Io penso che un buon viaggiatore, prima di migrare altrove, debba conoscere ed amare indissolubilmente la propria Terra, e che nonostante la voglia di andare, ogni ritorno a casa debba essere per lui gioia. Come in una promessa.

Un po’ come riuscire a star bene da soli prima di legarsi a qualcuno.

Così, da qualche tempo a questa parte, oltre ai miei viaggi in giro per l’Europa e per il Mondo, ho deciso di dedicare le prime Domeniche del mese alla scoperta della mia Terra, la Puglia. Come in una promessa!

Difatti, grazie al Decreto Franceschini, dal 2014 è prevista la gratuità del biglietto nei luoghi monumentali di proprietà dello Stato, quali parchi archeologici, musei, castelli, pinacoteche, giardini, scavi (nel post Prima Domenica del mese, elenco dei siti gratuiti trovate l’elenco dei siti che partecipano all’iniziativa).

Ed io ne ho approfittato per visitare tanti siti che non avevo mai visto, o che avevo visto tanto ma tanto tempo fa. Domenica scorsa, è stata la volta del Parco Archeologico di Egnazia, vicino Fasano, alle porte della Valle d’Itria.

Fra cespugli, urtiche e pruni, il Parco Archeologico di Egnazia – La Via Traiana
Fra cespugli, urtiche e pruni, il Parco Archeologico di Egnazia – La città romana

Visitare questo parco archeologico è stato come immergermi completamente nelle epoche antiche.

Mi immaginavo con un lungo abito bianco svolazzante ed i capelli lunghi al vento uscire di casa, passeggiare sulla via Traiana, guardare il mare all’orizzonte e la città alle mie spalle, incorniciata da un grande campo con ulivi secolari dai maestosi tronchi intrecciati e levigati a dominare la scena. Comprare del pane alla fornace, chiacchierare con le altre donne nella Piazza del Mercato, e poi superare la imponente basilica con i suoi colonnati e infine rilassarmi alle terme, tra mosaici meravigliosi ed il benessere del connubio delle temperature calde e fredde.

Parco Archeologico di Egnazia: storia delle dominazioni.

Gnathia, per i Messapi. Gnatia per i Romani. Egnatia per i Greci. Egnazia, oggi.

Una terra dalla posizione ottimale per gli scambi commerciali, tra la Via Traiana ed il porto.

E perciò, una Terra dominata da più popoli, a partire dall’età del bronzo, nel XV secolo a.C., quando Egnazia era solo un piccolo villaggio di capanne. Secoli dopo, nell’XI secolo a.C., l’età del Ferro, fu occupata dagli Iapigi, popolazione di provenienza balcanica; ancora, nell’VIII secolo a.C. fu dominata dai Messapi e per finire, nel III secolo a.C., dai Romani.

Il Parco Archeologico e soprattutto il Museo, hanno chiare testimonianze provenienti da tutte queste epoche.

Parco Archeologico di Egnazia: storia degli scavi.

In antichità, per la sua vantaggiosa posizione geografica per gli scambi commerciali, già ne parlavano famosi autori come Strabone, Plinio e Orazio. Nel 1561 Leandro Alberti accennava a “i vestigi dell’antica città di Egnazia fra cespugli, urtiche e pruni”.

Nel Seicento Giovanni Paglia testimonia il rinvenimento di sepolture con ricchi corredi funerari.

Si deve a Francesco Pratilli la prima piantina di Egnazia, risalente alla metà del Settecento, che evidenziava già il criptoportico e la necropoli sul versante della costa. Nel 1882 Ludovico Pepe cura la pubblicazione della descrizione delle strutture di Egnazia.

Le ricerche ufficiali iniziano nel 1912, approfondite poi negli anni Sessanta – Settanta e poi nel 2001, a cura dapprima del Direttore dell’Ufficio Scavi e del Museo Nazionale di Taranto, e poi dell’Università di Bari.

Oggi, il Parco Archeologico è grande quindici ettari.

Fra cespugli, urtiche e pruni, il Parco Archeologico di Egnazia – Parte comunicante con le terme
Fra cespugli, urtiche e pruni, il Parco Archeologico di Egnazia – Resti della Basilica

Parco Archeologico di Egnazia: come visitarlo?

Il Parco Archeologico si suddivide nell’antica città romana, nella necropoli, nell’acropoli e nel museo archeologico.

Prima di arrivare nella città romana potete visitare la Tomba delle Melegrane, tomba a camera scoperta nel 1971, saccheggiata. La bellezza di questa tomba sta nel suo ingresso, una porta costituita da due monoliti ancora perfettamente girevoli, e dagli affreschi che si trovano sul soffitto. Le melegrane erano il simbolo della vita ultraterrena.

La città romana  è la parte più estesa dell’intero Parco archeologico, ed è stata conservata benissimo, nonostante i secoli e nonostante le intemperie. Si possono osservare i resti delle case, delle basiliche paleocristiane, della piazza del mercato, dell’anfiteatro, della Via Traiana, della fornace, del criptoportico e delle terme. A tratti si possono ancora vedere rimanenze delle pavimentazioni a mosaico.

Qui è facile, durante la passeggiata, divertirsi ad immaginarsi ai tempi dell’epoca romana, a rivivere in questa città, con i costumi e le usanze dell’epoca, immersi nel verde dei campi pugliesi affacciati sul mare brindisino.

Fra cespugli, urtiche e pruni, il Parco Archeologico di Egnazia – Via Traiana e piazza del mercato

La necropoli  messapica si trova alle spalle del museo. E’ stata rinvenuta durante gli scavi degli anni Settanta. Si son scoperti tre tipi di sepoltura, a seconda del ceto sociale delle famiglie: vi sono tombe a fossa, a semicamera e a camera. Alcune di queste tombe contengono addirittura degli affreschi, sicuramente appartenente a delle famiglie ricche. Nel Medioevo, alcune tombe a camera son diventate vere e proprie abitazioni. Alcune tombe sono visitabili all’interno.

L’acropoli  domina l’antica Egnazia dall’alto. E’ delimitata da una cinta muraria che anticamente aveva funzioni difensive e sorge sulla collina, a picco sul mare. L’acropoli ospita gli insediamenti più antichi, messapici, risalenti al IV secolo a.C.

Il Museo Archeologico di Egnazia è grande “solo” 1200 metri quadri, tradotti in tredici sale di esposizione! Qui son stati esposti tutti i reperti rinvenuti dagli scavi: anfore, vasi, monili, conchiglie, corredi funebri, sculture, mosaici, piatti, oggetti vari. E’ sconcertante appurare che anche in età antica l’uomo cercava l’arte, la bellezza, con la scultura, la pittura, l’intaglio. Alcuni vasi hanno delle decorazioni meravigliose, curate in ogni minuscolo dettaglio.

Fra cespugli, urtiche e pruni, il Parco Archeologico di Egnazia – Panoramica sulla città romana
Fra cespugli, urtiche e pruni, il Parco Archeologico di Egnazia – Le terme
Fra cespugli, urtiche e pruni, il Parco Archeologico di Egnazia – Le Terme
Fra cespugli, urtiche e pruni, il Parco Archeologico di Egnazia – Le tre Grazie, resto del mosaico della basilica

Parco Archeologico di Egnazia: qualche informazione utile.

Il Museo è aperto dalle 8.30 alle 19.30.

Il Parco Archeologico è aperto a Marzo dalle 8.30 alle 17.30; da Aprile a Settembre dalle 8.30 alle 19.15; ad Ottobre dalle 8.30 alle 18; da Novembre a Febbraio dalle 8.30 alle 16.30.

La Tomba delle Melegrane è aperta dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Il biglietto d’ingresso costa 8 euro intero, 4 euro ridotto.

La prima Domenica del mese l’ingresso è gratuito.

Parco Archeologico di Egnazia: nei dintorni…

Nei dintorni potresti visitare Polignano a Mare, Monopoli, Alberobello, le Grotte di Castellana, Locorotondo.

Buona scoperta!

Annalisa

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