Più di cento anni di storia, il meritato titolo di Patrimonio dell’Umanità Unesco e 61 chilometri di ferrovia che s’inerpicano sulle Alpi del confine italo-svizzero. Parlo di un’ardita opera di ingegneria ferroviaria annoverata come la più alta e la più ripida d’Europa, esemplare gestione ottimizzata del paesaggio montano invidiata in tutto il Mondo: parlo dell’iconicoTrenino Rosso del Bernina. In molti conoscono il suo simbolo internazionale, divenuto rappresentativo nel 2010, anno del suo centenario: un ponticello a nove archi che valica un monte disegnando una spirale, il Viadotto del Brusìo.

Così, dalla Valtellina all’Egandina, ho viaggiato a bordo di comodi vagoni con i finestrini panoramici, passando per paesaggi variegati e meravigliosi: a cominciare con palmeti, fitti boschi, laghi dai colori cangianti, estese verdi pianure e viadotti sospesi tra i monti, a finire con ghiacciai, montagne ricoperte da neve, laghi ghiacciati, rifugi in legno, funivie che portano su panorami sublimi e piste sciistiche. Un dipinto in costante cambiamento, di colori, di paesaggi e di emozioni.

Il Trenino Rosso è stato concepito agli inizi del 1900 come tratta ferroviaria turistica, per offrire ai passeggeri un viaggio surreale e quasi unico al mondo sulle Alpi Svizzere. Per il suo percorso difficile, fatto di molti dislivelli, il treno non utilizza la classica tecnica dei treni “a ruota dentata”, bensì un sistema di adesione che sfrutta le leggi della fisica. L’unica tratta ferroviaria simile a quella italo-svizzera è la Hakone Tonaz giapponese, costruita nel 1979 e poi gemellata con la tratta del Bernina (difatti in alcune fermate si trovano anche le scritte dei nomi in giapponese!). Il trenino parte da Tirano, un delizioso borgo in provincia di Sondrio, e termina a Sankt Moritz, in Svizzera. Vi svelo alcune preziose informazioni per organizzare un viaggio indimenticabile a bordo del Trenino: vi resterà solo da mettervi seduti e guardare aldilà del finestrino!

Dal finestrino del treno regionale.
Viadotto del Brusìo.

Come raggiungere Tirano?

Tirano è facilmente raggiungibile da Milano in un’ora e mezza di treno. La stazione della Ferrovia Retica, da dove partono i treni del Bernina, è adiacente alla Ferrovia dello Stato.

Carrozza normale o carrozza panoramica: quale scegliere?

Stazione della Ferrovia Retica di Tirano.

È bene fare questa distinzione per tre motivi: il costo, che differisce a seconda della carrozza che si sceglie; l’intenzione di scendere o meno nelle fermate intermedie; la conformazione dei finestrini. Il Trenino Rosso del Bernina si distingue in treno regionale e Bernina Express.

Il treno regionale costa un po’ meno rispetto al Bernina Express, permette di fermarsi in tutte le stazioni intermedie della tratta e di riprendere il treno regionale successivo, ha dei finestrini che non sono a cupola come il Bernina Express, ma comunque molto grandi, apribili e panoramici per permettervi di godere della vista. È la soluzione che io ho preferito.

Il Bernina Express invece, costa un po’ di più. La tratta è sempre uguale, con l’unica differenza che il treno parte da Tirano e non si ferma nelle fermate intermedie, quindi in 2 ore e mezza tira dritto fino a Sankt Moritz. I finestrini sono a cupola, quindi si viaggia in un carrozze completamente panoramiche, costituite per la maggior parte in vetro. Alcune di queste carrozze panoramiche vengono agganciate al treno regionale, soprattutto in estate, e su quelle si ha la possibilità di scendere.

Stazione di Alp Grüm.
La veduta da Alp Grüm.

Costi e prenotazioni.

Come vi ho accennato, il prezzo varia a seconda del treno che scegliete. Il trenino regionale non ha bisogno di prenotazione, il biglietto può essere acquistato direttamente alla biglietteria della stazione. Il treno regionale parte circa ogni ora, e costa 64 franchi svizzeri a/r in seconda classe, 112 franchi svizzeri a/r in prima classe. Il Bernina Express invece richiede la prenotazione su questo sito, vi è un supplemento di 14 franchi svizzeri in estate, e 5 franchi svizzeri in inverno. Molto spesso sul sito sono presenti delle offerte molto convenienti per due persone che includono il biglietto sul Bernina Express ed un pasto, quindi dateci un’occhiata molto spesso 🙂

Quali sono le fermate?

Ghiacciaio Morteratsch.
Veduta da Bernina Diavolezza.

Il Trenino, dopo Tirano, varca il confine tra Italia e Svizzera attraversando Campocologno; s’inerpica sul celebre Viadotto del Brusìo iniziando a salire vertiginosamente, attraversa la valle di Poschiavo, Cavaglia e Miralago, ricche di laghi e colline dai colori meravigliosi; le verdi vallate iniziano a tingersi di bianco fino a che la neve non diventa una coperta per le montagne: Alp Grüm regala scenari sublimi, dall’alto dei suoi 2000mt. Tra i colori limpidi del lago bianco e del lago nero, ad Ospizio Bernina la ferrovia tocca il suo apice d’altezza: 2253mt. Dopodiché il Trenino scende, oltrepassa il ghiacciaio di Morteratsch, supera Pontresina e Celerina arrivando a Sankt Moritz.

Dove fermarsi?

Lungo i 61km ci sono parecchie fermate, alcune vantano punti panoramici estasianti. Ecco perché ho scelto di viaggiare sul treno regionale: potevo scendere e salire a mio piacimento. Io ho scelto di viaggiare in giornata, prendendo il primissimo treno in mattinata e tornando con l’ultimo treno da Sankt Moritz. In questo modo mi sono organizzata i tempi nel migliore dei modi e sono riuscita a fermarmi tre volte e a fare delle escursioni. Se viaggiate in giornata, vi consiglio innanzitutto di scendere ad Alp Grüm: ho adorato la sua stazione ferroviaria, quasi sembrava dimenticata dal tempo. Con un piccolo cammino, Alp Grüm offre una veduta indescrivibile sulla valle. E, se siete fortunati, vedrete il trenino letteralmente arrampicarsi su per i binari, per la massima pendenza. Fatevi un caffè sulla terrazza del ristorante panoramico (costa 3€, siete in Svizzera!) e ripartite con il prossimo trenino. Non lasciatevi sfuggire la fermata Bernina Diavolezza. Scendendo qui potrete prendere una funivia che vi porta in cima alla Forcella del Diavolezza da cui si può ammirare il magico panorama su tutta la valle del Bernina. L’altra fermata dove vi consiglio assolutamente di scendere è Morteratsch: percorrendo un sentiero immerso tra le nevi, di circa 5km, ai piedi dei sontuosi monti, si arriva al ghiacciaio Morteratsch, famoso per il “cuore di ghiaccio” formatosi con il tempo, con i suoi giochi di luci e colori. Sembra così perfetto e finto, un esempio di quanto la natura sia clemente e meravigliosa nelle sue creazioni. Il capolinea, Sankt Moritz, non mi ha per niente colpita. Dopo tutta la meraviglia che ho veduto prima, ho definito Sankt Moritz un’oasi per ricchi. Negozi di marche sfarzose, hotel a 5*, macchinoni e prezzi spropositati la rendono una destinazione per me poco interessante, materialista e completamente in antitesi con la sconfinata essenzialità della natura. E’ stata la tappa meno desiderata, che a quanto pare non ha deluso le mie aspettative.

Ghiacciaio Morteratsch.

Quando andarci?

Viva le quattro stagioni! Il Trenino è caratteristico in qualsiasi stagione si decida di viaggiare. In tutto il suo percorso alterna i colori, il paesaggio cambia e assume tante sfumature, dal verde, all’azzurro, al colore della terra, alla purezza della neve bianca posata sui sinuosi monti. Il dislivello che si attraversa è abbastanza pronunciato, si va dai 400mt s.l.m. di Tirano ai 2253mt di Ospizio Bernina, quindi in qualsiasi stagione, anche con il Sole  si troverà della neve. Consiglio: vestirsi “a cipolla”, considerando che i treni sono caldissimi, ma la temperatura esterna diminuisce sempre più.

Dal finestrino del treno regionale.

Cosa mangiare a Tirano?

Una bontà valtellinese per eccellenza, oltre ai suoi salumi e formaggi, sono i pizzoccheri: tagliatelle in grano saraceno e farina bianca conditi con verza, patate, bitto, salvia, casera, burro e aglio. Una bontà per i golosi!

Ho soddisfatto le tue curiosità? Se hai domande, dubbi, o cerchi un consiglio puoi scrivermi!

Annalisa.

Lascia un commento

Inserisci il codice di verifica: *