Al di fuori delle linee grossolane del turismo di massa di Puglia, vi è la Daunia, una terra verde che abbraccia il Tavoliere delle Puglie, il Subappennino Dauno ed il Gargano. Sconosciuta agli occhi di tanti (pugliesi compresi), insolita per molti che preferiscono il mare e la salsedine, intrigante per i più curiosi. Ho volutamente scelto questa terra per il mio week-end da raccontarvi. Mi sono documentata un po’, ho letto tanto, scoprendo che la Daunia si fa scrigno indiscusso di alcune perle di Puglia rimaste quasi indenni negli anni.

Paesaggi di Daunia.

E scopro l’antica Lucera.

Approfondisco: si tratta di uno dei Borghi Autentici d’Italia; fa parte delle Associazioni delle Vie Francigene d’Italia; il suo territorio è incluso nel percorso enogastronomico Strada dei Vini DOC della Daunia. E’ abbracciata da tre colli: il Monte Albano, il Monte Belvedere ed il Monte Sacro che domina dall’alto. E immagino: dolci colline e armoniose pianure, campi incolti frammisti alla neve sui monti, le pale eoliche accompagnate dal vento. Decido: Lucera è la mia prossima meta. La “chiave di Puglia“, che dal Molise o dalla Campania accoglie il viaggiatore tra i suoi morbidi orizzonti ondeggianti.

Portale Orientale dell’Anfiteatro Romano.

Dapprima di dominazione romana, poi longobarda, bizantina, sveva e angioina, Lucera vanta i ruderi quasi intatti dei tempi andati, nonostante il terremoto che la colpì nel 1627. Passeggiavo nei vicoli della città, saltellando di epoca in epoca, adulandone ogni singolo dettaglio a cui faceva da cornice il panorama tipico dei campi della Puglia pianeggiante e sconfinata.

Scelgo l’Anfiteatro Romano come punto di partenza per la visita della città: la testimonianza romana più importante di Puglia edificata in onore di Augusto. Un imponente portale mi invita a varcare la sua soglia e a scendere la solenne scalinata: nella mente riprendono vita spettacoli romani, gli spettatori che acclamano sulle scalinate, cavalieri e abiti dell’epoca sfilano nell’arena. L’anfiteatro è così grande e accogliente, e conservato benissimo. A quell’epoca, accoglieva circa diciottomila spettatori.

Anfiteatro Romano.

Continuo la mia visita valicando l’antico centro storico, su Corso Garibaldi. La trecentesca Chiesa di Sant’Antonio mi delizia con la sua cupola policroma di maioliche colorate e con il suo campanile barocco, incuriosendomi con la storia della sua “anima” precedente: probabilmente questa Chiesa costituiva l’harem di Federico II di Svevia.

Cupola policroma della Chiesa di Sant’Antonio.
Basilica di Santa Maria Assunta.

Tra sontuosi palazzi storici nobiliari, come Palazzo Mozzagrugno in stile neoclassico, o il settecentesco Palazzo Vescovile, si scorge il Museo Diocesano che raccoglie frammenti di storia lucerana ed una ricca pinacoteca. Arrivo in Piazza Duomo per un caffè: la Basilica di Santa Maria Assunta si erge imponente a dominare tutta l’area sottostante. Precedentemente con la funzionalità di una moschea saracena, nel 1300 fu demolita per essere ricostruita in stile gotico angioino, successivamente modificato in barocco.

Belvedere sul Tavoliere delle Puglie.

La passeggiata è piacevole, mi lascio alle spalle il centro storico e mi dirigo verso la villa comunale ed il belvedere: la distesa di campi ed i colori scanditi s’insinuano profondamente in un titanico abbraccio. Respiro aria fresca, pulita, mi fermo e mi rilasso. Mi godo qualche passo su questa veduta, e arrivo al Castello di Lucera, sulla sommità del Colle Albano. Una costruzione maestosa, edificata in età angioina e federiciana, che vagamente ricorda in alcune caratteristiche il Castel del Monte.

In antichità costituiva un accampamento militare, di cui son ancora ben riconoscibili gli alloggi, la cappella, la cisterna. L’accesso alla Fortezza è consentito attraverso quattro porte, Porta Troia, Porta Lucera, Porta Guardiola e Porta Castel Fiorentino, situate sistematicamente intorno alle mura, a strapiombo sul fossato. Mi piacciono questi luoghi federiciani, percepisco spesso l’aura mistica e surreale che contorna le antiche mura.

Castello di Lucera.
Perimetro delle Mura.

Dopo una giornata intensa, mi sono rigenerata nel B&B che ho scelto per la notte, pronta per l’indomani, alla volta dei dintorni di Lucera: le Bandiere Arancioni italiane della Daunia, Bovino e Troia.

Dove dormire?

Per il mio soggiorno a Lucera ho scelto di coccolarmi nel vero senso della parola.

Nicola e Francesco de Le Nicchie Guest House sono così ospitali e attenti alle esigenze del cliente. L’idea è quella di una antica Masseria nell’agro di Puglia in stile rural chic, ricostruita in chiave moderna, dove il minimalismo dei colori lascia spazio a ricchi e caratteristici dettagli rustici ricavati dalla terra: sulle pareti bianche e tortora, si succedono rami di mandorlo, intrecci di corde, capasone, cornici in legno, antichi anelli da muro. E poi vi sono le nicchie ricostruite, ossia le cavità presenti nei muri delle antiche cantine ove un tempo si conservavano al fresco gli alimenti o il vino. E le camere, ricche di particolari, ognuna con il nome di un’antica contrada di Lucera. A donare ulteriore eleganza, la luce soffusa delle candele.

Dettagli.
Suite.
Nicchie.

Francesco saprà ben consigliarvi per cena le originali e coloratissime nicchiette: del pane a forma di frisa, molto morbido e condito, farcito con i prodotti tipici della nostra Terra. I primi piatti preparati dalla cuoca Annamaria sono sublimi, ricchi di alimenti pregiati e biologici, come lo zafferano, accompagnati da del buon vino locale, il famoso Cacc’e Mitt di Lucera. A colazione, la terrazza con l’affaccio sul Tavoliere delle Puglie vi sbalordirà, rendendo lento e piacevole il vostro risveglio, con i giochi di luce e ombra creati dal Sole, ed una distesa di colori naturali a far da coperta alle dolci colline.

La nicchietta.

[Per informazioni, potete visitare il sito web della struttura o telefonare direttamente al numero +390881548676]

La terrazza de Le Nicchie Guest House.

Annalisa

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