Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari. Guida completa di una pugliese Doc.

Sono pugliese, e questa parola per me non è un’etichetta: è un modo di sentire, di vivere.

La Puglia mi scorre addosso come fanno il vento dell’Adriatico e il profumo del pane caldo al mattino, quando le serrande si alzano e la città si sveglia con una luce che non assomiglia a nessun’altra. Qui le radici non stanno solo nella terra: stanno nei gesti. Nelle mani che impastano, nelle nonne che parlano a voce alta senza chiedere permesso al silenzio, nelle pietre consumate dei vicoli, nei “uè” detti al volo che significano più di mille frasi.

Sono cresciuta con questa intensità quotidiana, e quando mi chiedono cosa vedere in un viaggio di una settimana da Bari, non immagino una semplice sequenza di tappe: immagino un racconto che mette insieme mare e campagna, bianco di calce e rosso di terra, barocco e grotte, porti e altopiani, come se la Puglia avesse deciso di mostrarsi in tutte le sue forme.

Partire da Bari, per me, vuol dire partire dal cuore. È una città che sa essere concreta e poetica nello stesso momento: ha il rumore del traffico e, a pochi passi, la voce del mare che s’infila tra le strade.

Da qui si apre un itinerario che in sette giorni riesce a essere pieno senza diventare frettoloso: Polignano e Monopoli con l’acqua sotto gli occhi, la Valle d’Itria con i suoi borghi ordinati e le curve di ulivi, Trani e Giovinazzo dove la pietra sembra sempre pulita dalla salsedine, l’Alta Murgia che cambia respiro al paesaggio e ti ricorda che la Puglia non è solo costa. In queste giornate c’è spazio per guardare, camminare, assaggiare: perché qui il cibo non è un contorno del viaggio, è parte del carattere.

E io questo itinerario di 7 giorni in Puglia da Bari lo racconto così, da dentro, con la stessa cura con cui si racconta qualcosa che ti appartiene davvero.

Buona lettura!

***Ciao, mi presento! Sono Liz, un’anima zen, una gipsy. Travel blogger e content creator dal 2016. Viaggio principalmente on the road e prediligo soggiorni wild e itinerari naturalistici. Viaggio con Marcello e i miei tre bimbi: India, Tiago e Ambra. Siamo Pugliesi, raccontiamo tanto le nostre radici e anche i viaggi all around. Puoi seguire le nostre avventure nel Mondo sul nostro profilo Instagram I VIAGGI DI LIZ!***

Ma prima di pianificare… non dimenticare l’assicurazione di viaggio!

Prima di continuare con la lettura e la pianificazione del tuo itinerario, non dimenticare un aspetto fondamentale del viaggio: la stipula di un’assicurazione viaggi, fondamentale per coprire un annullamento viaggio, emergenze mediche, cancellazioni, ritardi, perdita di bagagli e responsabilità civile. Senza, potresti affrontare costi elevati e problemi che possono rovinare la tua esperienza.

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Come muoversi in Puglia?

Sono dell’idea che il miglior modo per compiere un itinerario on the road sia sempre quello di noleggiare un’auto, perchè offre numerosi vantaggi che possono facilitare l’esperienza e soprattutto renderla più comoda. Il noleggio auto consente una notevole flessibilità negli spostamenti, permettendoti di muoverti liberamente senza dover seguire gli orari dei mezzi pubblici.

Quello che più amo è la libertà di personalizzare l’itinerario, decidendo autonomamente quali attrazioni visitare e quanto tempo dedicare a ciascuna. Io -da assidua viaggiatrice- mi sono affidata ad un motore di ricerca che comprende tantissime compagnie di noleggio e cerca sempre le tariffe più convenienti, comparandole: DiscoverCars. I prezzi sono davvero ottimi e mi sono sempre trovata benissimo.

Giorno 1: Bari.

Il tuo itinerario di 7 giorni in Puglia da Bari inizia proprio nel cuore di questa magica città, ed il modo migliore è viverla a piedi, seguendo un percorso semplice ma completo: prima il centro “elegante” (Murat), poi il cuore antico di Bari Vecchia, e infine il mare, quando la luce diventa più morbida. Ecco cosa vedere a Bari in un giorno. Se hai poco tempo, ti consiglio sicuramente di prender parte ad un free tour guidato gratuito che in poco tempo ti darà una panoramica completa della città.

Puoi iniziare la mattina nel quartiere Murat, quello delle strade dritte e dei palazzi ottocenteschi. Cammina lungo Via Sparano, guarda le vetrine e respira l’energia della città che si sveglia. Poco più in là ti merita una tappa il Teatro Petruzzelli: anche solo dall’esterno ti dà subito l’idea della Bari più raffinata. Da qui scendi verso il Teatro Margherita, che sembra appoggiato sull’acqua: è uno degli scorci più fotogenici e ti introduce perfettamente al rapporto strettissimo che Bari ha con il suo mare.

A questo punto punta dritto verso Bari Vecchia. L’ingresso “giusto” lo senti quando le strade si stringono, i suoni cambiano e ti ritrovi dentro un labirinto pieno di vita. Qui il tuo itinerario non deve essere una corsa: la bellezza sta proprio nel perderti tra archi, cortili e vicoli. Fermati alla Basilica di San Nicola: è una delle tappe più importanti della città, potentissima anche se non sei credente, e ti fa capire subito quanta storia sia passata da queste pietre. A pochi minuti trovi la Cattedrale di San Sabino, più essenziale, luminosa, e perfetta per completare il “cuore” religioso e storico del borgo antico.

Per dare un taglio diverso alla mattinata, inserisci anche il vicino Castello Svevo: ti racconta la Bari delle difese e delle dominazioni, e ti regala quel cambio di atmosfera che rende l’itinerario più ricco. E proprio di fronte il Castello Svevo troverai Via Arco Basso, con le signore che preparano le orecchiette davanti casa loro: l’identità viva di questa città. E proprio in questi vicoli potrai decidere di partecipare ad un laboratorio di pasta artigianale a casa di una di queste signore, compresa di pranzo. Sempre dentro Bari Vecchia ti consiglio di assaggiare assolutamente un pezzo di focaccia barese al delizioso Panificio Fiore. Un’icona.

Quando arriva l’ora di pranzo, restando in ottica pratica (e tipica), ti lascio due scelte perfette in centro senza perdere tempo in spostamenti. Se vuoi una cucina pugliese tradizionale curata ma con anima, Terranima è ideale per piatti simbolo come riso, patate e cozze, orecchiette e secondi di terra fatti come si deve. Se preferisci stare dentro Bari Vecchia, Osteria Le Arpie è un’ottima sosta per una cucina barese più “di vicolo”, dove ti godi la tradizione senza complicazioni.

Dopo pranzo, riparti dalle piazze più vive: Piazza Mercantile e Piazza del Ferrarese sono perfette per una pausa caffè e per capire la Bari sociale, quella che chiacchiera, si ferma, riparte. Se vuoi un’esperienza davvero “da dentro”, passa anche dal Mercato del Pesce di Bari: è un pezzo di città autentica, rumorosa, piena di colore, e ti fa sentire l’Adriatico a due passi.

Nel tardo pomeriggio arriva il momento più scenografico: la passeggiata sulla Muraglia di Bari. Qui cammini con il mare sotto e la città addosso, e capisci perché Bari non è solo un punto di partenza ma un luogo che ti resta. Se vuoi chiudere la giornata con un finale semplice e perfetto, siediti a bere una birra “nderr a la lanz”, per assaporare il folclore di Bari anche di sera.

Indirizzi utili -e carini- per dove dormire a Bari:

  1. Palazzo Calò (zona tra Bari Vecchia e Murat). È l’ideale se vuoi dormire in un posto con carattere barese, dentro un palazzo storico ristrutturato con stile. La posizione è comodissima perché sei a metà strada tra i vicoli del centro storico e le vie più “ordinate” del centro nuovo: la sera esci a piedi e sei subito nel vivo.
  2. Le Residenze del Capitano (piena Bari Vecchia). Qui scegli l’esperienza più tipica: ti svegli e sei già dentro Bari Vecchia, tra archi, pietra e piazzette. È perfetto se vuoi vivere l’atmosfera del borgo, soprattutto la sera, quando i vicoli diventano ancora più belli e silenziosi.
  3. JR Hotels Oriente Bari (centro, zona Petruzzelli). Se preferisci un hotel classico di città, elegante e centrale, questo funziona molto bene. Sei nel cuore del centro, vicino alle vie principali e a pochi minuti a piedi dal lungomare e da Bari Vecchia: ottimo per muoverti senza auto e avere servizi comodi.
Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari
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Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari
Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari

Giorno 2: Polignano a Mare e Monopoli.

Il secondo giorno può essere dedicato alla perla pugliese ormai conosciuta a livello mondiale, Polignano a Mare.

Entra nel centro storico senza fretta e lascia che siano i vicoli a guidarti. Passa dai belvedere più panoramici, fermati a guardare la costa dall’alto e poi scendi verso Lama Monachile, perché è il punto in cui capisci davvero perché questo posto è diventato iconico: la gola di roccia, l’acqua sotto, il ponte sopra e quel colpo d’occhio che in foto non rende mai quanto dal vivo. Se ti piace camminare, continua lungo le stradine interne e cerca le terrazze dove il mare appare all’improvviso tra le case: è lì che Polignano diventa più “vera”, non solo scenografica.

A metà mattina fai una pausa degustando la specialità del posto, il mitico caffè speciale: è realizzato con cinque ingredienti magici e ha un retrogusto buonissimo: caffè, scorza di limone, amaretto, zucchero e panna. L’invenzione di Mario Campanella, del “Super Mago del Gelo” in Piazza Garibaldi 22, è diventata ormai parte della storia di questo borgo.

Uno dei momenti clou potrebbe essere il giro in barca a Polignano a Mare. Puoi decidere un giro in barca a motore o un giro in barca a vela. Dal mare la costa cambia faccia: pareti alte, anfratti, archi naturali e insenature che da terra non immagini nemmeno. Se scegli un tour che include le grotte principali, capisci davvero perché qui la roccia e l’acqua sembrano parlarsi.

Dopo il tour, prima di lasciare Polignano, ti consiglio di concederti un pranzo vero, quello che ti fa dire “ok, sono in Puglia”. Se vuoi restare sul tipico ti consiglio sicuramente l’Osteria Piga in Via Don Lorenzo Milani 21. Qui trovi una cucina pugliese concreta e ben fatta, in una posizione comodissima in centro. È il classico posto in cui mangi bene e riparti soddisfatto, senza sentirti in un locale costruito solo per i turisti. L’altra alternativa è Casa Orecchietta in Piazza Caduti di Via Fani, 7.
Qui sei nel cuore di Polignano e l’impronta è chiarissima: cucina di tradizione, sapori netti, piatti che ti fanno subito entrare nell’atmosfera pugliese.

Nel primo pomeriggio parti verso Monopoli. Qui cambia tutto: l’atmosfera diventa più “città di mare vissuta”, con un centro storico elegante ma concreto. Ti consiglio di entrare dalla zona del porto e camminare lungo le banchine: barche, reti, profumo di salsedine e quella luce che si riflette sui muri chiari. Poi infilati tra le viuzze del centro storico, senza puntare subito alla meta. Monopoli è perfetta se te la giochi così: perdi la direzione, la ritrovi, ti affacci e ti ritrovi davanti a un arco, una piazzetta, una chiesa, un angolo che sembra fatto apposta per una foto.

Quando si avvicina il tramonto, resta nei dintorni del porto: è il momento in cui Monopoli diventa magnetica. Ti consiglio un aperitivo nella piazza principale, da Vini & Panini.

Indirizzi utili -e carini- per dove dormire a Polignano e Monopoli:

  1. B&B Tra le Mura è una scelta perfetta se vuoi spendere in modo più ragionevole ma dormire nel cuore del borgo, tra vicoli e scorci sul mare. È il classico alloggio “di paese”, semplice e accogliente, comodissimo per uscire la sera senza usare l’auto. Indirizzo: Piazza Santa Maria delle Grazie, 23 a Polignano a Mare.
  2. Casa Dorsi è un’opzione molto tipica se cerchi una sistemazione in centro storico con quell’atmosfera in pietra che a Polignano ci sta benissimo. Sei vicino ai punti più belli per passeggiare e vedere il mare, e in genere è più “umano” come prezzo rispetto alle strutture ultra-lusso sulla scogliera. Indirizzo: Via Porto, 58.
  3. A Bed & Breakfast Casa Palmieri 2006 hai l’esperienza più autentica: dormi nel borgo antico, a due passi dal porticciolo e dalle viuzze dove la sera Monopoli diventa magica. È una soluzione tipica da B&B, comoda e calda, ideale se vuoi vivere tutto a piedi. Indirizzo: Vico delle Palme, 14, Monopoli.
Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari
Lama Monachile, Polignano a Mare – Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari
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Monopoli – Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari

Giorno 3 – Valle d’Itria: cosa vedere a Locorotondo e Alberobello in un giorno.

Il terzo giorno ti porta nel cuore della Valle d’Itria, quella Puglia più “silenziosa” e ordinata, fatta di colline morbide, muretti a secco e ulivi che sembrano disegnati sulla terra arsa e rossa.

Arriva a Locorotondo presto e fai la cosa più intelligente: non inseguire subito “la foto”, ma entra nel centro storico e lasciati guidare dalla sua forma, perché il borgo è davvero rotondo e ti riporta sempre al punto di partenza. Qui la bellezza è nell’insieme: stradine bianche, balconi fioriti, curve dolci e un ordine che non è freddo, è armonia. Camminando ti accorgi delle case con i tetti spioventi (le cummerse), dei portoni antichi, delle piccole corti interne dove la vita scorre ancora con un ritmo vero.

A metà mattina prenditi il tempo per cercare i punti panoramici: Locorotondo è famosa anche perché ti regala affacci bellissimi sulla campagna e sui vigneti. Da lì capisci davvero la Valle d’Itria: non è una cartolina statica, è un mosaico di campi, trulli sparsi, strade bianche e filari che cambiano colore a seconda della stagione.

All’ora di pranzo, ti suggerisco un aperitivo con degustazione di vini locali e qualche prodotto tipico. Due indirizzi utili a seconda di quel che cerchi:

  • Vinifera Vini & Affini (Largo Piave, centro storico). Se vuoi una degustazione in pieno borgo, qui ti siedi e ti fai guidare tra calici scelti bene, soprattutto bianchi e rosati della zona. L’abbinamento con taglieri di prodotti tipici è generoso e puoi impostare la degustazione su più vini, senza fretta: perfetta se vuoi trasformarla quasi in un pranzo leggero.
  • Azienda Agricola Bufano (Via Nardelli, zona Lungovalle). Questa è l’opzione “panorama”: sei appena fuori dal centro, con vista sulla valle. La degustazione è più esperienziale, spesso con più calici e assaggi locali pensati per accompagnarli.

Dopo pranzo spostati verso Alberobello, e nello spostamento già entrerai nella Puglia rurale, quella che profuma di terra e di erbe aromatiche. Inizia la visita di Alberobello dalla zona più conosciuta, Rione Monti, ma non fermarti alle prime strade. Cammina, sali e scendi, cerca gli scorci laterali e guardali anche con un occhio “architettonico”: i tetti conici, i simboli, la pietra a secco, l’incastro delle case. È un luogo famoso, sì, ma se lo vivi con attenzione ti accorgi che non è solo turismo: è un modo di costruire e abitare che racconta secoli di adattamento al territorio.

I trulli nascono in Valle d’Itria come case contadine costruite con la tecnica della pietra a secco, cioè senza malta. In poche parole: si usavano le pietre calcaree raccolte dai campi e si montavano muri spessi e tetti a cono, solidi e isolanti. La tradizione più raccontata è che questa tecnica permettesse anche di smontare rapidamente alcune parti della costruzione in caso di controlli, perché per secoli le “nuove” case potevano essere tassate o richiedere autorizzazioni. Oltre a questo, però, il motivo pratico è fortissimo: in quella zona la pietra era ovunque e la forma a cono reggeva bene e teneva la casa fresca d’estate e più protetta d’inverno.

Poi passa nella parte che spesso resta più nel cuore, Aia Piccola, dove l’atmosfera è più tranquilla e residenziale: qui Alberobello la senti più “vissuta” e meno da vetrina. Per cena, qui ti consiglio di non improvvisare troppo, soprattutto se viaggi in alta stagione. Trattoria Terra Madre è una scelta comoda e centrata se vuoi chiudere la giornata con piatti tipici pugliesi riconoscibili, quelli che ti fanno sentire davvero nel cuore della regione: antipasti con prodotti locali, pasta della tradizione e secondi che restano fedeli alla cucina di casa.

NOTA BENE: una volta arrivati in Valled’Itria ti consiglio di fare l’esperienza di soggiornare in una masseria, dove a questo punto viste le brevi distanze da una location all’altra, ti consiglio di stare 2 o 3 notti. Ti consiglio qualche masseria che ho particolarmente amato:

  • Masseria Grieco. È una masseria perfetta se cerchi quiete vera e un’estetica pulita: pietra chiara, campagna intorno e quell’atmosfera lenta che ti fa staccare subito. Ottima come base tra borghi della Valle d’Itria e mare, senza sentirti “in mezzo al caos”. Ostuni, contrada grieco s.n.c.
  • Masseria Il Frantoio. Qui respiri l’anima rurale della zona: ulivi, tradizione e un’ospitalità che punta più sull’esperienza autentica che sull’effetto “vetrina”. Ideale se ti piace vivere la Puglia anche attraverso sapori e ritmi di campagna.
    Ostuni, ss 16 km 874.
  • Masseria Torre Coccaro. È una scelta scenografica e di livello, per quando vuoi un soggiorno speciale: spazi bellissimi, comfort alto e la comodità di avere la costa vicina, così alterni campagna e mare senza spostamenti lunghi. Savelletri di Fasano, contrada coccaro 8.
  • Masseria Madonna dell’Arco. Molto “Valle d’Itria interna”: atmosfera genuina, contesto tranquillo e posizione perfetta se vuoi muoverti tra Martina Franca, Locorotondo e Cisternino. È il posto giusto se cerchi campagna vera e una base comoda per i borghi. Martina Franca, via madonna dell’arco 89.
Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari
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Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari
Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari

Giorno 4 – Cisternino e Ostuni in un giorno: cosa vedere e dove mangiare tipico.

Il giorno 4 del tuo itinerario in Puglia non può che continuare alla scoperta della Valle d’Itria.

A Cisternino entra nel centro storico e concediti il lusso di camminare senza una meta fissa. Come un po’tutti i paesini della Valle d’Itria, il filo conduttore sono i vicoli bianchi, archi, scalinate, balconi con i fiori e piccole piazze che si aprono all’improvviso. Segui le stradine che salgono e scendono e fermati ogni tanto agli affacci sulla campagna: da lì vedi la Valle d’Itria distendersi con ulivi, muretti a secco e trulli sparsi, e capisci subito perché questa zona è così amata.

Il vero motivo per cui Cisternino è un passaggio obbligato, però, è il fornello pronto. È una tradizione semplicissima e geniale: scegli la carne al banco e te la cuociono al momento, così ti siedi e mangi senza tempi morti. È l’esperienza più “pugliese” che puoi fare qui, perché è quotidiana, concreta, senza costruzioni. Se vuoi un posto che rispecchi bene questo rito e che venga spesso associato a questa usanza, Zio Pietro è una scelta che funziona: ti godi brace, profumo, contorni tradizionali e quell’aria da tavolata felice che ti mette subito nel mood della giornata.

Dopo pranzo spostati verso Ostuni e cerca di arrivare quando il sole inizia a scendere. Ostuni, vista da lontano, sembra un blocco di luce: case bianche una sull’altra, appoggiate sul colle, e intorno la campagna. Appena entri nel centro storico, la regola è una: sali. Più vai verso l’alto, più la città ti ripaga con scorci e panorami.

Camminando, prenditi tempo per osservare i dettagli: il bianco non è uniforme, cambia con la luce; le scale consumate, i portoni antichi, i balconi pieni di piante raccontano una città vissuta, non un set. E quando ti sembra di essere arrivato “in cima”, continua ancora un po’: spesso è proprio lì che trovi gli affacci migliori e senti quell’aria leggera che ti fa venire voglia di restare.

Per la cena ti consiglio di scegliere un posto tipico nel centro, così dopo puoi passeggiare tra i vicoli illuminati senza dover riprendere l’auto. Trattoria Fave e Fogghje è perfetta se vuoi sapori pugliesi riconoscibili e piatti di tradizione.

Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari
Ostuni – Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari
Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari
Ostuni – Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari

Giorno 5 – Martina Franca e Grotte di Castellana: cosa vedere in un giorno tra barocco e sottosuolo.

Martina Franca è piena di dettagli. Ti ritrovi tra strade chiare, palazzi nobiliari, balconi in ferro battuto e portali importanti, e capisci subito perché qui il barocco ha un carattere elegante, mai pesante.

Entra nella Basilica di San Martino e prenditi due minuti per guardare bene la facciata e l’interno: è una tappa perfetta per orientarti e per sentire l’anima più monumentale della città. Poi spostati verso il Palazzo Ducale, perché ti dà un’idea concreta di quanto Martina Franca sia stata anche un centro di potere e cultura, non solo un borgo da passeggio. Il bello, però, arriva quando ti perdi: percorri le viuzze laterali, cerca le piccole piazze, guarda i portoni e le scale consumate, e lascia che la città ti accompagni senza costringerti. Per completare bene la visita, io inserirei anche due chiese che raccontano la Martina più intima, meno “da cartolina”: la Chiesa del Carmine e la Chiesa di San Domenico. Non serve fare la maratona: anche una visita breve ti dà varietà e ti fa capire quanto il centro storico sia denso di cose, non solo bello da fotografare.

All’ora di pranzo, il consiglio “furbo” è mangiare qui, prima di scendere alle grotte. Osteria del Coco Pazzo è una scelta azzeccata se vuoi cucina pugliese con carattere, e non dimenticarti di degustare il famoso capocollo di Martina!

Nel primo pomeriggio ti sposti verso le Grotte di Castellana. Qui cambia tutto: ti ritrovi in un mondo fresco, silenzioso e gigantesco, dove la Puglia ti mostra una bellezza che non ha nulla a che fare con il mare o i borghi bianchi. La visita è guidata e, a seconda del percorso che scegli, può essere più breve o più completa: il mio consiglio è di scegliere la versione completa se hai tempo e gambe, perché la parte finale è quella che ti fa uscire con l’effetto “wow” vero. In ogni caso portati una felpa anche d’estate: sotto la temperatura resta fresca e la differenza si sente. E metti scarpe comode, perché tra scale e camminamenti l’esperienza è fisica, non solo “da guardare”.

Oltre alla visita alle grotte, ti consiglio di guardare se c’è in programma Hell in the Cave, uno spettacolo immersivo messo in scena dentro le Grotte di Castellana, ispirato all’Inferno della Divina Commedia. Non è il classico teatro con palco e platea: qui l’ambiente sotterraneo diventa parte della storia, con attori/danzatori, musica e giochi di luce che sfruttano buio, eco e profondità della grotta. Di solito si svolge nella Grave, la grande cavità principale, e l’effetto è proprio quello di “entrare” nel racconto più che guardarlo da fuori. Le date cambiano in base alla stagione, quindi conviene controllare il calendario ufficiale prima di organizzarsi.

Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari
Grotte di Castellana – Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari
Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari
Colazione a Masseria Grieco – Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari

Giorno 6 – Giovinazzo e Trani: due chicche nascoste e poco conosciute, ma splendide.

Spostandoci a nord di Bari, da vera local non posso che consigliarti due realtà marinare meno conosciute rispetto a tutte le città citate sopra, ma ugualmente molto romantiche e affascinanti. Giovinazzo e Trani.

A Giovinazzo la tappa che ti mette subito nell’atmosfera è il porto: piccolo, raccolto, con le barche vicine e quella sensazione di paese di mare che non ha bisogno di esagerare per piacere. Cammina sul lungomare, poi entra nel centro storico: qui tutto è a misura di passeggiata. Trovi archi, vicoli, scorci sul mare e piazzette in cui ti viene naturale fermarti cinque minuti senza fare niente. Il bello di Giovinazzo è proprio questo: non devi riempirti di “cose da fare”, devi assorbire l’aria marina e il ritmo lento. Qui, se vuoi pranzare velocemente ma restando nella bolla dei prodotti tipici locali, non puoi non provare la pizzella del Panificio Bove. Tutti i giovinazzesi la adorano. Oppure, per pranzare tipico, ti consiglio SCVNAZZ. Leggi il mio articolo su cosa fare a Giovinazzo per più informazioni.

Nel primo pomeriggio riparti verso Trani. Qui il colpo d’occhio è diverso: Trani è elegante, luminosa, con una pietra chiara che sembra sempre pulita dalla salsedine. Appena arrivi, punta al porto turistico: è uno dei più belli di questa parte di Puglia, perfetto per una passeggiata lenta tra barche, locali e scorci da foto. Da lì ti consiglio di fare un passaggio che, secondo me, è imprescindibile: la Cattedrale di Trani. È spettacolare perché sta praticamente sul mare, e anche se non entri, già da fuori ti dà quella sensazione rara di monumento “dentro” il paesaggio, non separato. Se entri, prenditi un momento per guardare la verticalità e la luce: è una di quelle visite che ti restano in testa senza bisogno di spiegazioni.

Poi ti conviene perderti un po’ nel centro storico, tra strade in pietra e angoli raccolti. Ti consiglio di leggere il mio articolo su cosa vedere a Trani per una visita più approfondita.

Per cena ti consiglio di rimanere nel centro, così chiudi la giornata con una passeggiata serale senza dover riprendere l’auto. Osteria Caccianferno è un’ottima opzione.

Indirizzi utili -e carini- per dove dormire a Trani o Giovinazzo:

  • Centro Storico Suites Giovinazzo. Se vuoi dormire “dentro” il borgo, questa è una scelta perfetta: sei tra vicoli e piazzette, a due passi dal mare, con un’atmosfera molto locale e senza dover usare l’auto la sera. Giovinazzo, vico Corsignano 7.
  • Porto di Mare B&B. Ha un mood più marinaro e una posizione comodissima: esci e in pochi minuti sei tra porticciolo, lungomare e ristorantini del centro. Ottimo se vuoi praticità e identità “da costa”. Giovinazzo, via Crocifisso 9.
  • Bed and Breakfast Trani Centro Storico. È una soluzione super azzeccata se vuoi stare nel cuore di Trani: ti muovi a piedi tra porto, centro storico e zone più belle della sera, senza pensieri di parcheggio o spostamenti. Trani, via Leopardi 28.
Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari
Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari

Giorno 7 – Da Bari all’Alta Murgia, Castel del Monte e Matera: il gran finale tra pietra, silenzi e meraviglia.

Se vuoi chiudere la settimana con una giornata che “sposta” completamente il paesaggio, oggi ti giochi un trittico perfetto: Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Castel del Monte e Matera. È un itinerario da un giorno che funziona benissimo partendo da Bari perché ti fa passare, nel giro di poche ore, dalla Puglia più essenziale e rurale a una delle città più scenografiche del Sud Italia.

La mattina te la consiglio in Alta Murgia, proprio per respirare quel senso di “spazio aperto” che qui è protagonista. E’ un posto che si capisce camminando, guardando lontano, ascoltando il vento. Il bello è notare i dettagli: la terra chiara, le forme delle lame, i tratti antichi che sembrano strade senza tempo, e quella sensazione di quiete che ti rimette in asse prima del resto della giornata.

Poi arriva la tappa simbolo: Castel del Monte, Patrimonio dell’Unesco. È costruito su una collina isolata e lo riconosci subito per la pianta ottagonale: un grande ottagono centrale con otto torri, una su ogni spigolo, anch’esse ottagonali. Da fuori dà un senso di equilibrio perfetto e di controllo del paesaggio, perché ogni lato sembra pensato per dialogare con l’orizzonte. All’interno trovi un cortile ottagonale e, attorno, ambienti disposti in modo simmetrico su due livelli. Non ha il tipico fossato o le grandi strutture difensive che ti aspetteresti da un castello medievale: l’impatto è più “monumentale” e simbolico, con proporzioni studiate e passaggi che fanno percepire la precisione del progetto.

È legato a Federico II di Svevia e la sua fama sta proprio nel mistero: non è chiarissimo se fosse pensato come residenza, luogo di rappresentanza, edificio simbolico o altro. Quello che è certo è che, quando lo vedi dal vivo, capisci perché è considerato uno dei capolavori architettonici del Medioevo in Italia. Per scoprirlo ti consiglio di arrivare direttamente lì in auto oppure puoi fare anche una passeggiata a cavallo partendo da Masseria Sei Carri e restando anche a pranzo lì al ritorno.

Nel primo pomeriggio, a questo punto, vai verso Matera. Qui ti conviene entrare nel cuore della città con un’idea chiara: Matera si vive meglio “a strati”, scendendo e risalendo. Ti lascio anche il link per una visita guidata al costo di 15 euro.

A Matera i “Sassi” non sono un unico quartiere: sono due grandi anfiteatri di case scavate e costruite nella roccia, divisi da uno sperone centrale. La differenza principale la senti subito camminando: cambia il tipo di architettura, l’atmosfera e perfino il modo in cui la luce cade sulle pietre.

  • Sasso Caveoso è la parte più “antica” e istintiva. Qui l’impronta è più rupestre: molte abitazioni nascono come grotte e si affacciano in modo teatrale verso la Gravina di Matera. Le stradine sono più “verticali”, con scalinate e percorsi che sembrano scavati a mano, e l’effetto complessivo è quello della Matera primordiale, quella che assomiglia di più all’immaginario del presepe di pietra. È la zona dove percepisci più forte la dimensione trogloditica e, se entri in una casa-grotta, capisci subito come si viveva: ambienti scavati, raccolta dell’acqua, poca separazione tra spazi.
  • Sasso Barisano è diverso: è più “costruito” e più legato alla Matera che si è trasformata in città-ospitalità. Le facciate sono spesso più visibili, con portali, archi e livelli sovrapposti che mostrano chiaramente la parte edificata davanti alla parte scavata dietro. In generale lo percepisci più urbano e più comodo da attraversare, con molti locali, alberghi diffusi e botteghe (senza perdere la magia della pietra). Se vuoi un Sasso che unisce scenografia e vita contemporanea, di solito è quello che ti sembra più “praticabile” soprattutto la sera.
  • Tra i due c’è Civita, lo sperone centrale che fa da cerniera e da belvedere naturale. Qui l’atmosfera cambia ancora: è la parte più “nobile”, con strade più lineari, palazzi storici e la presenza monumentale della Cattedrale di Matera. Se vuoi orientarti e “leggere” la città dall’alto, passare dalla Civita è fondamentale perché ti fa vedere contemporaneamente i due Sassi e ti chiarisce la geografia: a destra e sinistra scendono i due anfiteatri di pietra.

Indirizzi utili -e carini- per dove dormire a Matera:

  • Sextantio Le Grotte della Civita. Se vuoi dormire in una vera atmosfera “da grotta” ma curata e suggestiva, questa è una delle esperienze più particolari: pietra viva, silenzio, luci basse e la sensazione di stare dentro Matera, non “accanto” a Matera. Via Civita 28.
  • Locanda di San Martino. È una scelta super azzeccata se cerchi un posto tipico e comodo: sei nei Sassi, con camere spesso ricavate nella roccia e un mood autentico, ma con servizi che rendono il soggiorno facile (anche se arrivi stanco dopo tante scale). Via fiorentini 71.
Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari
Matera – Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari
Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari
Matera – Cosa vedere una settimana in Puglia: itinerario da Bari

BUON VIAGGIO IN PUGLIA!

Liz

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Liz, cuore zingaro, anima zen. Travel content creator, web writer, SMM. Vagabondo nel Mondo, racconto luoghi e itinerari, ma racconto anche le mie radici, la mia Puglia, che amo. Viaggio con il mio compagno Marcello ed i nostri piccoli India, Tiago e Ambra, i nostri figli. Credo fortemente che il viaggio e la natura siano per loro la migliore scuola senza mura in assoluto. Siamo wild & eco-friendly!

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