Di ritorno da quest’ultimo viaggio, mentre secolari ulivi scorrono veloci dal finestrino della mia auto, mi chiedo: quanto devo a questa Terra? Riflettendo, devo tutto ciò che oggi sono diventata. La mia sete di scoperta è nata calpestando i prati delle dolci colline adagiate sull’Adriatico come fosse opera di un modesto artista che ha dimenticato di firmare la sua opera.

Nel turbinio degli impegni settimanali mi sono concessa una rigenerante pausa nel bianco candore dei Trulli della Valle d’Itria, visitando l’antica città di Martina Franca, perla barocca tra le tante di questa mistica zona pugliese. Nota per la bellezza accecante delle sue chiese, nascoste nelle viuzze del centro storico, è inoltre importante protagonista del Festival Musicale della Valle d’Itria.

Varcando l’elegante Porta di Santo Stefano ci si inoltra in quella che sembra una città nella città, l’attenzione viene subito rapita dalla maestosa bellezza della Basilica di San Martino, dalla sua facciata ci osserva la scultura del Santo Patrono nell’atto di dividere il suo mantello con un mendicante. All’interno delle mura, la sacralità del luogo s’impossessa rapidamente di noi, i marmi policromi dell’altare settecentesco scintillano sotto la luce che filtra dalle vetrate circostanti. Proseguendo, scopriamo piacevolmente che le strette stradine svelano ulteriori gioielli barocchi, quasi nascosti e timidi agli occhi voraci e desiderosi di tanto splendore.

Nonostante la frescura ottobrina, visitatori e cittadini riempiono le labirintiche vie, così, tra le voci echeggianti dei turisti restiamo ammaliati dal fascino settecentesco della Chiesa di San Domenico. L’antica bellezza di questi luoghi ha già vinto la sfida con il tempo, riempiendo gli occhi anche al più severo sguardo di chi deve giudicare.

Continuando, stupisce la grande quantità e la pura bellezza dei palazzi signorili che incrociamo: Palazzo Ancona, Palazzo Barnaba, Palazzo Delfini, Palazzo Magli. E poi balconi fioriti e variopinti, profumi che scivolano dalle finestre aperte, le voci dei bimbi che risuonano nell’ambiente donano pace ai sensi, riscaldano l’aria che preannuncia una notte fresca e stellata.

Tutte queste emozioni ed il lungo vagare hanno certamente appagato il mio spirito ma non il mio stomaco che brontola e pretende di gustare il famoso capocollo locale. In Piazza Roma, adiacente al seicentesco Palazzo Ducale mi fermo da Cibando, un caldo ed accogliente locale consigliatomi da alcuni amici. Qui c’è un’ampia scelta di prodotti a chilometro zero accompagnati da un calice di vino o da un boccale di birra artigianale nazionale o estera. L’atmosfera è quella giusta, della buona musica fa da sottofondo mentre osservo il flusso costante di gente che passa davanti le vetrate e mi perdo in dolci pensieri di viaggio tra un sorso e l’altro di un ottimo primitivo. Poco dopo i miei denti affondano nell’immensa farcitura sapientemente combinata del panino che ho ordinato.

Dove dormire?

 

 

Ho scelto di trascorrere la notte fuori dalla città, per completare l’opera di immersione nell’autenticità che la Puglia offre. Non potevo non accettare l’idea di dormire all’interno di un trullo, sotto una coperta di ulivi quasi pronti per la raccolta stagionale. Il B&B che mi accoglie è il Trulli d’Autore, in assoluto uno dei più belli di tutta la Valle d’Itria. Il candore della pietra bianca svetta alta sulle cime delle palme circostanti. Nonostante la stagione autunnale, le antiche case contadine sono adornate da piante in fiore che donano quel tocco di colore quasi fossimo all’interno di un dipinto impressionista.

Se siete amanti del rustico, dei dettagli, della quotidianità farcita di natura e di prodotti della propria Terra, siete nel posto giusto. Dormire nei Trulli d’Autore significa concedersi una buona dose di lusso ed eleganza: l’essenzialità della pietra viva, adornata da antichi utensili ed enormi capasoni tipici di Puglia. Le camere sono accoglienti e versatili: dal piccolo trullo con l’ambiente raccolto ma essenziale, alla mansarda dall’aria orientaleggiante, alle cummerse, ambienti rustici e che richiamano l’artigianato e le tradizioni tipiche locali. Alla Suite, sublime e confortevole, con affaccio sulla piscina. La poesia del luogo ha ispirato i proprietari per il nome del B&B, e così ogni camera ha il nome di un autore: Cummersa Pascoli, Cummersa Leopardi, Junior Suite in Trullo Verga, Trullo Pirandello, Deluxe Suite in Trullo Alighieri, Cummersa Manzoni.

Il calore e l’accoglienza della famiglia Barnaba vi faranno presto sentire i benvenuti. I racconti di papà Pierino vi faranno capire che il luogo in cui state soggiornando è il risultato del suo lungo lavoro, tenace e determinato. Mamma Maria vi delizierà con crostate e torte a colazione, e vi leccherete i baffi. La terrazza regala scorci unici. Passeggiando tra i tetti e ammirando il Sole che sorge e tramonta sui campi, sarete rapiti dalle enormi sagome dei trulli e dal loro magico gioco di luci e ombre.

Per info e prenotazioni telefonare al numero +39 3711401502

o visitare il sito del B&B Trulli d’Autore.

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Si ringrazia Fabio Palagiano per le fotografie di Martina Franca.

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