Matera: cosa vedere, cosa mangiare e dove dormire con vista sui Sassi (guida completa)

Cos’hanno in comune Mel Gibson, Giuseppe Tornatore, Pier Paolo Pasolini e Francesco Rosi? Oltre a essere grandi registi del cinema passato e contemporaneo, sono accomunati da una materia sorprendentemente umile e potentissima: la pietra di tufo, friabile e plasmabile, capace di diventare scenografia naturale e personaggio silenzioso. È proprio questa pietra granulosa, modellata in modo unico e sublime, ad averli (e ad averne attirati molti altri) in un luogo che sembra nato per il cinema e per la memoria: Matera.

Qui, tra i Sassi di Matera, è facilissimo perdere la cognizione del tempo. Anzi, è quasi inevitabile. Basta infilarsi in una viuzza abbagliante carica di luce, sfiorare un portale scolpito nella roccia o affacciarsi da una terrazza scavata nei fianchi di questa gentile terra per sentirsi catapultati in epoche lontane, spesso bibliche, come se il presente si appoggiasse appena sulla pietra e poi lasciasse spazio a secoli di storia. Matera non si visita soltanto: si attraversa, si ascolta e si immagina. Ed è proprio per questo che conquista chi ama l’arte e chi ama la storia, perché qui c’è davvero “pane per tutti i denti”: dalle tracce più antiche fino alle espressioni contemporanee, la città ti trascina dentro un racconto che sembra iniziare nella preistoria e arrivare, senza strappi, ai giorni nostri.

Il suo centro storico fatto di roccia, grotte e abitazioni scavate è un capolavoro unico, una vera città-scultura modellata nella pietra, dove ogni gradino e ogni affaccio raccontano un modo di vivere costruito nei secoli. Non è un caso se Matera è diventata UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità: la moltitudine di archi, facciate, chiesette, palazzi secolari, gradinate scolpite e vecchie case contadine ha reso evidente al mondo il valore irripetibile di questo luogo. E la stessa ricchezza culturale — insieme ai musei e alle numerose attività artistiche — ha contribuito in modo decisivo a farla scegliere come Capitale Europea della Cultura 2019, riconoscimento che ha acceso ancora di più i riflettori su una città già carica di fascino e identità.

Ma il pregio di Matera non è soltanto estetico o culturale. La sua storia è anche una storia di coraggio. In momenti chiave del Novecento, la città è stata riconosciuta per la sua forza civile e per la sua capacità di insorgere, diventando simbolo di dignità e resistenza. Ecco perché qui, accanto alla bellezza, si percepisce anche un carattere: una fierezza antica che convive con qualcosa di altrettanto tipico del popolo dei Sassi, la gentilezza e lo spirito d’accoglienza. È una combinazione rara: una città che ti accoglie, ma che senti anche “forte”, scolpita non solo nella roccia, ma nella sua gente.

In questo post voglio parlarti di cosa vedere a Matera con occhi curiosi e passo lento, perché la città ripaga chi la osserva davvero. Il viaggio può cominciare idealmente dal Paleolitico e scivolare in avanti lungo i secoli fino a oggi, passando per chiese rupestri, santuari nella pietra, musei e scorci che sembrano usciti da un’altra epoca. E mentre mi dedicavo all’esplorazione delle sue vie suggestive, ornate da chiesette scavate e rifugi di roccia, mi lasciavo andare indietro nel tempo: mi immaginavo immersa nella vita contadina di un tempo ormai perduto, seduta sul dorso di un asinello in cerca d’acqua, scendendo lungo il fianco della valle fino ai piedi della gravina, là dove il paesaggio si apre e la pietra diventa racconto.

A rendere tutto ancora più vivido non è solo ciò che si vede, ma anche ciò che si sente. L’aria può essere pervasa dall’odore di finocchietto selvatico, di erbe officinali e dei fiori che colorano questa magica città: profumi semplici, terrestri, che completano l’incantesimo e ti fanno capire perché Matera, oltre a essere un luogo da visitare, è soprattutto un luogo da vivere. Un consiglio: per scoprirla al meglio opta per una visita guidata di Matera con una guida turistica!

Buona lettura!

***Ciao, mi presento! Sono Liz, un’anima zen, una gipsy. Travel blogger e content creator dal 2016. Viaggio principalmente on the road e prediligo soggiorni wild e itinerari naturalistici. Viaggio con Marcello e i miei tre bimbi: India, Tiago e Ambra. Siamo Pugliesi, raccontiamo tanto le nostre radici e anche i viaggi all around. Puoi seguire le nostre avventure nel Mondo sul nostro profilo Instagram I VIAGGI DI LIZ!***

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Cosa vedere a Matera, la città dei Sassi
Cosa vedere a Matera, la città dei Sassi

I Sassi di Matera.

I Sassi di Matera sono il punto da cui partire se vuoi capire davvero cosa vedere a Matera e, soprattutto, perché questa città lascia il segno. Quando si parla di “Sassi” non si intende un semplice quartiere, ma un vero e proprio sistema urbano antico scavato nella roccia, composto da case-grotta, vicoli, scalinate, terrazzamenti e piccoli cortili che si incastrano l’uno nell’altro come un anfiteatro naturale. È una città nella città, costruita (e “scavata”) sfruttando la pietra calcarea locale: camminando ti sembra di muoverti dentro un paesaggio scolpito, dove l’architettura non è stata solo appoggiata sul terreno, ma è nata dal terreno stesso.

I Sassi sono divisi principalmente in due grandi rioni storici: il Sasso Barisano, che guarda verso la parte più moderna della città ed è quello dove spesso trovi più attività, locali e strutture ricettive, e il Sasso Caveoso, più scenografico e “aspro”, con un impianto che ricorda quasi la forma di un teatro naturale affacciato sulla gravina. In mezzo, come una spina dorsale che collega e dà ordine alla visita, c’è la zona della Civita, la parte più alta e centrale, dove Matera mostra un volto più monumentale e dove spesso ci si ritrova senza nemmeno accorgersene, seguendo le stradine che salgono e scendono tra scorci improvvisi.

La cosa più affascinante è che i Sassi non sono “solo belli”: sono il risultato di un modo di abitare ingegnoso e adattato a un territorio difficile. Per secoli la vita qui è stata legata all’acqua e alla sua gestione: cisterne, canalizzazioni, raccolta dell’acqua piovana, piccoli sistemi domestici per conservarla e usarla. Quando cammini tra questi vicoli, non stai semplicemente facendo una passeggiata turistica: stai attraversando un luogo dove ogni gradino ha avuto una funzione, ogni apertura nella roccia è stata pensata per la luce o per la ventilazione, ogni terrazzamento era utile alla vita quotidiana. Ecco perché visitare i Sassi con calma cambia tutto: ti accorgi che Matera non è un set, ma un organismo urbano vero, nato da necessità e creatività.

Un consiglio pratico che rende la visita molto più “completa” è entrare almeno in una casa grotta (una delle abitazioni scavate e arredate come un tempo). Farlo ti aiuta a visualizzare la quotidianità di chi viveva qui: gli spazi essenziali, le soluzioni per il lavoro e per gli animali, la divisione degli ambienti, la luce che entra da aperture piccole. Dopo una visita del genere, anche la passeggiata all’esterno cambia prospettiva: inizi a leggere i dettagli, riconosci le cavità nella roccia, capisci perché certi percorsi seguono esattamente il profilo della valle.

Dal punto di vista “da viaggio”, i Sassi sono anche il luogo migliore per vivere Matera nel modo più emozionante. La mattina la città è più silenziosa e sembra quasi sospesa, mentre al tramonto la pietra si scalda di colori e i belvedere diventano irresistibili. È proprio qui che Matera dimostra quanto sia fotogenica: ogni angolo regala un’inquadratura diversa, tra scale, archi, balconi e terrazze affacciate sulla gravina. Se vuoi ottimizzare tempi e fatica, la strategia migliore è scegliere un percorso ad anello: scendere nel Sasso Caveoso per goderti il colpo d’occhio più scenografico, risalire verso la Civita e poi rientrare passando dal Sasso Barisano, dove spesso è più facile fermarsi per una pausa o per una cena con vista.

E poi c’è un dettaglio che spesso si sottovaluta ma che rende il racconto perfetto: i Sassi non sono un’attrazione isolata, sono un paesaggio culturale. Di fronte a loro si apre la gravina e, oltre, l’altopiano della Murgia: quando ti fermi a guardare capisci che Matera è stata modellata dal rapporto tra uomo e natura. È questo legame, così evidente e così “fisico”, che fa sentire i Sassi come un viaggio nel tempo anche a chi non è appassionato di storia. E non è un caso che siano diventati il simbolo stesso della città: sono il motivo per cui Matera è diversa da qualsiasi altra meta in Italia.

Cosa vedere a Matera, la città dei Sassi

Le chiese rupestri di Matera.

Le chiese rupestri di Matera sono uno dei motivi principali per cui la città non è soltanto bella, ma anche profondamente diversa da qualsiasi altra meta italiana. Quando si parla di chiese rupestri, infatti, non si intende “semplicemente” chiese antiche: si parla di luoghi di culto scavati direttamente nella roccia, ricavati da grotte naturali o da ambienti modellati dall’uomo, spesso mimetizzati nel paesaggio al punto che potresti passarci davanti senza accorgertene. È proprio questa discrezione a renderle speciali: non dominano il territorio con facciate monumentali, ma lo abitano dall’interno, come se la spiritualità fosse stata letteralmente incisa nella pietra.

Visitandole, la prima cosa che colpisce è l’atmosfera. Lì dentro la luce cambia, diventa più morbida, quasi trattenuta, e anche i rumori si abbassano. Non è raro provare quella sensazione di “salto nel tempo” tipica di Matera, ma qui è ancora più intensa: ti ritrovi in spazi essenziali, spesso piccolissimi, che raccontano secoli di fede, di comunità e di vita quotidiana. Molte chiese rupestri conservano affreschi (in alcuni casi frammentari, in altri sorprendentemente leggibili) e simboli religiosi che testimoniano una lunga stratificazione culturale. Capisci subito che non sono solo attrazioni: erano rifugi, punti di ritrovo, luoghi di preghiera, ma anche “segni” lasciati dalle persone che abitavano questo territorio e che, in mezzo a una natura potente, cercavano un ordine, un significato, una protezione.

Dal punto di vista pratico, è utile sapere che le chiese rupestri non sono concentrate tutte in un unico punto: alcune si incontrano passeggiando tra i Sassi e i loro dintorni, altre — e spesso le più scenografiche — si trovano nel grande paesaggio di fronte alla città, dentro il Parco della Murgia Materana. Questa informazione è importantissima per organizzare bene la visita, perché se ti limiti al centro storico rischi di vedere Matera “a metà”.

Un altro elemento che rende queste chiese uniche è il legame con la vita contadina e con la storia sociale di Matera. In certi punti ti sembra quasi di vedere ancora la città com’era: persone che scendevano lungo il fianco della valle, la ricerca dell’acqua, i percorsi verso la gravina, il rapporto quotidiano con una natura non sempre facile. Le chiese rupestri, in questo senso, non sono “solo” luoghi religiosi: sono anche tracce di comunità che vivevano in equilibrio con la roccia, con le stagioni, con la necessità. E quando ti muovi tra queste cavità, con quell’odore di erbe selvatiche — finocchietto, officinali, fiori — capisci quanto Matera sia un’esperienza completa, fatta di paesaggio, storia e sensazioni.

I musei a Matera.

I musei di Matera sono l’ingrediente che trasforma una visita “bella” in una visita davvero completa, perché ti danno le chiavi per leggere ciò che vedi fuori: i Sassi, le chiese rupestri, la gravina, i segni della vita contadina e le stratificazioni di una città che sembra scolpita nel tempo.

Il primo grande punto di riferimento, soprattutto per chi vuole capire da dove viene Matera, è il Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola. È il museo ideale se ti affascina l’idea che questo territorio sia abitato da millenni e che ogni oggetto, anche il più semplice, sia una traccia concreta di vita. Nelle sue sale trovi manufatti e reperti che accompagnano in una sorta di passeggiata “museale” dalla Preistoria verso periodi più recenti: utensili, materiali e testimonianze che rendono meno astratto ciò che poi immagini guardando una grotta o una chiesa scavata nella roccia. È come se, dopo aver visto Matera dall’esterno, qui la vedessi dall’interno: non più solo paesaggio, ma persone, gesti quotidiani, scelte di sopravvivenza e scambi culturali.

Se invece temi che l’archeologia “pura” non faccia per te, Matera ti prende per mano anche con un percorso più legato all’arte e alla storia recente, e qui entra in gioco il seicentesco Palazzo Lanfranchi. È una tappa che cambia immediatamente ritmo: passi dalla pietra viva dei Sassi a un edificio che racconta un’altra Matera, più istituzionale, più “cittadina”, ma sempre intensamente legata al territorio. Qui l’arte diventa un modo per capire l’identità lucana e materana, e visitarlo è utile anche per spezzare la camminata con un momento più raccolto, soprattutto nelle ore centrali della giornata quando il sole e le scale iniziano a farsi sentire.

E poi c’è un museo che, a Matera, sembra quasi inevitabile: il MUSMA, il museo della scultura contemporanea. Non è soltanto “un museo con opere”, ma un’esperienza in cui l’ambiente conta quanto ciò che è esposto. In una città che è già una scultura naturale, la scultura contemporanea trova un contesto perfetto, e anche chi non si considera appassionato spesso ne esce colpito, perché la visita è meno didascalica e più sensoriale.

Una menzione speciale, perché è incredibilmente efficace e adatta a tutti, va a Casa Noha. Se c’è un posto che riesce a spiegare Matera in modo chiaro e coinvolgente senza richiedere ore, è proprio questo. È una dimora storica scavata nella roccia dove, attraverso un racconto audiovisivo, la città viene presentata nella sua evoluzione: trasformazioni urbanistiche, momenti difficili, rinascita, identità. È la visita perfetta per chi vuole capire “il perché” delle cose: perché i Sassi sono così, perché Matera è diventata famosa, come si è passati da un’immagine di povertà a un simbolo culturale internazionale.

Cosa vedere a Matera, la città dei Sassi

Il Parco della Murgia Materana.

Il Parco della Murgia Materana è la parte di Matera che spesso viene sottovalutata da chi si concentra solo sui Sassi, ma in realtà è una delle esperienze più potenti dell’intero viaggio, perché ti fa capire la città nella sua cornice naturale e storica. Se i Sassi sono la “materia” scolpita dall’uomo, la Murgia è lo sfondo che rende tutto credibile: un paesaggio rupestre aspro e luminoso, fatto di altopiani, macchia mediterranea, grotte e sentieri che seguono il bordo della gravina. È qui che Matera smette di essere solo un centro storico affascinante e diventa un racconto completo, dove l’architettura è inseparabile dalla geologia e dalla natura.

La parola chiave, quando si parla di Murgia, è gravina: quella spaccatura profonda che separa la città dall’altopiano e che disegna uno dei panorami più celebri d’Italia. Guardare Matera dal Parco della Murgia significa vedere i Sassi come un presepe di pietra, con le case che sembrano incastrate una sull’altra e le chiese che emergono come punti di riferimento. È una prospettiva diversa, più ampia, quasi cinematografica: se dal centro storico vivi Matera “da dentro”, dalla Murgia la osservi “da fuori” e capisci davvero il suo impianto, la sua forma, il motivo per cui questo luogo è stato scelto così spesso come set naturale. Ed è anche uno dei posti migliori per fare foto che raccontino la città in modo immediato, perché ti permette di cogliere insieme Sassi, luce, roccia e vuoto della valle.

Dentro il Parco, però, non c’è solo il belvedere panoramico: c’è un mondo intero da esplorare. Qui trovi grotte, cavità, tracce di insediamenti antichi e soprattutto una costellazione di chiese rupestri che sembrano nascoste nel paesaggio, ricavate nella roccia con una semplicità che commuove. Camminando tra sentieri e pietra, ti rendi conto che questa non è una natura “vuota”: è una natura abitata da millenni.

Un aspetto che rende la visita ancora più evocativa è l’ambiente: profumi di erbe selvatiche, finocchietto, fiori di campo, vento che cambia direzione in base ai punti della gravina. È uno di quei posti dove la percezione non è solo visiva, ma anche fisica: senti la luce, senti il calore della pietra, senti il silenzio. E questo silenzio, in certi tratti, ha qualcosa di solenne. È facile immaginarsi la vita di un tempo, i percorsi verso l’acqua, le salite e le discese lungo i fianchi della valle, l’idea di una comunità che viveva in simbiosi con le stagioni e con il paesaggio. Per chi ama scrivere o semplicemente per chi ama viaggiare “con la testa”, la Murgia è un luogo che accende immagini e pensieri.

Dove mangiare a Matera?

Se ti stai chiedendo dove mangiare a Matera, io mi sono lasciata guidare dall’istinto tra le sue vie labirintiche e, fiduciosa di non restare a stomaco vuoto, mi sono diretta verso il suggestivo Oi Marì. Per me la pizza a pranzo è buona quanto quella della sera, e nei Sassi volevo soddisfare la voglia nel miglior modo possibile: in una pizzeria che unisse qualità e atmosfera.

Oi Marì si trova infatti dentro una vera grotta scavata nell’accogliente tufo: già questo rende l’esperienza speciale, perché mangi letteralmente “nella pietra” di Matera. La cucina è tipica e casereccia, ma impreziosita dall’idea di tre professionisti che hanno portato nel cuore dei Sassi la vera pizza napoletana secondo il disciplinare S.T.G.. Il menu è ampio, la scelta dei vini è notevole, e c’è davvero qualcosa per tutti i gusti e per tutte le tasche.

Io ho scelto una portata di piccoli assaggi delle specialità della casa: bocconcini di pesce fresco, delicatezze di carne e golosità preparate in cucina, il tutto accompagnato da ottimo vino rosso locale. Poi, senza dimenticare il mio obiettivo, ho ordinato l’autentica Pizza Margherita, che ha chiuso un pranzo memorabile. Anche lo staff è molto cordiale: Luca, Sara e Mary, i proprietari, si assicurano sempre che tutto scorra perfettamente e non manca mai qualche chiacchiera, spesso (ovviamente) a tema viaggi. Per informazioni e prenotazioni: 0835/346121.

Cosa vedere a Matera, la città dei Sassi

Dove dormire a Matera con vista Sassi e SPA?

Ecco 3 location bellissime a Matera dove dormire con SPA e con la possibilità di vista Sassi (una è più “abbordabile” delle altre). Nota utile: la vista spesso dipende dalla tipologia di camera, quindi quando prenoti chiedi esplicitamente “camera con vista Sassi” o “affaccio sui Sassi”.

1) Palazzo Gattini Luxury Hotel. Se vuoi un’esperienza davvero scenografica, questo è un grande classico: atmosfera da dimora storica, posizione centralissima nel cuore di Matera e un’impronta molto “romantica”. La SPA è perfetta per recuperare dopo le salite e discese dei Sassi, e con la camera giusta puoi goderti un affaccio che sembra un set cinematografico.

2) Vetera Matera. È la scelta top per chi cerca un mix tra design contemporaneo e anima rupestre: ambienti curati, livello alto di comfort e un percorso benessere pensato per farti staccare davvero. Anche qui la vista può essere spettacolare (soprattutto da terrazze e camere dedicate), ed è ideale se vuoi un soggiorno “speciale” e super fotografabile.

3) Aquatio Cave Luxury Hotel & Spa – la più economica tra queste tre. Resta una struttura di charme con vera esperienza “cave” (camere nella roccia), ma in genere è più accessibile rispetto alle opzioni ultra-lusso. La SPA è uno dei punti forti, e se scegli la sistemazione giusta puoi avere anche un bell’affaccio: perfetta se vuoi il mix Matera + benessere senza salire troppo di budget.

La città offre tante soluzioni originali e molto belle, sia scavate nelle grotte che non. Tra le tante, posso consigliarti di leggere una pagina dedicata ad alcuni degli hotel più strategici dove dormire a Matera. Hai l’imbarazzo della scelta.

Cosa vedere a Matera, la città dei Sassi

Dove parcheggiare a Matera?

Se arrivi in auto, la regola d’oro per parcheggiare bene è questa: non puntare a entrare nei Sassi, ma parcheggiare in alto (zona centro/Via Lucana e dintorni) e poi scendere a piedi verso i rioni storici. Le stradine sono strette, le pendenze importanti e soprattutto ci sono aree con ZTL: se la tua struttura è nei Sassi di Matera, chiedi sempre prima se forniscono un permesso o una procedura di accesso per carico/scarico bagagli (molti hotel hanno indicazioni precise e, a volte, un servizio di supporto).

Per la soluzione più comoda “zero stress”, i parcheggi migliori sono quelli in struttura a ridosso del centro: ti permettono di lasciare l’auto e raggiungere in pochi minuti i punti chiave (Piazza Vittorio Veneto, belvedere e accessi ai Sassi). Tra i più usati dai viaggiatori c’è il Parcheggio Rocco Scotellaro, molto pratico per muoversi a piedi senza allontanarti troppo. Se vuoi stare sempre in una zona super strategica anche per la sera, valuta anche il Parking Sant’Isidoro (area Castello/centro): comodo perché ti ritrovi già nel “giro” delle passeggiate panoramiche e dei ristoranti.

Se invece il tuo obiettivo è risparmiare (o devi lasciare la macchina molte ore / una notte), ha senso puntare su aree più esterne e poi camminare un po’ di più: il Parcheggio Via Saragat è spesso scelto proprio per la sosta più lunga perché tende a essere più “da città” che “da pieno centro turistico”. Da lì puoi raggiungere il cuore della visita con una passeggiata oppure usando i collegamenti urbani, a seconda di dove alloggi.

Se vuoi provare a parcheggiare gratis (quando disponibile) senza impazzire troppo, di solito conviene cercare nelle zone residenziali un po’ più fuori dal centro, come l’area di Via Lanera: da lì poi metti in conto una camminata in più, ma spesso è il compromesso migliore tra costo e distanza.

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Liz

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Autore

Liz, cuore zingaro, anima zen. Travel content creator, web writer, SMM. Vagabondo nel Mondo, racconto luoghi e itinerari, ma racconto anche le mie radici, la mia Puglia, che amo. Viaggio con il mio compagno Marcello ed i nostri piccoli India, Tiago e Ambra, i nostri figli. Credo fortemente che il viaggio e la natura siano per loro la migliore scuola senza mura in assoluto. Siamo wild & eco-friendly!

1 Comment

  1. Ho visitato Matera per la prima volta a settembre: magia pura!
    Sembra di entrare dentro un set cinematografico surreale e fantastico. Un’esperienza che se non provi non capisci quante emozioni possa regalare 🙂 Bellissimo articolo!

    Carlotta

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