comunista. E allora il popolo l’ha “evoluto” in un mostro buono, un grattacielo di 42 piani gremito di uffici, musei, cinema, piscina, piccole esposizioni, eventi, ed una terrazza panoramica (la Trzydziestka) invidiata da tutta la Polonia.
Il Palazzo della Cultura e della Scienza di Varsavia fu costruito tra il 1952 e il 1955, durante il periodo in cui la Polonia era sotto il dominio comunista, quando il paese faceva parte del blocco sovietico. L’edificio fu progettato dall’architetto sovietico Lev Rudnev in uno stile neoclassico, con forti influenze del realismo socialista, una corrente architettonica che mirava a esprimere il potere e l’autorità del regime comunista. Il palazzo fu donato dal leader sovietico Joseph Stalin come simbolo dell’amicizia tra l’Unione Sovietica e la Polonia, e per questo motivo è anche noto come “Il regalo di Stalin” (Stalinskie Dary).
La costruzione del palazzo fu un’impresa monumentale e comportò l’impiego di migliaia di lavoratori, ma la sua realizzazione fu anche molto controversa. Molti polacchi lo videro come un’imposizione simbolica della dominazione sovietica e lo consideravano un monito costante della subordinazione del loro paese all’Unione Sovietica. Non a caso, quando il palazzo venne inaugurato nel 1955, suscitò forti reazioni contrastanti: da un lato, c’era l’ammirazione per la sua imponenza e per la sua modernità, dall’altro, una profonda avversione per il suo legame con il regime comunista.
Il palazzo è un imponente esempio di stile stalinista ed è uno degli edifici più riconoscibili di Varsavia. La sua struttura è composta da 42 piani, e il suo design mescola elementi di architettura neoclassica con dettagli più moderni. La cima dell’edificio è adornata da una torre che gli conferisce un aspetto simile a quello di un grattacielo statunitense, ma con un’interpretazione grandiosa e monumentale.
Nonostante il suo status di simbolo architettonico, il Palazzo della Cultura e della Scienza è stato spesso al centro di discussioni e polemiche in Polonia. Molti polacchi lo considerano ancora oggi un “ricordo” sgradito del dominio sovietico e preferirebbero vederlo abbattuto. Altri, invece, lo accettano come una parte integrante della storia della città e un simbolo di come Varsavia si sia ricostruita dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Oggi è uno dei luoghi più fotografati della città ed è un punto di riferimento facilmente riconoscibile. La sua posizione nel cuore di Varsavia, vicino alla stazione ferroviaria principale (Warszawa Centralna), lo rende anche uno degli edifici più visibili e frequentati da turisti e residenti.
Il Quartiere Praga di Varsavia.
Da quando Polanski ci ha girato “Il Pianista”, nel 2002, il quartiere Praga è sotto i riflettori e attira artisti, designer, architetti e anime dedite alla cultura e all’arte.
Il quartiere Praga a Varsavia è una delle zone più affascinanti e controverse della città. Si trova sulla riva orientale della Vistola, opposta rispetto al centro storico, e per tanti anni è stato considerato un quartiere difficile, popolare, quasi “malfamato”. Ma oggi sta vivendo una vera e propria rinascita, senza però perdere quell’anima un po’ ruvida e autentica che lo contraddistingue. Camminando per le sue strade ti imbatti in palazzi d’epoca, spesso un po’ scrostati, con cortili interni dove ancora si trovano vecchie edicole votive e graffiti artistici.
È pieno di gallerie indipendenti, locali alternativi, studi creativi, murales giganti, e ha questa atmosfera da Berlino Est anni ’90, molto viva, un po’ underground. C’è anche il Museo di Praga che racconta proprio la storia del quartiere e di chi ci ha vissuto. Uno dei luoghi simbolo è il Soho Factory, un’ex zona industriale trasformata in spazio culturale, con ristoranti, teatri, e il Museo del Neon, super particolare. Praga è anche uno dei pochi quartieri di Varsavia che ha conservato edifici originali prebellici, perché durante la Seconda Guerra Mondiale non fu distrutto come il centro. Quindi camminando lì senti proprio la Varsavia “vera”, più cruda ma autentica. Non è il classico posto da cartolina, ma se ti piace scoprire l’anima vera delle città, Praga ti rimane dentro. Ti segnalo un free tour guidato unicamente incentrato sul quartiere Praga di Varsavia.

Giro in barca tradizionale sul fiume Vistola.
Fare un giro in barca sul fiume Vistola a Varsavia è un’esperienza che ti permette di vedere la città da una prospettiva completamente diversa, lontano dalla frenesia delle strade e dal traffico. La Vistola, che attraversa la città per chilometri, è un po’ il polmone verde di Varsavia e, se la esplori via acqua, scopri un lato di Varsavia che non è sempre visibile a chi si ferma solo nei quartieri centrali.
Quando sali a bordo di una delle imbarcazioni che partono dal lungofiume, ti accorgi subito di quanto la città sia legata a questo fiume. Navigando, puoi osservare il contrasto tra i quartieri storici, come il Castello Reale e la Città Vecchia, e le zone moderne che sorgono più a est, come il quartiere di Praga, con le sue fabbriche riconvertite in centri culturali. Il panorama è davvero suggestivo: il Castello Reale sembra dominare dall’alto, mentre il fiume scorre tranquillo, costeggiato da parchi e giardini che, d’estate, sono pieni di persone che si rilassano all’ombra degli alberi.
Un’altra bellezza del giro in barca è il contrasto tra le rive selvagge e quelle più urbanizzate. Puoi passare sotto i ponti principali di Varsavia, come il famoso Ponte Świętokrzyski, mentre sulla riva ti scivolano accanto i vecchi magazzini, i parchi e le spiagge urbane dove la gente si raduna per fare picnic o semplicemente godersi il sole.
Questa navigazione offre anche una visuale esclusiva sulle riserve naturali lungo il fiume. Se sei fortunato, potresti anche avvistare alcuni uccelli o animali che vivono lungo le sue sponde. Durante la primavera e l’estate, le gite in barca diventano un’opportunità per rilassarsi mentre osservi la città che cambia faccia, grazie alla vista panoramica che hai dal fiume.
Cosa mangiare a Varsavia?
A Varsavia, come in gran parte della Polonia, la cucina è un mix di tradizione rustica e comfort food, con piatti che raccontano la storia del paese, tra influenze slave, tedesche e un po’ anche italiane, grazie alla lunga tradizione di immigrazione e scambi culturali. Se non hai la possibilità di provare queste pietanze, ti segnalo un tour gastronomico tipico di Varsavia che ti farà gustare la gran parte delle specialità locali che sto per indicarti. Ecco cosa mangiare a Varsavia:
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Pierogi – Questi sono probabilmente il piatto più famoso della Polonia e sono dei ravioli ripieni, che possono essere salati o dolci. I più comuni sono quelli con ripieno di carne, patate e cipolle (pierogi ruskie), ma ce ne sono di mille varianti: con funghi, cavolo, o anche frutti di bosco o cioccolato per i più golosi. Li trovi ovunque, dai ristoranti tradizionali alle bancarelle per strada.
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Żurek – È una zuppa acida a base di segale fermentata, spesso servita in una ciotola di pane e accompagnata da uova sode e salsiccia affumicata. Ha un sapore unico, che può risultare un po’ particolare per chi non è abituato ai sapori acidi, ma è un vero comfort food polacco.
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Bigos – Un altro piatto ricco della tradizione polacca. È uno stufato di carne (spesso maiale, manzo e salsiccia) cucinato con crauti e funghi, un piatto rustico e saporito che si mangia soprattutto durante i mesi più freddi. Ogni famiglia ha la sua versione, ma tutti concordano che più è cucinato, meglio è.
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Kiełbasa – La salsiccia polacca, che in Polonia viene preparata in una varietà incredibile di tipi. Puoi trovarla in diverse forme e sapori: affumicata, grigliata, bollita. La più famosa è la kiełbasa śląska, ma se sei un amante della carne, ne troverai davvero per tutti i gusti.
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Placki ziemniaczane – Frittelle di patate croccanti fuori e morbide dentro, spesso servite con panna acida o con un po’ di zucchero, a seconda della versione. Un piatto che può essere sia un antipasto che un piatto principale.
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Gołąbki – Sono involtini di cavolo ripieni di carne macinata e riso, cucinati in un sugo denso di pomodoro. Un piatto che ricorda un po’ le nostre “involtini di verza”, ma con un sapore decisamente più rustico e sostanzioso.
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Żurawina (Mirtillo rosso) – In Polonia è molto usato come accompagnamento per i piatti di carne, ma anche per dessert. La confettura di mirtillo rosso è dolce e leggermente acida, perfetta per bilanciare la ricchezza dei piatti di carne. Molto spesso lo trovi servito insieme al bigos o alla kiełbasa.
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Sernik – Se sei un amante dei dolci, non puoi perderti il sernik, il tipico cheesecake polacco. A differenza della versione americana, il sernik è fatto con un formaggio fresco, che gli dà una consistenza più compatta. È un dolce ricco, che di solito viene servito con frutta fresca o marmellata.
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Kefir e piwo – Non dimenticare di accompagnare i tuoi pasti con un buon kefir, una bevanda fermentata che può sembrare una via di mezzo tra lo yogurt e il latte, ma che è incredibilmente rinfrescante. Se sei più in vena di un drink alcolico, prova una delle birre polacche, che sono piuttosto apprezzate anche a livello internazionale.
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Kremówki – Per i golosi, la kremówka è un dolce alla crema che è molto popolare, soprattutto a Varsavia. È composto da due sfoglie di pasta frolla con una ricca crema pasticcera in mezzo. Si dice che sia il piatto preferito da Papa Giovanni Paolo II, che lo mangiava spesso nella sua città natale.

Cosa vedere a Varsavia, guida completa
Escursioni e altre attività da fare a Varsavia.
Se hai del tempo in più, sappi che giornalmente partono da Varsavia delle escursioni giornaliere, o comunque ci sono esperienze da fare per tutti i gusti! Guarda un po’ qui:
- Escursione ai campi di concentramento Auschwitz e Birkenau da Varsavia.
- Concerto di pianoforte alla sala Fryedyk.
- Tour della vodka di Varsavia.
- Corso di pierogi.
Buon viaggio in Polonia!
Liz
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12 Comments
penso sia una meta sottovalutata, se ne parla poco mentre invece c’è tanto da vedere e, dalle tue foto, ha un fascino particolare!
Mi piacerebbe tanto visitare Varsavia e leggendoti mi rendo conto di cosa mi sia persa. 😍
La capitale polacca da sempre suscita curiosità in me: il centro storico suggestivo, i parchi, il palazzo della cultura e della scienza sono luoghi straordinari da visitare assolutamente.
Maryd
Io sono innamorata di Varsavia. Ci sono stata in inverno, 3 anni fa e mi ha conquistata subito. Spero di tornarci presto.
Baci.
Sai che Varsavia è una città che non ho mai preso in considerazione? E, a giudicare dal tuo post, ho proprio sbagliato! Sembra molto accogliente, friendly, e sicuramente racchiude un pezzo importante di storia!
Foto davvero belle, e anche la descrizione della tua esperienza mi ha proprio invogliato ad andare a Varsavia!!
Una mia amica ci ha fatto l’Erasmus e poi ci si è trasferita, so che è una città molto bella da vivere!
Penso sia anche abbastanza low-cost come destinazione! Mi hai fatto venir voglia di partire!
Pazzesco, non sapevo fosse patrimonio dell’Unesco! :O Spero di perdermi tra quelle vie presto allora!
Dev’essere davvero molto bella! Io credo che non mi perderei mai e poi mai il parco con concerti di Chopin e il quartiere ebraico…
Praga è una città così figa che dà il nome ai quartieri delle altre capitali, ahaha!!
mi sono innamorata dei suoi giardini, non vedo l’ora di tornarci!
Mai stata a Varsavia, ma credo sia davvero una bella città con tantissime cose e storie da scoprire, oltra quella che già racchiude.