Un po’ come perdere la propria identità,

ritrovandosi rasi al suolo all’improvviso e poi rimanerne involontariamente inermi, freddati, immobili, a guardare.

Parlo di una Varsavia dell’anteguerra, che mostrava con vanto l’epiteto di “Parigi del Nord” e la sua storicità, fino all’avvento del nazismo.

Bombardata, distrutta, diseredata della sua stessa anima. Non aveva più nulla da mostrare se non quelle macerie, e quelle genti che con fatica, e volontà, non hanno mai abbandonato le velleità di rinascita.

La seconda guerra mondiale ha marchiato per sempre la storia di Varsavia, e forse proprio il desiderio di riconquista della propria terra ha portato la Polonia a ricostruire pian piano tutto quello che la crudeltà aveva annichilito. Rinvigorendo.

Ritornando più bella di prima, più viva, più acculturata, più patriottica.

Ho trovato Varsavia deliziosa, e dagli anni della sua ricostruzione post-guerra, conservata dignitosamente. Tra parchi sconfinati, viuzze del centro storico in cui si respira l’aria medievale, piatti fumanti di pieroghi ripieni, un’università eccellente e tanti palazzi dedicati alla scienza, all’arte e alla cultura.

Vi consiglio cosa non perdere assolutamente per i vostri giorni nella capitale polacca.

Stare Miasto.

Stare Miasto.

È il centro storico di Varsavia, completamente ricostruito su copia del vecchio, dopo la sua distruzione. La ricostituzione è stata così celere, autentica e fedele all’originale che l’UNESCO ha dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità il suo dedalo intricato di stradine, vicoli, piazze, palazzi nobiliari e facciate variopinte dalle architetture tipiche NordEuropee.

Ho passeggiato respirando il profumo di un’anima infranta, che ha giovato del suo male per goder di una splendida rivincita. Centro nevralgico di Stare Miasto è la Piazza del Mercato, in polacco Rynek Stanego Miasto, un tempo teatro di cerimonie, feste di Stato, mercati ed esecuzioni.

Oggi appare come un ensemble di locali, ristorantini tipici, artisti di strada, cavalieri con carrozze e negozietti di souvenir. Le case variopinte sanno d’Italia, disegnate dal pittore Bellotti, hanno nomi inusuali e con la luce del sole ravvivano i colori della piazza.

La Sirenetta, sorella minore di quella danese, giace tranquilla a vegliare sulla bella capitale polacca.

La Sirenetta in Rynek Stanego Miasto.

Piazza del Castello.

È l’incontro tra passato e presente.

L’antico Castello dei duchi di Mazovia fu raso al suolo con gli scontri bellici. Nel recente 1984, dopo tredici anni di lavori, fu rivalorizzato, oggi è visitabile e ospita anche opere di Rembrandt.

La colonna di Sigismondo domina dall’alto la piazza, a ricordare la nomina di capitale avvenuta nel 1644. Dalla piazza si dirama la Strada Reale, sunto rigoglioso di palazzi barocchi, rinascimentali, chiese ed edifici borghesi, ottimo punto d’intrattenimento per concedersi una buona birra Zywiec.

L’epilogo della Strada Reale è la Villa Nova (o Wilanow), la Versailles polacca rimasta illesa dai bombardamenti e dal 1600 residenza di re, nobili e ricchi, incorniciata da un delizioso giardino.

Parco Lazienki.

Ho adorato passeggiare in questo parco. Un po’ perché amo il contatto con la natura, un po’ perché sembra di esser in un vero e proprio (fitto) bosco, tanto da respirarne sia l’umidità che la brezza.

Il parco è enorme, vi è anche un laghetto all’interno ove poter fare un giro in barca, oltre a palazzi, musei (tra cui il Museo Nazionale, da non perdere) e sculture. Tra le preferite dei Varsaviani, la statua di Chopin, nato a Varsavia.

In estate e primavera, Parco Lazienki si ravviva con musica e concerti di pianoforte dal vivo, che rendono omaggio al romantico Chopin.

Ghetto Ebraico.

Dei quattrocentomila ebrei residenti a Varsavia tra il piccolo ed il grande ghetto rimane ben poco. In Via Prozna le facciate dei palazzi (non ricostruiti dopo la guerra) sfoggiano ancora gigantografie di alcuni ebrei uccisi dai nazisti che quasi mettono i brividi.

Per rimembrare le tragedie di quella triste storia, passeggiate sulla Via della Memoria, tra 16 blocchi di granito ed il monumento degli ebrei del ghetto.

Un nonLuogo alquanto surreale e triste è il cimitero ebraico.

Il Palazzo della Cultura e della Scienza.

Il primo impatto con Varsavia è contrastante rispetto a quello che si scopre dopo. Soprattutto se si arriva in città dall’aeroporto e si nota per primo il sontuoso Palazzo della Cultura e della Scienza, donato dall’Unione Sovietica a Varsavia e disegnato da Stalin, che proprio non c’entra con il resto dell’architettura cittadina.

Tanto da esser ribattezzato come “il mostro di Varsavia” sia per architettura che per i tempi del regime comunista. E allora il popolo l’ha “evoluto” in un mostro buono, un grattacielo di 42 piani gremito di uffici, musei, cinema, piscina, piccole esposizioni, eventi, ed una terrazza panoramica (la Trzydziestka) invidiata da tutta la Polonia.

Niente male, no?

Quartiere Praga.

Da quando Polanski ci ha girato “Il Pianista”, nel 2002, il quartiere Praga è sotto i riflettori e attira artisti, designer, architetti e anime dedite alla cultura e all’arte.

Negozietti, locali graziosi, ristoranti puntellano questa parte di Varsavia sulla riva destra della Vistola, che è molto amata anche dai viaggiatori. L’ideale per gustarsi un piatto di pieroghi tra il viavai di gente curiosa oltre che local.

Peccato che non tutti sappiano la storia velata che il quartiere si trascina: nonostante fosse stato risparmiato dalla furia bellica, per costruirlo son stati bruciati ettari ed ettari di foresta.

Varsavia si può visitare anche a piedi, ad esempio con i Free Walking Tour che propongono diversi itinerari (anche a tema) in diversi orari della giornata, al costo di un’offerta libera. Io ho partecipato e mi sono anche divertita!

Se hai un giorno in più,

non dimenticare di visitare i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau.

Giornalmente partono gruppi di viaggiatori in autobus o treno per visitare l’apice del degrado dell’umanità.

Informati presso le agenzie turistiche in loco.

Pieroghi.

Spero che questo articolo ti sia stato utile, e se hai domande non esitare a contattarmi.

Annalisa.

12 Comments

  1. penso sia una meta sottovalutata, se ne parla poco mentre invece c’è tanto da vedere e, dalle tue foto, ha un fascino particolare!

  2. Mi piacerebbe tanto visitare Varsavia e leggendoti mi rendo conto di cosa mi sia persa. 😍

  3. La capitale polacca da sempre suscita curiosità in me: il centro storico suggestivo, i parchi, il palazzo della cultura e della scienza sono luoghi straordinari da visitare assolutamente.
    Maryd

  4. Io sono innamorata di Varsavia. Ci sono stata in inverno, 3 anni fa e mi ha conquistata subito. Spero di tornarci presto.
    Baci.

  5. Sai che Varsavia è una città che non ho mai preso in considerazione? E, a giudicare dal tuo post, ho proprio sbagliato! Sembra molto accogliente, friendly, e sicuramente racchiude un pezzo importante di storia!

  6. Una mia amica ci ha fatto l’Erasmus e poi ci si è trasferita, so che è una città molto bella da vivere!

  7. Paola Agostini Reply

    Penso sia anche abbastanza low-cost come destinazione! Mi hai fatto venir voglia di partire!

  8. Dev’essere davvero molto bella! Io credo che non mi perderei mai e poi mai il parco con concerti di Chopin e il quartiere ebraico…
    Praga è una città così figa che dà il nome ai quartieri delle altre capitali, ahaha!!

  9. Mai stata a Varsavia, ma credo sia davvero una bella città con tantissime cose e storie da scoprire, oltra quella che già racchiude.

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