Descrivere l’isola di Gran Canaria non è semplice:

Ho percepito mille sensazioni diverse.

Durante il mio tour tra Gran Canaria, Lanzarote e Fuerteventura, quest’isola è stata quella che mi ha colpita meno. Ma che, a conti fatti, sarebbe quella dove per assurdo ci vivrei. Per la bizzarrìa di sensazioni che mi ha regalato.

A partire dal nome della sua capitale, Las Palmas de Gran Canaria, che tradotto in italiano significa… “le palme di Gran Canaria”. Che tipi!

Non è bella: ma è vintage, è confusionaria, è decadente, è disordinata, è rumorosa e affascinante.

Ho respirato quiete e bellezza (tanta bellezza) passeggiando per Vegueta, la parte antica di Las Palmas, ammirandone l’eleganza coloniale, comprando frutta tropicale al mercato locale, guardando uno spettacolo di danze tipiche nella piazza principale.

Guardando le antiche dimore dei pescatori mezze rovinate dall’umidità, dal sale, dal vento, vicino Telde, o quelle riconvertite a case per turisti, nel ricco e caro Puerto de Mogan.

Ho adorato il bizzarro mix di architetture, di forme e di colori tutti tra loro sconnessi e contrastanti, ma che nell’insieme aveva dell’affascinante. Vi si trova il vecchio ed il contemporaneo, il nuovo ed il decadente, a convivere senza indugio.

Ho amato e contemplato tanto le sue montagne, mentre l’auto sfrecciava lesta sui tornanti verso Pico de Las Nieves, a Nord. Ne ho amato la pianta d’aloe vera seminata in ogni dove.

Ne ho ugualmente amato le sue dune, a Sud, a Maspalomas, un paesaggio naturale incredibile fatto di chilometri e chilometri di dolci onde di sabbia che poi incontrano l’Oceano in un abbraccio infinito.

Ne ho detestato la rovina antropica, i resort bianchi a schiera, anni Ottanta/Novanta, incastonati perfettamente in un paesaggio che poteva esser prevenuto, protetto, difeso, per quanto bello e sacro.

Mi son piaciute le persone: così gentili, così sorridenti e disponibili.

E ancora, mi mancheranno i risvegli a suon di Oceano, gustandomi lentamente un cafè con leche con i capelli in faccia e gli alisei ad accarezzarmi con vemenza e guardando quei pazzi pazzi surfisti sfidare le onde in Playa de Las Canteras.

In questo post voglio parlarvi di qualche curiosità, di come muovervi, di cosa vedere e cosa fare nell’isola di Gran Canaria.

Playa de Las Canteras, Gran Canaria
Al mercato di Vegueta, Gran Canaria

[Leggi anche: Cosa vedere a Lanzarote, come arrivarci, come muoversi ]

Puerto de Mogan, Gran Canaria

Isola di Gran Canaria: come muoversi?

Gli autobus a Gran Canaria funzionano benissimo e coprono gran parte della rete stradale e delle zone dell’isola. Gli autobus sono chiamati Guaguas, leggerete spesso questo buffo nome alle stazioni dei bus facendovi una risatina.

Ma… dal momento che l’isola è grande poco più della Valle d’Aosta, che sull’isola non richiedono la carta di credito per il noleggio e che la benzina costa 1 euro a litro (avete letto bene!), io consiglio vivamente di prendere un’auto per non esser vincolati agli orari e alle coincidenze degli autobus. Si, perché per quanto veloci e funzionanti, molto spesso le coincidenze fan perdere un sacco di tempo utile alla scoperta di qualche posto, soprattutto se si ha poco tempo.

Le distanze tra i vari luoghi d’interesse sono brevi, le strade sono messe benissimo.

Noi a Gran Canaria abbiamo noleggiato una Seat Ibiza da Autos Sansu, l’ufficio si trova vicino Playa de Las Canteras in Calle Louis Morote. Dopo tante ricerche abbiamo preferito questa agenzia perchè ha dei prezzi imbattibili!

Isola di Gran Canaria: come muoversi fra le isole?

Se avete più di tre o quattro giorni non fatevi mancare una giornata in una delle altre isole vicine. Le isole Canarie sono tutte diverse, una dall’altra, e vi stupirà scoprirne la differenza paesaggistica ed architettonica (oltre che mentale) che si cela dietro un nome.

Tra le isole potete spostarvi con dei voli aerei low cost delle compagnie Binter Canarias e Canaryfly: se programmate il viaggio molto prima è meglio, perché riuscirete a pagare un volo davvero poco (cinquanta euro in tre vi sembra molto?)!

La compagnia Binter, con cui ho volato da Fuerteventura a Gran Canaria, per mezz’ora di volo offre anche merendina, acqua, salviette per le mani, giornale e caramelle a bordo! Gli aerei son piccolini (e con le eliche!) ma sono puliti e sicuri.

Tra le isole vi potete spostare anche in traghetto, anche se ci mette più tempo e non è l’ideale se avete solo pochi giorni.

Playa de Las Canteras, Gran Canaria
Street Art a Gran Canaria

Isola di Gran Canaria: cosa vedere?

L’isola di Gran Canaria non è solo mare e relax. Voglio precisarlo. Chi mi legge da un po’, sa che non amo particolarmente i luoghi dove vi è solo mare, spiaggia e cocktails. A Gran Canaria c’è un po’di tutto: spiagge molto belle e chilometriche, sentieri naturalistici surreali e paesi e paesini deliziosi ricchi di storia. Io vi consiglio di vedere:

Dune di Maspalomas.

Si trovano a Sud e sono l’attrazione turistica più visitata di Gran Canaria. Si tratta di un piccolo deserto di 400 ettari di origine marina ed in costante mutamento morfologico a causa dei venti costanti. Il paesaggio che si staglia verso l’Oceano è incredibile.

Le dune sfociano in una spiaggia che assieme a Playa des Ingles è tra le più frequentate dell’isola. La zona è stata dichiarata riserva naturale protetta in quanto anche oasi e dimora di flora e fauna che qui trovano condizioni ideali per svilupparsi.

Unico appunto negativo (che fa il tutto)… il paesaggio intorno, fatto di resort e alberghi che disturbano e deturpano il quadro immacolato.

Dune di Maspalomas, Gran Canaria
Dune di Maspalomas, Gran Canaria

Vegueta.

E’ la parte più antica di Las Palmas de Gran Canaria, dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1990. Mi sembrava di passeggiare nella antica Cuba: qui vanitosamente si susseguono case coloniali variopinte, su un pavimento acciottolato, balconi in legno e decorazioni sui generis.

Vegueta è stato il primo insediamento Canario da cui poi è partita la conquista delle Isole Canarie. Qui vi è anche la Casa Museo di Cristoforo Colombo ed il Museo Canario.

La domenica c’è un delizioso mercatino locale con artigianato, sapori, danze e musica.

Vegueta, Gran Canaria

[Leggi anche: Cosa vedere a Fuerteventura in pochi giorni]

Vegueta, Gran Canaria

Puerto de Mogan.

Oserei definirlo un villaggio dove concedersi una piacevole passeggiata tra case colorate, vicoli in fiore, meravigliosi bouganvillee ed un gran bel molo pieno di barche.

È conosciuto come “la piccola Venezia” perché di tanto in tanto vi si trova qualche ponticello con l’acqua che vi scorre sotto. È stupefacente la cura nei dettagli.

Peccato che sia molto caro… anche per un caffè!

Pico de Las Nieves e Roque Nublo.

Se la natura è il vostro chiodo fisso, questo percorso naturalistico (percorribile in auto) fa proprio al caso vostro. Noi ci siamo avventurati salendo su per i tornanti fra le montagne e quello che regala questo percorso è qualcosa di indimenticabile.

Eravamo circondati da monti, nuvole, laghetti e tanta vegetazione.

Ci siamo sentiti così pieni.

Da Pico de Las Nieves si arriva al Roque Nublo, una delle rocce più grandi al Mondo, alta circa 80 metri, da cui si può ammirare in lontananza il Teide di Tenerife (nelle giornate con cielo terso).

Un consiglio: fate benzina prima di salire su per le montagne; attenti ai tornanti senza protezione; cercate di scendere prima che sia buio, sulle montagne non ci sono lampioni.

Puerto de Mogan, Gran Canaria
Roque Nublo, Gran Canaria

Playa de Las Canteras.

Lasciatevi trasportare dal profumo dell’oceano che si avventa impetuoso sul bagnasciuga. Il lungomare di Playa de Las Canteras è un turbinio di gente, spiagge, attività, locali, surfisti, negozi oltre che di palazzi bizzarri e di street art.

Oltre tre chilometri di passeggiata. Nelle giornate più calde potrete rilassarvi in una delle sue spiagge ventilate ma mai deserte… anche con la bandiera rossa issata!

Alla fine di Las Canteras vi è l’Auditorium Alfredo Kraus, che funziona anche come teatro. Il design è particolare, è un faro affacciato sull’Oceano Atlantico.

Grotte.

Gran Canaria è famosa anche per le sue grotte: troverete musei, percorsi sotterranei, ristoranti e alloggi in grotta!

Il Parco Archeologico Cueva Pintada è una grotta-museo a circa 30 km da Las Palmas. E’stata scoperta alla fine del XIX secolo da un abitante locale. All’interno vi si trovano graffiti, simboli geometrici, reperti e videoproiezioni: oltre 50 case e grotte artificiali testimonianza della prima civiltà aborigena Guanche. Il museo è chiuso il lunedì, l’ingresso costa 6 euro.

El Solapon invece è un luogo sulle montagne, vicino Teror, dove si può soggiornare in una grotta dove si pensa che si siano insediati i primi abitanti dell’isola.

Se invece mangiare in una grotta vi affascina, vi consiglio di provare il cibo locale al Barranco de Guayadeque, una gola che solca la montagna, dove si trovano una serie di ristorantini che offrono cibo locale tipico.

Un altro luogo meraviglioso è il Cenobio de Valeron, un insieme di grotte fortificate costruite sempre dalle prime civiltà insediatesi a Gran Canaria, inizialmente utilizzato come granaio.

Las Palmas de Gran Canaria
Las Palmas de Gran Canaria

Isola di Gran Canaria: dove dormire.

Per il nostro viaggio a Gran Canaria abbiamo scelto di alloggiare a Las Canteras, praticamente di fronte a Playa Cicer, all’Avocado Surf Hostel.

La zona era spettacolare. Addormentarsi e svegliarsi con il rombare dell’Oceano non ha prezzo, soprattutto se ci si addormenta in una zona tranquillissima e silenziosa di notte, e ci si sveglia al mattino con un passeggio di tantissima gente in preda al relax, allo shopping, alla tintarella, al surf, a gustarsi un cafè con leche, o semplicemente a guardare l’Oceano e a prendersi tutte le sue vibrazioni positive.

L’Avocado Surf Hostel è un ambiente accogliente, familiare, pulito e colorato.

Avocado Surf Hostel, Gran Canaria
Gran Canaria

L’ostello dispone sia di camerate condivise che di stanze private, noi avendo una bimba di quattro mesi abbiamo provato entrambe le soluzioni e ci siam trovati molto bene. Le living room strabordano di oggetti, mappe e dettagli curati benissimo che un assiduo viaggiatore ama vivere: cartine geografiche, mappamondi, quadri, una libreria, lucine strane, fenicotteri, piantine di avocado ed una terrazza piena di tante cose affacciata sull’Oceano.

Nei week end l’ostello organizza anche barbecue, incontri e cene sociali dove cenare tutti assieme, condividendo esperienze, racconti e musica da tutte le parti del mondo. L’ostello è anche molto frequentato dai surfisti.

C’è una cucina comune, le toilette sono pulitissime ed il personale gentilissimo e accogliente. Oltre al fatto che potete rivolgervi in reception per attività con scuola di surf, yoga, parapendio, canoa o… per creare la birra!

Momenti in ostello, Gran Canaria
Trrazza dell’Avocado Surf Hostel, Gran Canaria

Buon viaggio!

Annalisa

Lascia un commento

Inserisci il codice di verifica: *

Inline
Inline