In tanti di voi lettori, mi chiedete spesso consiglio su strutture dove poter soggiornare in viaggio, dove mi son trovata bene e che potrebbero essere di vostro gradimento. E a tanti di voi, rispondo con un’unica soluzione: L’OSTELLO!

…questo grande mostro!

Ebbene si, pregiudizi, false icone e mere credenze portano i viaggiatori a scartare l’opzione ostello come opportunità di soggiorno durante il proprio viaggio. Perché per tanto tempo, leggende metropolitane hanno etichettato gli ostelli come qualcosa di sporco, di non sicuro, di pauroso, di degradato e degradante, fino alla famosa ed estremizzata trilogia HOSTEL, di Roth e Tarantino.

Sono dell’idea che le etichette distruggano la società, soprattutto se tramandate da bocche che parlano per sentito dire e dunque ignoranti, che, in realtà, non hanno mai provato di persona cosa vuol dire dormire in un ostello. Sono dieci anni che viaggio costantemente, ho visitato tanti Paesi e continuo a soggiornare negli ostelli. Non mi stancherò mai di consigliarvi quest’esperienza e questi luoghi, e mi batterò fino in fondo per far cambiare idea a chi ha solo “sentito dire” e per pregiudizio non ci ha mai provato. In tal merito, quando ho cercato l’alloggio per il mio ultimo viaggio in Olanda (un vero e proprio treno, di cui vi parlo qui), ho scoperto e apprezzato tanto la campagna #LoveHostels lanciata da Hostelsclub, che si propone di diffondere le qualità positive ed i vantaggi del soggiorno in ostello per sconfiggere e superare quelle inutili barriere che le menti quadrate hanno imposto.

Ed io vi continuerò a dare mille buoni motivi per supportare questa campagna, per incitarvi a provarci, o a continuare a frequentarli:

Sono una soluzione Low Cost.

In camerata, in camera privata, con toilette in comune o interna, l’ostello costituisce sempre la soluzione più economica di tutte: non solo per il soggiorno notturno, ma anche per i servizi che esso offre. Molti ostelli difatti offrono una cucina in comune con pentole e arnesi da cucina inclusi nel prezzo: nei Paesi del NordEuropa ad esempio, fare la spesa al market e prepararsi del cibo può essere un’idea eccelsa per evitare di spendere troppo. Ad esempio, nel mio on the road in Norvegia, ho cenato sempre in ostello perché sicuramente più economico della mangiata in un qualsiasi locale. Anche durante il Cammino di Santiago (in cui ho usufruito per tutto il periodo degli ostelli e dei loro servizi) ho sempre fatto la spesa e cucinato in ostello. E poi: ho ricordi sparsi per tutto il Mondo, e mi sono anche divertita vedendo gli stranieri di ogniddove che assaggiando la (mia) cucina italiana si leccavano i baffi!

Al Train Lodge di Amsterdam.

Keywords: condivisione, conoscenza, allegria.

 L’ostello è quel luogo dove sentirsi sempre in una grande famiglia e mai soli: ecco perché dico sempre che l’ambiente sia friendly. Anche in viaggio da sola, mi è capitato di far amicizia con chiunque e di scambiarci chiacchiere, vedute, risate, cultura e tradizioni. E anche piatti di pasta. Anche quando non avevo voglia di socializzare, c’è stato sempre qualcuno che si è avvicinato, incuriosito, e delicatamente mi ha fatta parlare: where are you from? è la parola chiave. Una tavolata per cenare insieme, un invito alla festa della living room o un party organizzato in una camerata: l’ostello è motivo di allegria, di condivisione e di confidenze. Anche perché tra sconosciuti viaggiatori ci si apre e ci si confida con molta più facilità del solito! Ed il mood dell’ostello è proprio questo: conoscersi, far amicizia, condividere e sorridere, quindi non spaventatevi se siete soli e qualcuno vi si avvicina per scambiare due chiacchiere.

L’ostello di S.Tiago de la Bruge, sul Cammino di Santiago, si trova in un’ex scuola primaria.

Receptionist? No, Backpacker!

Di solito difatti, i/le receptionist degli ostelli sono anch’essi Backpackers che hanno girato un bel po’ con zaino in spalla in giro per il Mondo, ed è piacevole parlarci perché sanno sempre dare dei suggerimenti validi sul da farsi, con le giuste chicche per un Backpacker che vuole solo viaggiare Low Cost e vivere la vera anima di un luogo. Molto spesso diventano saldi punti di riferimento e… amici (a volte anche H24!)

L’ostello bizzarro in cui soggiornavo ad Edimburgo.

Design e decadenza… convivono!

Ho girato per ostelli ed ostelli trovando un po’ di tutto: ovviamente sta a voi decidere dove andare, leggendo le recensioni dei viaggiatori che ci son già stati e regolandovi sulla struttura da scegliere. E assicuratevi che chi scrive sia un viaggiatore e non un turista che scredita l’esperienza solo perché non ha avuto il braccialetto con i free drink nel villaggio 5*. Io mi ostino sempre a ripetere che gli ostelli new generation sono degli strambi edifici arredati ad hoc per il gusto di un viaggiatore: molto spesso troverete libri ingialliti, vecchie fotografie, oggetti vintage, mappe e mappamondi intorno a voi.  Molti edifici abbandonati, ad esempio vecchie scuole primarie, conventi o case cantoniere, sono stati riconvertiti ad ostelli. O anche dei veri e propri treni, come il Train Lodge dove ho dormito ad Amsterdam. Altri ostelli sono più sterili, si limitano al bicolor e ad oggetti e arredi essenziali: è il caso dell’ostello ubicato nelle case cubiche che ho trovato a Rotterdam, una figata esteriormente, ma molto semplice all’interno. Altri ancora sembrano delle camerate in celle di prigionia, ma non vuol dire che siano da screditare: sono minimali ma funzionali, come l’ostello dove ho dormito a Barcellona.

L’ostello Stayokay nelle famose case cubiche di Rotterdam.

Questione igiene.

Apro una grandissima parentesi su questo argomento. Va da sé che bisogna condividere la stanza e dei bagni con altra gente che non si conosce, e non tutta la gente è pulita o ha del senso civico. Ci sono anche ostelli dove si può prenotare una stanza privata con un bagno interno con un supplemento aggiuntivo e quindi non avreste problemi. Ma se siete in una camerata con bagno in comune niente paura: portatevi dei vostri asciugamani, le ciabatte per la doccia e assicuratevi che le lenzuola siano pulite ispezionandole bene. Ad esempio sul Cammino di Santiago, essendo gli ostelli molto frequentati e praticamente sempre pieni, mi son sempre assicurata che non vi fossero delle pulci. Come riconoscerle? Sono piccoli esserini che si nascondono nel materasso e quando “escono allo scoperto” lasciano degli escrementi neri e uova bianche che vedrete sul letto. Non spaventatevi, se ci sono e non ve ne accorgete, al massimo vi sveglierete con qualche bolla sulla pelle, ma non sono portatrici di infezioni o nocive per il corpo. Ecco perché è importante leggere le recensioni dei viaggiatori e non dei turisti!

Roncadores… aaargh!

I roncadores, alias russatori, sono la peggiore tortura di tutti i viaggiatori che riposano in ostello. Purtroppo questi “disturbatori” ci sono e nonostante tutti gli escamotage possibili e immaginabili non si possono “spegnere”! Bisogna conviverci, per questo vi consiglio gli immancabili TAPPI PER ORECCHIE! Ed il sonno è assicurato.

Voi, cosa ne pensate? Vi piace soggiornare negli ostelli e perché? Attendo i vostri punti di vista.

Annalisa.

14 Comments

  1. Sono stata in ostello diverse volte durante le mie vacanze di quando ero più giovane e mi sono sempre trovata bene.
    Ovviamente, alcuni erano più nuovi quindi più funzionali di altri e quando hai il bagno in camera è molto più comodo, ma sono sicuramente una soluzione economica e perfetta per fare amicizia!

    XOXO

    Cami

    http://www.paillettesandchampagne.com

  2. Sono onesta, non sono mai stata in un ostello e ho sempre avuto dei pregiudizi, esattamente come dici tu.
    Capisco che non è così e che ci sono ostelli assolutamente carini e abitabili ma per me è ormai un po’ tardo perché con una famiglia a seguito la vedo dure!

  3. Punto 1. “Sono dell’idea che le etichette distruggano la società, soprattutto se tramandate da bocche che parlano per sentito dire e dunque ignoranti, che, in realtà, non hanno mai provato di persona cosa vuol dire dormire in un ostello. “ aggiungerei che questo principio è trasversale e non solo relativo al contesto. Condivido pienamente.
    2. Questo Ostello è un incanto. Grazie per la condivisione 😊

  4. sarò sincera, preferisco pagare di più e andare in albergo, però le tue argomentazioni mi hanno quasi convinto a provare!

  5. Ho avuto varie esperienze in Ostello e mi sono trovata sia bene che male. Alcuni ostelli sono davvero delle piccole comunità che aiutano le persone a conoscersi e stare insieme – bellissimo. Altri sono soltanto stanze dove le persone dormono ammassate. Bisogna sempre leggere le recensioni prima di prenotare un ostello altrimenti lo stereotipo dello sporco e non sicuro viene fuori! Per il resto io non amo condividere la stanza con sconosciuti, soprattutto se sono con il mio ragazzo, non ho problemi invece per cene o serate in compagnia! Magari un giorno farò questa esperienza “come si deve” 🙂

  6. Ho sempre preferito gli ostelli agli hotel, costano meno e per i giovani sono l’ideale.

  7. io ormai non ho più l’età da ostello però mai dire mai……

  8. sono stata solo una volta in ostello ed è stata un’esperienza bellissima, quindi condivido al 100% il tuo discorso! Ora viaggio con una bimba e non mi sembra più la soluzione adatta a noi…

  9. lo ammetto, a 36 anni non opterei mai per un ostello: lo lascio agli adolescenti 🙂
    Per loro… tutta la vita!!

  10. Paola Agostini Reply

    Mmmm… devo ammettere che non li amo molto. Forse perchè ormai siamo cresciuti e viaggiamo con una bimba! Mi sembrano soluzioni più “da giovani”

  11. Io ho saputo ricredermi nel mio primo vero soggiorno in ostello a Barcellona. Essendo introversa non mi piace comunque la camerata dove tutti vogliono parlare con te, infatti opto sempre per le stanze piccole riempite con i compagni di viaggio. Ma per tutto il resto lo consiglio.

  12. In ostello ci sono stata solo una volta a Copenhagen, ma è un’esperienza che ripeterei tranquillamente… A volte basta un po’ di spirito di adattamento!

  13. Questa è un’esperienza che non ho mai vissuto, forse perchè temevo che l’ostello non facesse al caso mio. Leggendo la tua recensione e vedendo le immagini devo ricredermi.

  14. Prima di leggere quest’articolo, devo dire che anche io avevo qualche “pregiudizio” di troppo sugli ostelli, non avendovi mai soggiornato … ma poi ho scoperto tanti aspetti positivi che ignoravo ed ho sbirciato anche qualche tuo vecchio articolo, come quello ad Amsterdam (del Train Lodge), e allora sì che mi sono ricreduta!!! Penso che sia un tipo di alloggio da tenere assolutamente in conto se si vuole fare un Viaggio con la V maiuscola perché permette di entrare in contatto con tante altre persone, creare momenti di condivisione e divertimento insieme!

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