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marzo 2020

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Abruzzo, quanta meraviglia celi. Avevo ricordi sfuocati di giornate di sole nel Parco Nazionale, su sentieri sterrati con mamma e papà, cercando di scovare il cervo o lo scoiattolo, o magari l’orso in tutta quella verde prateria. Mi ricordavo vagamente i risvegli a Pescasseroli, aprivo la finestra e guardavo le montagne, respiravo l’aria pulita e fresca, sognavo di abitare, un giorno, in una di quelle casette con il tetto con le tegole in cotto. Quanto mi piaceva. Allora avevo pochi anni e poca consapevolezza, ma quella natura così viva, quel palesarsi ai miei occhi senza indugio, ha lasciato le impronte nel cuore di una terra sacra, di una terra viva, di una terra bellissima che merita rispetto, tanto rispetto. Così a distanza di più di vent’anni, ho deciso di ritornarci, con il mio compagno Marcello e con la piccola India, per reimmergermi in quello stato di benessere che quelle terre…

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