Storie dall’Uzbekistan: Samarcanda e Urgut, cosa fare e cosa vedere nelle due città sulla Via della Seta in Asia Centrale.

Oggi ospitiamo ancora sul blog Francesca Rossi, una pazzerella anima vagante (e solitaria) partita ad Ottobre 2019 per Slovacchia, Islanda, Corea del Sud, Vietnam, Corea del Nord, Cina, Kazakistan e Uzbekistan. A causa del Covid-19, a Marzo 2020 è dovuta rientrare in Italia. Augurandole di tornare “sulla strada” al più presto possibile, oggi pubblichiamo un pezzo del suo delizioso ed emozionante diario di viaggio in Uzbekistan, più precisamente a Samarcanda e Urgut. Trovate Francesca su Instagram come @francisporelmundo. Buona lettura Liz

Da Tashkent a Samarcanda, viaggio in Uzbekistan sulla Via della Seta.

Ogni tanto la vita si diverte a sferrarci dei colpi bassi.

Dopo aver trascorso quasi una settimana nella capitale uzbeka Tashkent tra acqua a catinelle, pozzanghere grandi come piscine olimpioniche e raffiche di vento gelide, Tashkent aveva deciso di salutarmi con una calda giornata che sapeva di primavera, e anche il simpatico taxista che mi stava accompagnando in stazione me lo fece notare: “Non trova anche Lei, signorina, che Tashkent sia decisamente più bella sotto i raggi del sole?”.

Credo che qualsiasi città nel mondo sotto un cielo blu cobalto, anche la più scarna e inospitale, si trasformi magicamente nel luogo più dolce che ci possa essere.

Però la vita sa anche premiarti: mi stavo avvicinando verso la mia carrozza, quando una проводница con gli occhi pesantemente truccati decise di farmi accomodare nella carrozza “VIP”, anziché in quella “ECONOMY”.

I morbidi sedili di pelle mi avrebbero cullata per le restanti due ore, tra un sorso di té e una fetta di torta salata ripiena di spinaci e formaggio di pecora gentilmente offerta.

Se dovessi descrivere la mia permanenza in Uzbekistan con una bevanda, la prescelta sarebbe decisamente il té nero accompagnato da miele e limone: aspro come i paesaggi desertici, forte come i volti delle persone e dolce come l’ospitalità della sua gente.

Il confortevole treno ad alta velocità spagnolo spaccò il minuto quando raggiunse la stazione di Samarcanda, e malgrado il notevole peso del mio zaino, mi sentivo leggera: ero arrivata nella leggendaria Samarcanda, ebbene sì, la famosa città celebrata da Roberto Vecchioni nella sua canzone.

Come ogni volta, cercai di dimenarmi tra le insistenze dei taxisti; ma come quasi sempre gettai la spugna e mi feci accompagnare dal taxista meno pressante. Kohir era un ragazzo corpulento tagiko, come molti aveva cercato fortuna in Russia per poi fare ritorno in patria. Aveva vissuto a Mosca, dove aveva lavorato come aiuto cuoco presso un elegante ristorante italiano (a detta sua). Mi aveva rivelato il segreto per preparare un pesto da leccarsi i baffi e sfoderato un buon repertorio di scurrilità “Made in Italy”.

Cosa vedere a Samarcanda e Urgut, in Uzbekistan
Cosa vedere a Samarcanda e Urgut, in Uzbekistan
Cosa vedere a Samarcanda e Urgut, in Uzbekistan

Piacere di conoscerti, Samarcanda.

La macchina procedeva a passo d’uomo a causa del traffico, però per me era un vero piacere poter osservare dal finestrino la “nuova Samarcanda”. Altro non era che una replica fedele di migliaia di altre cittadine sovietiche: ampi viali, strade dissestate, centri estetici e gli immancabili casermoni grigi privi di grazia.

Era San Valentino, complice la splendida giornata, coppie sognanti con il loro vestito buono della festa passeggiavano mano nella mano e le ragazze stringevano nell’altra un mazzo di fiori o un palloncino a forma di cuore. E pensare che fino a qualche anno fa, prima della scomparsa di Islom Karimov (ex presidente uzbeko, con un piglio non decisamente democratico), coloro che festeggiavano San Valentino venivano considerati dei cospiratori e perciò multati.

L’auto frenò bruscamente daventi al mio ostello a pochi passi dall’imponente Registan che spezza il fiato: era la giornata perfetta per sfoggiare il mio vestito migliore per celebrare il mio arrivo in una delle città più antiche al mondo.

Le scuole coraniche sono tra le cose da vedere assolutamente in Uzbekistan, con i loro splendidi mosaici turchesi e le cupole che si stagliano maestose sullo sfondo. Eppure i lavori di restaurazione proseguono a passo di tartaruga: carriole arrugginite e sacchi di cemento mezzi aperti fanno da contrasto all’attrezzatura all’avanguardia e alla meticolosità di una troupe di scattanti giapponesi intenta a filmare alcune ragazze uzbeke intente a danzare indossando i loro abiti tradizionali riccamente decorati.

Samarcanda credo che viva crogiolandosi tra i ricordi dei fasti del passato, un vissuto spazzato via da 70 anni di bolscevismo e corruzione attuale. Samarcanda va ridimensionata per capirla.

Negli ultimi anni il governo ha cercato di ripulirla conferendogli un’immagine fresca e occidentale che non le si addice, relegando in un angolo la vita vera che si respira dietro il paesaggio da cartolina. Spingetevi oltre, per non rimanere delusi.

Samarcanda, per me sono le urla gioiose dei bambini intenti a giocare a nascondine tra le viuzze sterrate, il passo lento degli anziani schiacciati dai ricordi, gli schiamazzi dei mercati e gli sguardi sornioni dei gatti pigri.

Cosa vedere a Samarcanda e Urgut, in Uzbekistan
Cosa vedere a Samarcanda e Urgut, in Uzbekistan

L’Uzbekistan autentico: Urgut.

Eppure a qualche decina di chilometri da Samarcanda, c’è una cittadina polverosa che non interessa alle logiche di potere: Urgut.

Urgut di certo non è una meta ambita da schiamazzanti turisti spagnoli o dai fighetti coreani, ma in questo luogo dimenticato da Dio assaporai attimi d’estrema umanità.

Il mercato domenicale è un appuntamento fisso e molto sentito dalla comunità. Malgrado la ressa, a differenza degli altri bazar uzbeki, il silenzio ovattato la faceva da padrone: una quiete voluta e ricercata dopo la frenesia della settimana, d’altronde “domenica è sempre domenica” anche a migliaia di chilometri di distanza da casa.

Il mio sguardo incrociò quello di un signore baffuto dagli occhi buoni che prontamente mi chiese: “Москва?». Non ricordo quale fosse il suo nome, però quello scambio di battute in russo suscitò la curiosità di molti che accorsero ad assistere alla scena: d’altronde non capita tutti i giorni che una forestiera non sposata decida di visitare la ridente Urgut.

Un ragazzino smilzo sopraggiunse correndo e mi fissò con occhi sgranati e timidamente mi domandò: “Do you speak English?”. Ashkan studiava inglese grazie ai video di YouTube, ma a scuola era costretto a imparare la lingua di Goethe che non amava particolarmente. Mi confessò che ben pochi turisti s’avventuravano da quelle parti. Il suo desiderio più grande era quello di diventare una guida turistica.

Urgut non è di certo il luogo più ospitale e dinamico che ci sia sulla faccia della terra, eppure ognuno di noi può sognare e progettare un futuro migliore ovunque come il piccolo Ashkan. Basta volerlo.

Cosa vedere a Samarcanda e Urgut, in Uzbekistan
Cosa vedere a Samarcanda e Urgut, in Uzbekistan
Cosa vedere a Samarcanda e Urgut, in Uzbekistan

Qualche informazione pratica su cosa vedere a Samarcanda:

  • Il Registan con le tre madrase, ossia le scuole coraniche;
  • L’Afrasiab, le rovine della vecchia città di Samarcanda su una collina;
  • La necropoli di Shah-i-Zinda;
  • La moschea di Bibi Khanim, una delle più belle moschee in Asia Centrale;
  • La zona russa di Samarcanda con la chiesa ortodossa;
  • I mercati ed i bazaar, ed il quartiere ebraico;
  • Il mausoleo di Karimov e la moschea Hazrat Khisr.

Buon viaggio in Uzbekistan!

 

Autore

Liz, un cuore zingaro ed un’anima zen. Vagabondo nel Mondo da anni in cerca dell’autenticità dei luoghi e dei popoli, ma nonostante tutto amo la mia calda Puglia. Web writer, storyteller, operatrice dei servizi turistici. Viaggio con Marcello, compagno d'avventure, e la piccola India, nostra figlia.

1 Comment

  1. Se Samarcanda era nel mio piano di viaggio di questo settembre 2020 altrettanto non si può dire di Urgut. Ovviamente non potrò andarci quest’anno ma quando lo organizzerò nuovamente magari riuscirò ad inserirla.

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