Quando comincerai a camminare, non riuscirai più a farne a meno”.

Poche brevi parole ma cariche di significato, che mai avrei immaginato mi dovessero segnare così tanto.

Viaggiare, quando si hanno pochi giorni a disposizione, significa organizzare tutti i vari mezzi per arrivare a destinazione quanto prima, e per godersi quanto più tempo possibile il luogo che si è scelto di scoprire. Aereo, autobus, treno, circolare, tram, metro. Mezzi veloci, mezzi che permettono di restringere quanto più possibile il tempo del viaggio, inteso come spostamento fisico da un luogo ad un altro.

Molto spesso però, nella frenesia di arrivare, capita di guardare aldilà del finestrino, e di lasciarsi incantare dalla bellezza di un paesaggio o da qualcosa di nuovo che non si è mai visto prima, nel proprio luogo. Mi è capitato in Norvegia, incollata al finestrino del treno che in sette ore porta da Oslo a Bergen, vedevo scorrere e fuggir via vedute immacolate che volevo rimanessero, solo per poterle guardare più a lungo, per poterle vivere più a lungo, per potermi emozionare più a lungo. Vedevo dileguarsi alla velocità di 70km/h, fiordi, boschi in riva a laghi dai colori agghiaccianti, piccoli paesotti con le case a tetto spiovente intervallati da colline incontaminate di un quasi nauseante verde. E poi il treno saliva, attraversava ghiacciai, guardavo tutto tingersi di bianco e poi scendere a valle tra campi di grano e balle di fieno. Avrei voluto tornare indietro solo per fermare il treno, e poi fermare il tempo. Ed entrare in quei quadri per poterne far parte. E come in Norvegia, mi è successo in tante altre parti del Mondo. Mi rimangono solo dei frammenti di ricordi durati un attimo.

Così, mi sono avvicinata alla cultura dello slow travel. Viaggiare con lentezza. Mi sono accorta che tra la frenesia e l’adrenalina di arrivare in un luogo, mi sono persa tanti pezzettini di Mondo inediti e nascosti dalle rotte delle quattro ruote, delle ali o dei binari. Noi tutti abbiamo un mezzo incorporato, i nostri piedi: il più antico e primitivo mezzo di trasporto. E che così sia, ho partecipato al mio primo CAMMINO.

Ma attenzione, cammino non vuol dire trekking. Mettersi in cammino vuol dire tutt’altro. Viaggiare camminando vuol dire tutt’altro. Difatti il mio obbiettivo iniziale era quelli di non perdere i dettagli e la loro bellezza. Ma il Cammino regala anche un viaggio dentro la propria anima da cui difficilmente ci si riesce a distaccare.

Perché nel frattempo, mentre i nostri piedi e le nostre gambe guadagnano chilometri e la strada scorre sotto di noi, si viaggia esattamente dentro noi stessi, ci si riscopre, si fa conoscenza con la nostra parte più intima e nascosta.

Lo zaino diventa la nostra casa itinerante, all’interno vi è solo il necessario per far fronte a quello che può presentarsi. Si impara a vivere con l’essenziale, con lo stretto necessario da caricarsi sulle spalle, ci si libera dal superfluo e si inizia ad assaporare tutto quello che c’è intorno con altri occhi. Si inizia a conquistare ogni centimetro di Terra, a gioire quando si scoprono anfratti nascosti mai veduti prima, anche magari del luogo dove si è vissuti per anni. A godere di quello che tante volte sembrava un quadro nel quale volersi tuffare dentro, e a rendersi conto di poter finalmente fermare il tempo per viverselo e poterlo toccare con la propria anima.

Ci si comincia ad emozionare. Lentamente. Ad entusiasmarsi, caricarsi di forza d’animo e continuare a camminare. Coelho nel suo libro “Il Cammino di Santiago” appurava proprio che “siccome non sappiamo che l’Entusiasmo è una forza molto più grande, volta alla vittoria finale, ce lo lasciamo sfuggire fra le dita, senza comprendere che, con esso, scivola via anche il vero significato della nostra vita”. Il Cammino ci insegna proprio questo. A non lasciar andare via l’Entusiasmo. A non farcelo sfuggire. Perché è la forza motrice dell’anima, ed è quello che fa continuare ad incuriosirci, a scoprire e ad amare la vita e tutto quello che le sta intorno, perché crea energia.

Perché un viaggio nei cinque sensi è più forte e carico di qualsiasi altro.

Gli occhi non vedranno più macchine in coda, o sedili di mezzi di trasporto, o nuvole e paesaggi interrotti dal vetro del finestrino. Gli occhi si riempiranno di gioia e perché no, di lacrime, quando vedranno distese di natura, luoghi selvaggi, luoghi dimenticati o semplicemente non conosciuti, ed i cartelli del chilometraggio avranno molta più importanza di qualsiasi altro momento.

Alle orecchie non giungerà più quel caratteristico rumore d’aereo, o la frenesia dei clacson, o la voce elettronica di un treno che ci comunica l’arrivo in un luogo. Le orecchie si abbandoneranno ai dolci suoni della natura, e dei piedi che camminano sull’asfalto o sui sentieri. E alle voci degli altri viandanti, che camminano fisicamente accanto a te, insieme a te, ma ognuno nel suo Cammino viaggia da solo attraversando la sua anima.

Le mani saranno il più grande mezzo di fortuna: renderanno un’emozione tangibile, concreta. Realizzano che realmente ci troviamo in quel luogo, in quel momento. Toccare con mano un’emozione significa toccarla con l’anima.

Con il naso riusciremo a sentire l’odore di un luogo e a farlo nostro, a porlo nella memoria per riconoscerlo in un altro momento. Ogni luogo ha una propria vegetazione, chilometro dopo chilometro il paesaggio può cambiare, e con esso cambiano i fiori, gli alberi, le diverse specie di piante. Altro che smog. Oppure porremo nella memoria il momento in cui si è infiammato un tendine per il tanto Cammino, e quella pomata dall’odore nauseabondo ci ha salvati dal peggio.

Infine il gusto: non c’è niente di meglio di un piatto tipico, o di un prodotto tipico locale, per assaporare la produzione della Terra direttamente nel piatto in tavola.

Il mio è un invito ad iniziare.

Iniziare a Camminare, per tenere vivo l’Entusiasmo, l’Amore per la Vita e per le piccole cose essenziali che nutrono l’anima di purezza e di emozioni primordiali.

“Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi” – Italo Calvino

Riferimenti in Puglia:

In Itinere – Cultural Heritage, Sport and Fun è un’associazione di Promozione Sociale costituita da professionisti dei beni culturali e ambientali che organizza cammini, escursioni in natura e si occupa di progettazione turistica di gruppo ed individuale. E’ un punto di riferimento per la Puglia (e per la Basilicata) in quanto attraverso conoscenza e passione, i fondatori stanno strutturando e diffondendo in Italia Meridionale la tipologia di Cammino diffuso a livello europeo (ad esempio il Cammino di Santiago o la via Francigena), come il Cammino Materano, già percorribile. Per partecipare ai loro eventi:

Sito Web: www.initinere.eu

Recapito telefonico: 393 904 9385

Pagina Facebook: In Itinere – Cultural Heritage, Sport and Fun.