Itinerario in Baviera di 7 giorni con tappe e consigli pratici: Monaco, Neuschwanstein e Füssen, Norimberga, Bamberga e Romantische Strasse.
La Baviera, per me, è uno di quei viaggi che ti dà subito la sensazione di star attraversando più mondi nello stesso posto. Ci ho messo piede due volte, eppure ricordo benissimo la cosa che mi ha colpita di più: la varietà.
In pochi giorni passi dall’energia di una grande città dove tutto scorre veloce, a borghi che sembrano immobili nel tempo; da panorami da fiaba a luoghi che raccontano la storia con una concretezza che non puoi ignorare. È un viaggio facile da organizzare, ma non banale da vivere, perché ogni tappa ha un’identità precisa e ti lascia addosso qualcosa di diverso.
Se stai cercando un itinerario in Baviera di 7 giorni e vuoi sapere cosa vedere senza perdere tempo, l’idea migliore è costruire un percorso lineare, senza avanti e indietro inutili. Io lo imposterei così: partire da Monaco, inserire una giornata “da cartolina” tra castelli e paesini, poi risalire verso la Franconia per visitare Norimberga, Bamberga e Rothenburg. In questo modo alterni grande città, romanticismo e storia, e ti ritrovi con un viaggio completo, equilibrato e davvero soddisfacente.
È un viaggio che funziona sia in treno sia in auto: cambia solo quanto puoi “allargare” con deviazioni e piccoli paesi.
Buona lettura!
***Ciao, mi presento! Sono Liz, un’anima zen, una gipsy. Travel blogger e content creator dal 2016. Viaggio principalmente on the road e prediligo soggiorni wild e itinerari naturalistici. Viaggio con Marcello e i miei tre bimbi: India, Tiago e Ambra. Siamo Pugliesi, raccontiamo tanto le nostre radici e anche i viaggi all around. Puoi seguire le nostre avventure nel Mondo sul nostro profilo Instagram I VIAGGI DI LIZ!***
Ma prima di pianificare… non dimenticare l’assicurazione di viaggio!
Prima di continuare con la lettura e la pianificazione del tuo itinerario, non dimenticare un aspetto fondamentale del viaggio: la stipula di un’assicurazione viaggi, fondamentale per coprire un annullamento viaggio, emergenze mediche, cancellazioni, ritardi, perdita di bagagli e responsabilità civile. Senza, potresti affrontare costi elevati e problemi che possono rovinare la tua esperienza.
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Come muoversi in Baviera?
Sono dell’idea che il miglior modo per compiere un itinerario on the road sia sempre quello di noleggiare un’auto, perchè offre numerosi vantaggi che possono facilitare l’esperienza e soprattutto renderla più comoda.
Il noleggio auto consente una notevole flessibilità negli spostamenti, permettendoti di muoverti liberamente senza dover seguire gli orari dei mezzi pubblici.
Quello che più amo è la libertà di personalizzare l’itinerario, decidendo autonomamente quali attrazioni visitare e quanto tempo dedicare a ciascuna. Io -da assidua viaggiatrice- mi sono affidata ad un motore di ricerca che comprende tantissime compagnie di noleggio e cerca sempre le tariffe più convenienti, comparandole: DiscoverCars. I prezzi sono davvero ottimi e mi sono sempre trovata benissimo.
Giorno 1 e 2: Monaco di Baviera, centro storico, mercati e prima serata bavarese.
Io inizierei la Baviera da Monaco, il cuore, perché è il modo più semplice per entrare nel mood bavarese senza complicazioni. Monaco di Baviera funziona molto bene a piedi o con i mezzi pubblici (soprattutto se con la Munich City Card) ed in due giorni si visita benissimo senza correre come una trottola, a patto di darle un ritmo logico: un primo giorno dedicato al centro storico e all’atmosfera “classica” della città, e un secondo giorno più ampio, tra parchi, musei o quartieri, con quella Monaco più vissuta che spesso è la parte che resta di più. Puoi anche optare per un free tour in italiano che nel giro di poche ore ti da una panoramica completa della città.
Il primo giorno io lo inizierei da Marienplatz, perché è il punto più naturale per orientarsi e perché in pochi metri capisci subito il tono di Monaco: elegante, ordinata, piena di vita. Qui vale la pena prendersi qualche minuto per guardare bene gli edifici principali, ascoltare il rumore della piazza e poi muoversi lentamente nelle strade intorno, che sono perfette per una passeggiata a piedi. Da Marienplatz ci si sposta facilmente verso la Frauenkirche, che per Monaco è un riferimento visivo continuo: le sue torri le ritrovi spesso anche solo guardando in alto mentre cammini. Proseguendo con calma, il centro ti porta naturalmente verso l’area dei palazzi storici e della Residenz, che è il posto giusto se vuoi dare al viaggio un tocco più “regale”: anche solo dall’esterno, ti fa percepire quanto Monaco sia stata una città di potere e rappresentanza. La Residenz si può anche visitare all’interno con una guida in italiano.
A questo punto, per non trasformare la giornata in un tour troppo “serio”, io inserirei una pausa al Viktualienmarkt. È uno di quei luoghi che funzionano sempre perché ti fa sentire la città in modo concreto: profumi, bancarelle, gente che compra davvero, angoli dove fermarsi a mangiare qualcosa al volo o fare una pausa con calma. È un passaggio perfetto anche in ottica itinerario, perché è centrale e ti spezza la visita tra monumenti e passeggiata. Nel pomeriggio, se vuoi restare in zona, puoi allungarti verso Odeonsplatz e l’area più scenografica del centro, che ha quell’eleganza bavarese “pulita” che in foto rende tantissimo ma dal vivo è ancora più piacevole. La sera, il modo migliore per chiudere il primo giorno è scegliere una birreria tradizionale e viverla come un’esperienza: non tanto per “fare la birra”, ma per respirare la Monaco conviviale, quella dei tavoli lunghi, del brusio e della cena che dura più del previsto.
Il secondo giorno lo dedicherei a una Monaco più ampia e più rilassata, partendo dall’Englischer Garten. È uno dei parchi più belli da inserire in un itinerario di due giorni perché ti cambia immediatamente il ritmo: puoi camminare senza meta, fermarti vicino all’acqua, vedere come la città si muove quando non è in modalità turistica. Se ti piace l’idea di osservare qualcosa di davvero particolare, qui c’è anche l’onda sul fiume dove i surfisti si allenano: è una scena strana e affascinante, e ti dà subito la misura di quanto Monaco sia ordinata ma anche sorprendentemente “sportiva”.
Dopo il parco, a seconda di che tipo di viaggio vuoi, hai due strade che funzionano entrambe: o ti dedichi ai musei (Monaco è fortissima su questo, e il complesso dei musei ti riempie una mezza giornata senza fatica), oppure vai verso il quartiere più creativo e contemporaneo, dove la città cambia faccia e diventa più moderna: il Werksviertel-Mitte, la zona “nuova” e super contemporanea vicino a Ostbahnhof: ex area industriale riconvertita, piena di locali, spazi culturali, design e vibe creativa.
Trovi più informazioni su cosa vedere a Monaco di Baviera nel mio articolo dedicato.

Giorno 3: Füssen e Castello di Neuschwanstein, la giornata “da fiaba”.
Un itinerario in Baviera non può non passare da qui. Füssen è la base, Neuschwanstein è la tappa “evento”.
Füssen è una cittadina ordinata e piacevole, perfetta per fare da appoggio perché ti permette di arrivare con calma, mangiare qualcosa, respirare un po’ di atmosfera alpina e poi salire verso i castelli senza l’ansia di “ho visto solo una cosa”. Il modo più comodo per arrivare dipende da come stai viaggiando.
In treno Füssen è ben collegata con Monaco: arrivi alla stazione e da lì prosegui verso la zona dei castelli con autobus locali o taxi; è un trasferimento breve ma va messo in conto nei tempi perché nelle fasce più turistiche si crea affluenza. Se non vuoi prendere il treno e non hai l’auto a noleggio, puoi valutare un’escursione di gruppo organizzata. In auto, invece, la giornata è più semplice da gestire: puoi scegliere tu l’orario e arrivare direttamente nei parcheggi dell’area di Hohenschwangau (che è il punto di riferimento per Neuschwanstein). Il mio consiglio pratico, in entrambi i casi, è partire presto.
Una volta arrivato nell’area di Hohenschwangau, il punto chiave è capire che Neuschwanstein non si “raggiunge e basta”: va considerata una mini-escursione con tempi reali. Dal paese/area parcheggi si sale verso il castello e puoi farlo a piedi (è la scelta migliore se vuoi goderti il contesto), oppure con navetta fino a un punto più alto e poi un tratto a piedi. La salita non è impossibile, ma richiede un minimo di margine. Anche il castello, poi, ha una dinamica precisa: l’ingresso è spesso a orario, quindi conviene organizzarsi come se avessi un appuntamento.
Neuschwanstein è famoso perché è scenografico, sì, ma lo è soprattutto per dove si trova e per come lo vedi. Il contesto alpino fa metà dell’esperienza: boschi, pendii, acqua, e quel senso di “castello appoggiato alla montagna” che lo rende diverso da tanti altri. L’interno è legato a un immaginario molto preciso, quasi teatrale, perché nasce come progetto di rappresentazione e sogno più che come castello difensivo.

Giorno 4: Norimberga, cosa vedere tra Altstadt, Kaiserburg, Pegnitz e luoghi della memoria.
Il quarto giorno, secondo me, è perfetto dedicarlo a Norimberga. Qui entri in una città che ha un cuore medievale molto compatto, ma anche una storia più complessa che si sente appena inizi a camminare. La cosa bella è che Norimberga si visita benissimo a piedi: le distanze sono ragionevoli, le tappe sono collegate in modo naturale e puoi costruire la giornata come un percorso continuo.
Se hai pochissimo tempo ti consiglio sempre di prender parte ad un free tour guidato della città per un’infarinatura generale. Altrimenti puoi seguire l’itinerario che stai per leggere.
Io inizierei dal centro storico partendo da Hauptmarkt, perché è il punto più logico per orientarsi e capire subito l’energia della città. È una piazza ampia, centrale, e ti dà immediatamente l’idea di Norimberga come città viva, non solo “da foto”: ci trovi passaggio, movimento, architetture importanti tutto intorno e quella sensazione di essere nel punto in cui le cose si incontrano. Da qui, senza nemmeno accorgertene, ti ritrovi a collegare le tappe principali: la Frauenkirche è lì a un passo, la Schöner Brunnen è vicinissima, e in pochi minuti puoi già iniziare a infilarti nei vicoli più caratteristici della Altstadt, quelli che ti fanno venire voglia di rallentare e guardare ogni dettaglio.
Dopo questa prima parte più “centrale”, io salirei verso il Kaiserburg, il Castello Imperiale. La salita ti porta in alto gradualmente, ti regala scorci medievali e ti fa percepire come la città sia costruita su livelli. Arrivati su, capisci subito perché il castello è uno dei simboli di Norimberga: non è solo bello, è strategico. Ti aiuta a leggere la città dall’alto e a orientarti, perché vedi i tetti, le torri, le chiese e capisci come tutto si incastri. Anche se non vuoi entrare in ogni sezione visitabile, vale la pena prenderti tempo sui punti panoramici e sui camminamenti esterni, perché il castello ti restituisce Norimberga nella sua forma più chiara.
A questo punto, una parte che io considero quasi obbligatoria è la passeggiata lungo il Pegnitz. I ponti, gli edifici storici affacciati sul fiume, gli scorci che sembrano costruiti per essere fotografati: è una zona che funziona bene anche come pausa mentale, perché ti fa rallentare senza sforzo. Se vuoi inserire punti specifici, la zona di Henkersteg e Weinstadel è una delle più iconiche: il ponte in legno e l’edificio lungo sull’acqua creano quell’immagine “da cartolina” che molti associano a Norimberga.
Nel mezzo della giornata, inserirei anche almeno una delle grandi chiese del centro: la Chiesa di San Lorenzo è quella che colpisce più immediatamente per imponenza e atmosfera gotica, mentre San Sebaldo ha un tono diverso, più legato all’identità antica della città.
Se poi vuoi dare al viaggio un livello di profondità in più, devi sapere che Norimberga è anche un luogo di memoria. Hai due possibilità, in base al tempo e al tipo di viaggio che stai facendo. La prima è visitare il Dokumentationszentrum e l’area dei raduni: è una tappa più distante dal centro storico, quindi va programmata, ma è molto forte perché ti fa capire la scala e la funzione di quei luoghi. La seconda è il Memorium dei Processi di Norimberga, che racconta un altro livello della storia: non solo quello che è accaduto, ma cosa è stato costruito dopo, sul piano della giustizia e della responsabilità. Sono visite che non definirei “leggere”, ma proprio per questo possono rendere il viaggio più completo, perché ti fanno uscire dalla logica “solo cose belle” e ti restituiscono una Baviera più vera, fatta anche di contrasti.
A fine giornata, ti consiglierei di cenare al Ristorante Oberkrainer e assaggiare una delle specialità di qui: la spalla di maiale, mentre ti godi il panorama sulla piazza sottostante. Per tutte le altre informazioni su Norimberga puoi leggere il mio articolo dedicato.

Giorno 5: Bamberga, cosa vedere in un giorno tra Duomo, Residenza, Rathaus, canali e birra tipica.
Per continuare l’itinerario in Baviera, ti consiglio in un giorno di vedere anche Bamberga, che non ha bisogno di effetti speciali per piacere: ti conquista con l’armonia. È una città che si visita benissimo a piedi, con distanze ridotte e un centro storico che sembra pensato per essere attraversato con calma. Qui l’acqua non è un dettaglio decorativo: è la trama. Fiume e canali disegnano il percorso, cambiano la luce, rendono ogni ponte un piccolo belvedere e ti fanno sentire dentro una città che ha un’identità precisa e riconoscibile.
La zona del Duomo è perfetta per cominciare perché è la più solenne: lì Bamberga mostra il suo lato storico e istituzionale. Il Bamberger Dom è una tappa che vale soprattutto per due motivi concreti: primo, ti fa capire l’importanza che la città ha avuto nel tempo; secondo, è un luogo che ti dà subito un senso di “peso storico” senza bisogno di spiegazioni infinite. Anche se non vuoi fare una visita lunghissima, entrarci e prenderti qualche minuto con calma cambia l’esperienza, perché ti restituisce l’atmosfera vera, non solo la facciata.
A pochi passi, la Neue Residenz aggiunge un altro livello: quello della rappresentanza. È una tappa utile se vuoi inserire un momento più “barocco”, più elegante, e ti aiuta a capire come Bamberga sia stata anche una città di potere. Il punto che, secondo me, completa davvero tutto è il Rosengarten: non serve pensarla come “visita ai giardini”, ma come un posto strategico per guardare la città dall’alto.
Dopo la parte alta, io scenderei verso il cuore “acquatico” di Bamberga, perché qui arriva la parte più iconica. L’Altes Rathaus è la tappa simbolo: il municipio costruito in mezzo al fiume, collegato alle due sponde. È famoso per l’impatto visivo, ma non è solo una cartolina: la sua posizione racconta un’idea precisa, cioè la presenza e l’importanza del potere cittadino in una città che per secoli ha avuto anche un potere religioso molto forte. Le facciate dipinte e l’effetto prospettico sono una di quelle cose che dal vivo si capiscono meglio che in foto, perché cambiano con la luce e con la distanza.
Da qui, il passaggio più naturale è quello verso la Piccola Venezia. È un tratto specifico, non enorme, dove le case affacciate sull’acqua creano un’atmosfera delicata e molto fotogenica. La cosa interessante è che questa zona non nasce per i turisti: nasce come quartiere legato a una vita più pratica, più legata al fiume. E forse è proprio questo che la rende così bella: ha un aspetto “da fiaba”, ma non è finta.
E poi c’è la parte che, a Bamberga, non è un dettaglio: la birra. Qui la tradizione birraria è una parte vera dell’identità cittadina, e se vuoi fare un’esperienza tipica e famosa, il posto più iconico è Schlenkerla. È una tappa che non consiglio come “andiamo a bere e basta”, ma come esperienza culturale: entri, ti siedi, senti l’atmosfera di una taverna storica, e provi la Rauchbier, la birra affumicata. La cosa concreta da sapere è che il gusto affumicato è netto: può sorprendere al primo sorso, perché ricorda aromi di legna e brace. Proprio per questo, il modo migliore di viverla è abbinarla a un piatto sostanzioso: con il cibo giusto, l’equilibrio cambia e capisci perché qui sia così amata.
Per più informazioni su Bamberga ti lascio il mio articolo dedicato.

Giorno 6 e 7, percorrere la Romantische Strasse.
La Strada Romantica è uno di quei nomi che tornano sempre quando si parla di Baviera e Germania del Sud, ma per chi viaggia la cosa più utile da sapere è questa: non è una “strada” in senso stretto, è un itinerario turistico che collega diverse località storiche e panoramiche, pensato per chi vuole vedere borghi, mura medievali e paesaggi di campagna senza limitarsi alle grandi città.
Il suo valore sta proprio nella varietà: in pochi chilometri puoi passare da centri barocchi eleganti a paesi con case a graticcio, da colline morbide a piccoli tratti più scenografici. È il tipo di percorso perfetto se ami viaggiare con soste brevi ma frequenti, perché ti permette di costruire la giornata “a tappe”, senza che ogni spostamento diventi un trasferimento lungo e pesante.
Dal punto di vista pratico, la Strada Romantica dà il meglio quando la vivi con un approccio realistico: non cercare di farla “tutta” dentro un viaggio di 5 o 7 giorni, perché finiresti per passare più tempo in macchina che nei posti. Funziona molto meglio scegliere un pezzo e farlo bene.
Per esempio, Rothenburg ob der Tauber è uno dei simboli assoluti del percorso e può diventare la tua tappa principale della giornata. A quel punto, puoi aggiungere una o due soste intermedie solo se ti restano ore vere, non “buchi”: la Strada Romantica è fatta anche per fermarsi mezz’ora, prendere un caffè, fare una passeggiata breve e ripartire, ma devi decidere prima quante soste vuoi davvero, altrimenti rischi di arrivare a Rothenburg stanco e con poco tempo per godertela.
Vicino a Rothenburg ob der Tauber, sulla Strada Romantica, io consiglierei soprattutto queste (sono davvero comode come “aggiunta” senza stravolgere la giornata):
- Dinkelsbühl: è la scelta migliore se vuoi un’altra città medievale super scenografica ma spesso più tranquilla di Rothenburg. Centro storico compatto, mura, case a graticcio: perfetta per una mezza giornata o anche solo una sosta lunga.
- Weikersheim: ottima se ti piace alternare borghi e visite “più eleganti”. Qui il punto forte è il palazzo/residenza con giardini: è una tappa diversa, più raffinata, che spezza bene l’effetto “solo Medioevo”.
- Bad Mergentheim: comoda e rilassante, ideale se vuoi un posto pratico per pranzo o per dormire nei dintorni. Ha un centro gradevole e un’aria più “cittadina” rispetto ai borghi-cartolina.

Buon viaggio!
Liz
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