La Puglia che seduce, tra cromatismi e giochi di luci e ombre.

Nel più estremo e meridionale Salento, nei pressi di Otranto, sulla costa Adriatica, si estende un paesaggio surreale e quasi “alieno”, dalle cromature naturali intense e contrastanti, che si amalgamano a creare un dipinto sublime ed unico nel suo genere. Ogni volta che rimetto piede in terra d’Otranto, non posso far a meno di ritornarci e contemplare la bellezza di questo posto.

Si tratta di una ex Cava di Bauxite che corona la baia delle Orte. Una vasta distesa di terra rossa, puntellata da collinette ricche di vegetazione verde e folta, in cui venature e spaccature si dissipano ripetutamente fino a creare una depressione con un laghetto di un colore particolare, che sfuma dal verde all’azzurro.

Ma di cosa si tratta esattamente?

Un po’ di storia.

Il nome Bauxite deriva dalla località provenzale di Baux-de-Provence, dove il chimico francese Pierre Berthier la identificò nel 1821. La bauxite e’ un minerale sedimentario contenente alluminio, ossido di ferro, caolinite e silice. La cava è il risultato degli scavi effettuati dal 1960 al 1976 per i lavori dell’estrazione dell’alluminio, che veniva trasportato su nave ed esportato poi da Otranto a Marghera, in provincia di Venezia. Gli impieghi della bauxite sono tanti, a partire dall’estrazione dall’alluminio, alla creazione di colori, di abrasivi o di refrattari. I sedimenti presenti nella bauxite, quando fortemente concentrati, conferiscono ad essa il colore rosso, particolarmente intenso. Il colore del laghetto presente a valle del cratere, invece, di un brillante verde smeraldo con sfumature blu, è il risultato della reazione tra la bauxite e le infiltrazioni d’acqua delle falde acquifere freatiche che popolano il territorio carsico pugliese. La società che appalto’ la cava fu costretta ad abbandonarla dopo qualche anno, in quanto non molto economicamente fruttifera: si scopri’ difatti, che si trattava solo di pisoliti bauxitiche, sedimenti carichi solo di una piccola percentuale di alluminio. Dall’abbandono dell’uomo, la natura ha comunque rimodellato il paesaggio creando uno scenario naturale insolito, nel territorio salentino, agli occhi di tanti ancora sconosciuto.

Come arrivarci?

Percorrendo la strada che da Otranto conduce a Santa Cesarea Terme, dopo l’uscita da Otranto, bisogna seguire le indicazioni per il porto. Dopodiché si percorre un breve tratto sterrato a piedi che porta direttamente alla cava.

Curiosità.

Il parcheggio, fino a qualche tempo fa, era libero e gratuito. Da qualche tempo, il comune ha pensato (male) di bloccare l’ingresso alla cava con un parcheggio a pagamento  (3 euro per l’intera giornata, ma per la visita alla cava s’impiega al massimo un’oretta). Un furto, a mio avviso. Un esempio di bene naturalistico che vale molto, ma mal valorizzato.

3 Comments

  1. Che meraviglia, un paesaggio insolito rispetto alle comuni località del Salento! La prossima volta che vado in quella zona alla Cava di Bauxite ci vado sicuro perchè dal tuo reportage mi ha affascinato moltissimo!

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