Sempre più spesso si sente parlare di anno sabbatico,

ma non è raro avere ancora qualche dubbio riguardo al suo significato.

Vediamo insieme chi può farlo e a cosa bisogna necessariamente pensare prima della partenza.

Cosa significa e chi può farlo?

L’espressione deriva dal termine ebraico “shabbat” (il giorno del riposo) e indica la decisione di prendersi un anno di pausa per dedicarsi completamente ai propri hobby, per svolgere delle attività di formazione o per fare attività di volontariato.

In Italia ma anche all’estero, infatti, sono sempre di più i ragazzi che decidono di “staccare la spina” subito prima dell’iscrizione all’università o dopo la laurea.

Chiunque può prendersi un anno di pausa: anche chi lavora può farlo, richiedendo un congedo della durata di 11 mesi (che l’azienda è libera di concedere o meno) per seguire un progetto o dedicarsi alle proprie passioni, pur conservando il posto di lavoro.

Gap Year: ecco come organizzarlo al meglio

Le mete ideali.

Le mete più gettonate sono luoghi lontani come la Nuova Zelanda, il Canada, gli Stati Uniti e l’Australia, ad esempio.

Nella lista dei luoghi più scelti per il gap year non mancano anche alcune città europee intramontabili, come Londra e Berlino, ma di solito l’intenzione è quella di allontanarsi il più possibile dal proprio stile di vita per intraprenderne un altro, imparando a conoscere nuove culture.

È per questo motivo che sempre più spesso si sceglie di recarsi in Africa, Asia e America Latina (soprattutto Tanzania, Nepal, India, Thailandia e Argentina).

Gap Year: ecco come organizzarlo al meglio

L’importanza dell’aspetto finanziario.

Considerate le mete, meglio non sottovalutare mai l’organizzazione che riguarda l’aspetto finanziario dei mesi che si trascorreranno all’estero.

Il gap year potrebbe essere infatti difficile da sostenere se non si ha una bella somma da parte, ma ecco alcune soluzioni utili in questo senso:

– Fare lavoretti saltuari o partecipare a progetti organizzati ad hoc;

– Richiedere un prestito, informandosi prima sui requisiti necessari per ottenere un finanziamento su portali come Facile.it, ad esempio;

– Chiedere in anticipo una parte del TFR (se sono stati maturati almeno otto anni di anzianità).

Gap Year: ecco come organizzarlo al meglio

I vantaggi del gap year.

Una lunga pausa dalla routine come il gap year può essere un’ottima occasione da sfruttare al massimo per chiarirsi le idee sul proprio futuro, evitando di prendere decisioni affrettate riguardo alla facoltà da scegliere, ad esempio, o al lavoro da intraprendere.

Un’esperienza di questo tipo, infatti, può essere utilissima per conoscere il mondo e crescere culturalmente, ma soprattutto per conoscere meglio se stessi: l’indipendenza e la responsabilità necessarie in questo periodo in cui si è lontani dai propri punti fermi saranno sicuramente d’aiuto al ritorno alla routine.

Si tratta quindi di un’opportunità di crescita e di arricchimento personale davvero unica, che va organizzata e sfruttata nel miglior modo possibile.

Gap Year: ecco come organizzarlo al meglio

Annalisa.

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