Cosa vedere a Monaco di Baviera in 2 o 3 giorni: consigli utili, piccola guida completa per il tuo viaggio.

Monaco di Baviera: il ricordo del mio primo vero e proprio viaggio fuori dall’Italia.

Ci sono stata otto giorni, nei quali ho cercato di vivere a pieno tutti i luoghi e le persone che ho incontrato. E ci sono stata nel periodo dei Mercatini di Natale, quando Monaco si veste a festa ed è tutto un brulicare di luci e di gente.

Monaco mi è piaciuta da subito: sarà stata la sua atmosfera natalizia a tratti malinconica, o l’allegria che la notte saltava fuori per le strade e nei locali, al sapore di birra e bretzel. Famosa e rinomata per l’Oktoberfest, Monaco però non è solo la culla della festa della birra.

In questo post voglio fornirti una piccola guida completa in italiano su cosa vedere a Monaco di Baviera in due o tre giorni. Ma prima di andare avanti con la lettura voglio darvi un consiglio: non tutti lo sanno, ma qui è possibile partecipare ad un tour gratuito guidato di Monaco di Baviera!

***Ciao, mi presento! Sono Liz, un’anima zen, una gipsy. Travel blogger e content creator dal 2016. Viaggio principalmente on the road e prediligo soggiorni wild e itinerari naturalistici. Viaggio con Marcello e i miei tre bimbi: India, Tiago e Ambra. Siamo Pugliesi, raccontiamo tanto le nostre radici e anche i viaggi all around. Puoi seguire le nostre avventure nel Mondo sul nostro profilo Instagram I VIAGGI DI LIZ!***

Ma prima di pianificare… non dimenticare l’assicurazione di viaggio!

Prima di continuare con la lettura e la pianificazione del tuo itinerario, non dimenticare un aspetto fondamentale del viaggio: la stipula di un’assicurazione viaggi, fondamentale per coprire un annullamento viaggio, emergenze mediche, cancellazioni, ritardi, perdita di bagagli e responsabilità civile. Senza, potresti affrontare costi elevati e problemi che possono rovinare la tua esperienza.

Per la mia esperienza -dopo anni e anni in viaggio- posso consigliarti HeyMondo, mi sono sempre trovata benissimo per qualsiasi problema abbia riscontrato. Offre supporto 24/7 e soprattutto tranquillità, proteggendoti da spese impreviste e complicazioni durante il viaggio.

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Come muoversi in Baviera?

Sono dell’idea che il miglior modo per compiere un itinerario on the road sia sempre quello di noleggiare un’auto, perchè offre numerosi vantaggi che possono facilitare l’esperienza e soprattutto renderla più comoda.

Il noleggio auto consente una notevole flessibilità negli spostamenti, permettendoti di muoverti liberamente senza dover seguire gli orari dei mezzi pubblici.

Quello che più amo è la libertà di personalizzare l’itinerario, decidendo autonomamente quali attrazioni visitare e quanto tempo dedicare a ciascuna. Io -da assidua viaggiatrice- mi sono affidata ad un motore di ricerca che comprende tantissime compagnie di noleggio e cerca sempre le tariffe più convenienti, comparandole: DiscoverCars. I prezzi sono davvero ottimi e mi sono sempre trovata benissimo.

Glockenspiel – Cosa vedere a Monaco di Baviera in 2 o 3 giorni

Marienplatz: attraversata, respirata, “presa” in un colpo solo.

Arrivata a Marienplatz, mi sono sentita immediatamente centrata: riconosciuta la città nel suo battito più esposto, misurata la distanza fra cartolina e realtà, percepita quell’energia che a Monaco non è mai stata urlata, ma sempre tenuta in tensione, ordinata eppure viva. In un itinerario su cosa vedere a Monaco di Baviera in 2 giorni, la piazza mi è risultata inevitabile: collocata nel cuore dell’Altstadt, servita in modo impeccabile da S-Bahn e U-Bahn (fermata “Marienplatz”), circondata da assi pedonali come Kaufingerstraße e Neuhauser Straße, mi è parsa un nodo urbano già compiuto, pronto a distribuire ogni direzione.

Osservato il Neues Rathaus, mi è stato impossibile liquidarlo come semplice “municipio”: facciata neogotica intagliata, guglie affilate, pietra scurita dal tempo, dettagli stratificati come un testo lungo da leggere. E poi, atteso il momento giusto, seguito il Glockenspiel: figurine animate, scene storiche riprodotte, rituale turistico sì, ma anche racconto cittadino messo in scena con una precisione quasi bavarese (cioè maniacale, e quindi irresistibile). Incrociato lo sguardo verso l’Altes Rathaus, compreso il contrasto: meno teatrale, più essenziale, comunque radicato nella storia della piazza.

Per una vista “che mi è rimasta addosso”, mi è stata consigliata la salita alla torre del Neues Rathaus: panorama guadagnato, centro storico riordinato dall’alto, linee e tetti riconosciuti come su una mappa finalmente sbloccata.

Altstadt: percorsa come un manoscritto, sfogliata tra pietra e silenzio.

Quando sono entrata nell’Altstadt, ho capito subito che Monaco qui cambia ritmo. È come se la città si stringesse, diventasse più precisa: vicoli corti, prospettive pulite, dettagli che spuntano quando alzi gli occhi. Camminandoci dentro mi sono sentita “guidata” senza bisogno di mappe: in pochi minuti passi dal pieno turistico a scorci quieti, e tutto resta a distanza di passo. È il motivo per cui, se l’obiettivo è vedere tanto in due giorni, il centro storico funziona benissimo: è compatto, comodo e densissimo di tappe.

La prima presenza che mi ha orientata è stata la Frauenkirche. Da fuori, le due torri gemelle fanno da riferimento costante: ti basta alzare lo sguardo e ritrovi il centro. Dentro mi ha colpita l’atmosfera sobria: niente eccessi, spazio ampio, luce controllata, e un silenzio che ti fa rallentare anche se hai fretta. È una tappa che non si “consuma” in una foto: ci entri e, per qualche minuto, ti rimetti in asse. Se hai tempo, l’idea di salire per una vista dall’alto è davvero utile, perché ti chiarisce la forma della città e ti aiuta a collegare mentalmente le tappe successive.

A pochi passi, la Peterskirche mi è sembrata il contrappunto perfetto. Il bello qui è la torre, l’Alter Peter: è una salita vera, ma proprio per questo la vista ripaga. Man mano che sali, la città resta sotto e ti si apre davanti un disegno ordinato di tetti e strade. Da lassù la Frauenkirche si vede benissimo, e l’Altstadt diventa leggibile: capisci dove sei stata e dove conviene andare dopo.

Poi, quasi senza accorgermene, mi sono imbattuta nella Asamkirche, e lì Monaco ha cambiato tono di colpo. Da fuori sembra incastrata tra i palazzi, quasi nascosta. Appena entri, però, è un’esplosione: decorazioni fitte, oro, affreschi, un barocco che non ha paura di esagerare. Mi è piaciuta perché è l’opposto della sobrietà della Frauenkirche: qui la meraviglia è dichiarata, teatrale, ravvicinata. È una visita breve, ma intensa, perfetta anche se stai incastrando molte cose nello stesso giorno.

Proseguendo, arrivare a Odeonsplatz mi ha dato respiro. La piazza è più ampia, più solenne, e la Theatinerkirche imposta subito la scena: luminosa, dominante, con un’aria da città “di corte”. Dentro ho percepito un’ampiezza diversa, più cerimoniale.

Infine, per vedere l’Altstadt anche nella sua parte più “alta”, ho dedicato tempo alla Residenz: sale e ambienti che raccontano potere, gusto, e quella voglia di impressionare che si sente in ogni dettaglio. È una visita che richiede energia, ma ti restituisce tantissimo (te ne parlo nel prossimo paragrafo). E quando ne esci, il passaggio al Viktualienmarkt è perfetto: bancarelle, profumi, vita quotidiana, qualcosa di concreto da assaggiare o anche solo da guardare. A me quel cambio di registro è piaciuto tantissimo, perché in pochi minuti passi dal palazzo alla strada, dalla storia al presente, e capisci davvero quanto l’Altstadt sia completa.

Duomo – Cosa vedere a Monaco di Baviera in 2 o 3 giorni

Palazzo reale dei Wittelsbach: la Residenz di Monaco (ed il teatro Cuvillies).

Quando ho varcato l’ingresso della Residenz, mi è sembrato di essere entrata in una Monaco “dietro le quinte”: non più la città delle piazze e delle vetrine, ma quella del potere, dei rituali, dell’autorappresentazione. È il palazzo reale della dinastia Wittelsbach, un complesso enorme e stratificato, cresciuto per secoli come una frase riscritta mille volte: ogni ala cambia tono, ogni sala aggiunge un capitolo, e tu finisci per camminare dentro una storia che non è lineare, ma accumulata.

Ho partecipato ad una visita guidata in italiano per capirne di più.

La parte che mi ha colpita di più, per pura forza visiva, è stata l’Antiquarium: una galleria lunghissima, solenne, quasi “costruita” per farti rallentare. Lì ho avuto la sensazione netta di essere in un luogo pensato per impressionare senza alzare la voce: ti conquista per ampiezza, proporzioni, ritmo. Subito dopo mi sono goduta il Residenz Museum come si legge un romanzo ricco: sale di rappresentanza, appartamenti, stanze cerimoniali, dettagli che chiedono attenzione (orologi, porcellane, tessuti, intarsi).

Poi ho cambiato registro con la Schatzkammer, la Tesoreria: qui non ho percepito “spazio”, ma densità. Oggetti piccoli, preziosi, concentrati; la sensazione è quella di un’energia compressa, come se il valore fosse stato trasformato in materia e poi chiuso in teche. È una visita che funziona bene anche se hai poco tempo, perché resta incisiva: ti fa capire quanto la corte volesse non solo governare, ma anche mostrare.

Se vuoi un colpo di scena estetico, io ho messo in lista anche il Cuvilliés-Theater: è un teatro di corte che cambia completamente atmosfera rispetto alle sale del palazzo. Là ho sentito un rococò più “vivo”, quasi leggero, con un’idea di spettacolo che non è soltanto intrattenimento ma politica del gusto. E se ami la musica classica, qui puoi prender parte ad un concerto di musica classica.

Cosa vedere a Monaco di Baviera in 2 o 3 giorni
Antiquarium della Residenz – Cosa vedere a Monaco di Baviera in 2 o 3 giorni

Il Kunstareal: scegli con criterio per non “perderti” nei musei.

Il Kunstareal è il distretto culturale di Monaco dove i musei si concentrano in pochi isolati: proprio per questo conviene scegliere prima cosa vedere, invece di tentare “tutto” e uscire con la testa piena ma senza aver assorbito davvero nulla. In una giornata realistica, la scelta migliore è puntare su 1 museo grande (o al massimo 2 vicini e compatibili), costruendo l’itinerario in base agli interessi.

Se l’obiettivo è l’arte classica e l’archeologia, la combinazione più logica ruota attorno a Glyptothek (scultura antica, senso della forma e delle proporzioni) e Staatliche Antikensammlungen (reperti e collezioni del mondo greco-romano ed etrusco): due tappe che dialogano bene perché parlano lo stesso linguaggio, ma con registri diversi. Nello stesso filone rientra anche lo Staatliches Museum Ägyptischer Kunst, perfetto per chi preferisce un’esperienza più immersiva e “narrativa” rispetto alla semplice successione di opere.

Se l’interesse principale è la pittura, la scelta più solida resta l’Alte Pinakothek, ideale per attraversare secoli di arte europea con un percorso ampio e coerente. La Neue Pinakothek è la naturale prosecuzione per chi vuole spingersi verso l’Ottocento e l’inizio del Novecento (quando accessibile, perché può essere soggetta a chiusure o lavori: meglio verificare prima). In alternativa, per un taglio più contemporaneo e meno “enciclopedico”, si può spostare il focus sul Novecento con una selezione più mirata.

Per moderno e contemporaneo (dal 1900 in poi), le scelte più efficaci sono tre: Pinakothek der Moderne (non solo arte, ma anche design, grafica, architettura: ottima se si vuole varietà), Museum Brandhorst (contemporaneo molto curato, spesso più “diretto” e meno dispersivo), Lenbachhaus (identità fortissima, perfetta per capire una Monaco artistica che non è solo vetrina ma storia culturale). A completare il quadro, vale la pena considerare ciò che spesso manca nelle liste “standard”: il NS-Dokumentationszentrum, che aggiunge profondità e contesto storico (visita impegnativa ma importante), e la Sammlung Schack, ideale se si cerca un museo più raccolto, meno affollato e più “letterario” nel tono.

Infine, per chi vuole uscire dall’idea di museo come sola arte, nel raggio cittadino restano due deviazioni valide (anche se fuori Kunstareal): il Münchner Stadtmuseum per una lettura della città più storica e quotidiana, e il BMW Museum (da combinare con Olympiapark) per un taglio tra design industriale, innovazione e immaginario olimpico. In ogni caso, la regola che evita sprechi di tempo è semplice: scegliere una famiglia di interessi (classico / pittura / moderno) e costruire il resto intorno, lasciando spazio a pause e spostamenti senza trasformare la visita in una corsa.

Il Castello di Nymphemburg.

Prendendo la metro mi è stato facile arrivare al Castello di Nymphenburg: ci sono arrivata in un giorno di neve e me ne sono innamorata sul serio. Con il parco imbiancato e il canale che taglia l’ingresso come una passerella, l’atmosfera è sembrata subito principesca, da castello di fiaba. Non è una visita “rapida”: tra cortili, facciate, prospettive e giardini, il complesso è stato pensato per farti sentire piccola e, insieme, privilegiata.

Il palazzo è nato come residenza estiva dei Wittelsbach: la sua origine è legata alla nascita dell’erede tanto atteso e, poco dopo, all’avvio del progetto nel 1664 per Enrichetta Adelaide di Savoia (Henriette Adelaide). Dentro, non si entra solo per vedere stanze: si attraversano sale di rappresentanza, salotti, gallerie e corridoi che mettono in scena un’idea precisa di potere. Ho trovato ambienti ricchi di ornamenti, decorazioni, opere d’arte e sculture, ma anche oggetti che raccontano la vita di corte e il legame dinastico bavarese. È quel tipo di luogo in cui, anche senza essere “fan” dei palazzi, finisci per fermarti più del previsto perché ogni stanza cambia tono e intensità.

Una delle parti più scenografiche (e spesso sottovalutate) è il Marstallmuseum, il museo delle carrozze: qui l’immaginario da favola diventa concreto, perché tra carrozze di gala e slitte da parata capisci quanto anche lo spostarsi fosse un atto di spettacolo. Nello stesso edificio ho trovato anche il museo legato alla porcellana di Nymphenburg, perfetto se ti piacciono gli oggetti minuti e l’artigianato di corte: dopo le sale monumentali, è una visita più “ravvicinata”, quasi da lente d’ingrandimento.

E poi c’è il parco, che merita davvero tempo: ettari ed ettari di giardini dove cambiano prospettive, boschetti, canaletti e radure in cui rallentare. Se il meteo lo permette, dopo gli interni conviene uscire e camminare senza fretta, perché Nymphenburg non è solo il palazzo: è la sua messa in scena all’aperto. Volendo, si possono aggiungere anche i piccoli padiglioni del parco (ognuno con un carattere diverso), ma già “palazzo + carrozze + passeggiata” riempiono benissimo una mezza giornata senza corse.

Per arrivarci con i mezzi pubblici, la soluzione più comoda è stata U-Bahn fino a Rotkreuzplatz e poi tram fino alla fermata “Schloss Nymphenburg”; in alternativa, si può arrivare in S-Bahn a Laim e proseguire con autobus.

L’Englischer Garten: una fuga verde dentro la città.

Per una passeggiata rigenerante durante il tuo viaggio a Monaco di Baviera in due giorni, ti consiglio l’Englischer Garten: è stato il punto in cui ho ricaricato energie senza perdere tempo con spostamenti lunghi: ci arrivi facilmente dal centro e ti regala quella pausa che rende più piacevole anche la parte monumentale.

La scena che mi è rimasta più impressa è stata l’Eisbachwelle, l’onda artificiale dove ho visto persone surfare in mezzo alla città con una naturalezza quasi sfacciata: resti lì a guardare perché è un contrasto perfetto—acqua fredda, corrente forte, tavole da surf e pubblico curioso a pochi metri. Subito dopo ho puntato la Torre Cinese (Chinesischer Turm): non tanto per “fare una foto”, quanto per vivere l’atmosfera del grande biergarten. Mi è piaciuto perché non è una messinscena turistica: ho trovato tavoli condivisi, gente che chiacchiera, famiglie, ciclisti, e quel senso bavarese di convivialità semplice (che, quando ti siedi, ti fa restare più del previsto).

Per uno sguardo dall’alto, sono salita fino al Monopteros: una piccola struttura su una collinetta che regala un punto panoramico morbido, non da cartolina “violenta”, ma da città vissuta. Da lì ho guardato il parco aprirsi come un tappeto e ho capito quanto sia enorme: se hai poco tempo, conviene scegliere una porzione e non inseguire tutto. Io mi sono regolata così: Eisbachwelle → Monopteros → Torre Cinese, e ho chiuso con una passeggiata più tranquilla verso zone meno affollate. Se vuoi una tappa più rilassata, anche l’area del Kleinhesseloher See funziona benissimo: acqua calma, barchette quando fa bello, e un ritmo decisamente più lento.

Veduta – Cosa vedere a Monaco di Baviera in 2 o 3 giorni

Vita notturna a Monaco: dove andare la sera (senza perdere tempo).

La vita notturna a Monaco non è sparsa a caso: si concentra in quartieri con personalità molto diverse, e scegliere la zona giusta vale più di qualunque lista di locali. Schwabing è la parte più “facile” e immediata: spirito universitario, serate senza troppe formalità, pub e bar dove ci si muove in modo spontaneo, spesso iniziando tardi e cambiando posto più volte. L’asse più frequentato resta Leopoldstraße, con strade laterali che si riempiono soprattutto nei fine settimana: è la scelta ideale se si cerca un’uscita vivace ma non pretenziosa, con un buon rapporto tra atmosfera e budget.

Se invece l’obiettivo è un mood più curato, si punta su Glockenbachviertel, con epicentro naturale attorno a Gärtnerplatz: qui la sera è più “da city break”, fatta di cocktail bar, indirizzi di tendenza, locali piccoli ma pieni, e una scena inclusiva che dà al quartiere un’energia contemporanea. È perfetto per chi vuole iniziare con un aperitivo fatto bene e continuare a piedi, perché tutto è vicino e l’uscita resta fluida, senza trasferimenti lunghi.

Per un’esperienza più tradizionale, Altstadt resta una certezza: molte serate iniziano e finiscono tra birrerie storiche e locali bavarese-style, con tavoloni condivisi, birra alla spina e un ritmo più conviviale che “da club”. Qui funziona bene anche solo per la prima parte della notte: cena, birra, due passi, e poi—se serve—ci si sposta altrove.

Chi cerca la dimensione più grande (serate lunghe, clubbing vero, eventi) di solito guarda verso le aree più moderne e riconvertite vicino a Ostbahnhof, dove la notte si è spostata in spazi industriali riadattati: locali più ampi, serate a tema, musica e ambienti meno “cartolina” e più metropolitani. È una zona utile soprattutto se si vuole ballare o restare fuori fino a tardi, perché l’offerta è pensata per durare.

Per completare il quadro, ci sono due alternative che spesso fanno la differenza. La prima è Haidhausen, ottima per una serata più rilassata: bar carini, atmosfera di quartiere, perfetta se si vuole bere bene e chiacchierare senza la folla più rumorosa. La seconda è la Monaco “stagionale”: quando il meteo lo permette, i biergarten diventano parte della nightlife—non nel senso di discoteca, ma come rituale sociale all’aperto, con un’energia che cresce lentamente e ti fa sentire dentro la città, non solo in visita.

Cosa vedere nei dintorni di Monaco di Baviera?

La Baviera è incantevole, tra i villaggi Alpini, la pianura con le biergarten, fiabeschi Castelli e la valle del Danubio. Quotidianamente dalla città partono autobus organizzati alla scoperta del land nei dintorni di Monaco.

  • Dachau è la più intensa, perché il Memoriale del campo di concentramento impone un tempo lento e rispettoso (è una visita che non “intrattiene”, ma lascia traccia e dà contesto storico). Se non hai l’auto puoi partecipare ad una escursione organizzata.
  • Il castello di Neuschwanstein è invece la fuga da fiaba, con scenari alpini e il classico effetto “wow” da cartolina (di solito si abbina al vicino Hohenschwangau e conviene organizzarsi bene tra navette/salite e fasce orarie). Se non hai l’auto a noleggio ti consiglio di partecipare ad un’escursione di gruppo guidata.
  • Norimberga è perfetta per chi vuole una città ricca e stratificata, con un centro storico importante e un taglio storico molto forte; puoi leggere il mio articolo dedicato per più informazioni.
  • Bamberga è la scelta più elegante e rilassata, con un’atmosfera medievale curata e una dimensione “a misura di passeggiata” che la rende ideale se si vuole bellezza senza frenesia; in questo articolo trovi più informazioni.
  • La Romantische Straße è più un’idea di viaggio che una singola tappa, un percorso tra borghi e paesaggi (Rothenburg ob der Tauber è spesso l’icona), e funziona benissimo se si ha almeno una giornata piena e ci si muove in auto o con tour organizzati, perché il senso sta proprio nel passare da una cittadina all’altra, non nel “puntare” un solo luogo.
Cosa vedere a Monaco di Baviera in 2 o 3 giorni
Neuschwanstein – Cosa vedere a Monaco di Baviera in 2 o 3 giorni

Buon viaggio in Germania!

Liz

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Autore

Liz, cuore zingaro, anima zen. Travel content creator, web writer, SMM. Vagabondo nel Mondo, racconto luoghi e itinerari, ma racconto anche le mie radici, la mia Puglia, che amo. Viaggio con il mio compagno Marcello ed i nostri piccoli India, Tiago e Ambra, i nostri figli. Credo fortemente che il viaggio e la natura siano per loro la migliore scuola senza mura in assoluto. Siamo wild & eco-friendly!

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