“Mai dimenticare le proprie origini”.

E’quello che Al Bano, cantante dall’infuocata voce del Sud, ha sempre puntualizzato nei suoi spettacoli e nelle sue interviste, elogiando la Puglia, elargendole il primato in assoluto. La regione più bella d’Italia.

Ed è così che, ritornando da uno dei miei ultimi viaggi, guardavo l’atterraggio dall’oblò dell’aereo, come son solita fare. Ed è apparsa Bari, il suo porto, il suo chilometrico lungomare, la ormai riconoscibile metropolitana di superficie che porta al San Paolo. E l’ho fotografata da su, l’ho filmata, ero presa da incomprensibile gioia ed emozione, nonostante stessi tornando a casa e non stessi partendo.

Bari dall’oblò dell’aereo. Photo Credits: Annalisa De Chirico (@iviaggidiliz)

Dopo aver assaporato la cultura e le tradizioni di un’altra Terra, dopo aver toccato con mano altri luoghi e costumi completamente differenti, come una fagocita, tornare a casa è sempre sinonimo di riordino dei pensieri, di assimilazione di quel che si è vissuto, di sempre più nitida consapevolezza, e di mancanze. Perché poi, capita che ci son giornate in cui vorresti rivivere un determinato momento, in una determinata parte di mondo. Ma non puoi, e così riguardi le fotografie, e quel pezzo di mondo ti manca. E per pezzo di mondo intendo due occhi che ti guardano, un sorriso, alcuni colori, un piatto, una melodia. Un momento.

(Un Tuareg del Nord Africa che t’insegna a metterti il turbante mentre tutt’intorno a te si stagliano le vette dell’Atlante; il momento in cui avevo raggiunto la vetta di Trolltunga, in Norvegia, dopo chilometri di scalata, realizzando uno dei miei sogni; il tramonto di mezzanotte che mi ha nutrito l’anima, seduta in riva al lago nei boschi della Svezia. Eccetera eccetera.)

Eppure tornare a casa e puntualmente rivedere Bari da su, mi riempie di gioia, di affannata gioia, mi sale il cuore in gola, mi sento felice come una bambina, potessi fare i salti di gioia e le capriole li farei. Ho cercato di dare una spiegazione a questa mia quasi angosciosa sensazione di improvviso benessere mentre ritorno.

Lungomare di Bari. Photo Credits: Michele D’Ambruoso (@mikele_r0x)

E allora mi son messa nei panni di chi parte. Ma non per un viaggio, o una vacanza, insomma non di chi parte per ritornare. Ho pensato a tutti gli studenti che per anni sono costretti a vivere altrove, in chissàquale città, solo per permettersi studi migliori. A chi non trova lavoro e parte nella speranza di un futuro più dignitoso, e si stabilizza fuori. All’ “amara Terra mia” cantata da Domenico Modugno.

Ed ho capito perché. PUGLIA, sei lettere, PUGLIA, un infinito.

Puglia genuina, Puglia sapore di tradizioni, di mani rugose che impastano, che lavorano, che tramandano, Puglia che ti siedi a tavola e devi mangiare dalla prima all’ultima pietanza, preparata con i prodotti della propria terra, fatta di piatti poveri ma deliziosi. Puglia dalla calorosa accoglienza. Puglia dagli anziani con i capelli d’argento che sono libri di storia e di consigli di vita.

Preparando le orecchiette; Photo Credits: Oreste Antignano (@instaterrestre)

Puglia, un quadro dai colori forti, il cui dipinto è un paesaggio rurale con gli ulivi millenari, in contrasto con la calce bianca dei suoi borghi immacolati, impreziosita dai colori vivaci dei fiori e dei piccoli dettagli. Vicoli e stradine rupestri nelle quali perdersi, archi, trulli, angoli che nascondono vita. Passeggiando nei borghi si scovano vasi e sculture in ceramica bellissimi, segno di secoli e secoli di tradizione manufatturiera. Le finestre sono decorate con tende di pizzi e merletti bianchi, con fiori e colori della stagione, a delineare il candore, la vivacità e la cura per i dettagli.

Vicoletti di Ceglie Messapica. Photo Credits: Maria Cesaria Giordano (@cesy83)
Valle d’Itria e i suoi trulli. Photo Credits: Annalisa De Chirico (@iviaggidiliz)
Ceramiche lavorate e dipinte a mano. Photo Credits: Annalisa De Chirico (@iviaggidiliz)

Puglia, Terra dai grandi e piccoli porticcioli pescherecci, ove i pescatori tessono ancora le loro reti. E le barchette le vedi lì. In fila indiana, una accanto all’altra, tutte colorate, o adagiate sulla breccia, su di un lato. Come a voler presuntuosamente prendere parte al panorama, insistentemente protagoniste di fotografie e di condivisione mediatica. Ormai un must.

“nderr a la lanz” e Teatro Margherita; Photo Credits: Annalisa De Chirico (@viaggidiliz)

Puglia delle arti e dei mestieri, delle sagre del cardoncello, dei calici nei borghi antichi e delle feste popolari, a ritmo di pizzica salentina. Puglia fatta di storia, di cattedrali e di castelli dall’anima misteriosa, di secoli di mescolanza tra messapici, bizantini, svevi, aragonesi, e altre epoche.

Cattedrale di Trani. Photo Credits: Massimiliano Ricci (@maxr981)

Puglia terra di mare, con i suoi quasi ottocento chilometri di costa contesa tra Jonio e Adriatico. Dalle selvagge coste del Gargano, trapuntate di trabucchi, a tratti ancora desertici ed incontaminati; alle frequentatissime spiagge salentine dall’acqua cristallina, alla terra rossa delle cave di Bauxite che accompagna laghetti di acqua sorgiva. Ad una meravigliosa scogliera a picco sul mare, alle piscine d’acqua marina naturali come la Grotta della Poesia.

Grotta della Poesia. Photo Credits: Luigi Martina (@luigimartina)
Cava di Bauxite. Photo Credits: Annalisa De Chirico (@iviaggidiliz)

Puglia dall’animo caldo e insaziabile, Puglia bella fuori e dentro, Puglia che s’incarna nella perfezione e nel paradiso dei sensi.

Puglia che ti fa fare i salti di gioia quando ritorni da Lei e la guardi dall’oblò dell’aereo.

Non smettete di tramandare le nostre tradizioni ai vostri figli, non smettete di fargli conoscere le meraviglie di cui è satura la nostra Terra, non smettete di alimentarli con il calore e l’animo accomodante che ci caratterizza. Inculcategli solo smisurata curiosità per la nostra Terra, insegnateli a proteggerla, a promuoverla, ad impreziosirla, ad adorarla, ad amarla. A non farne a meno, e ad essere felici, sempre felici di viverci o di ritornarci.

PUGLIA, storia di un grande Amore.

Photo Credits: Annamaria De Chirico.

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