Tra vicoli e valli, fascino e adrenalina.

Nel cuore della Basilicata si ergono, imponenti, in un territorio che mescola folti boschi di querce a tratti brulli e rocciosi, le Dolomiti Lucane, rinominate localmente come i “giganti buoni”. Si tratta di un gruppo montuoso che domina la Val Basento, la cui nascita risale circa a 15 milioni di anni fa, quando, nel mare, si formarono le arenarie di cui oggi sono costituite le rocce.

Le cime scoscese delle Dolomiti sono state cosi’ tanto modellate dall’azione millenaria degli agenti atmosferici, che han formato delle guglie acuminate e delle sagome bizzarre, tanto da attribuire nomi fantasiosi a ciascuna roccia: l’aquila reale, l’incudine, la grande madre, la civetta. Benché le guglie risultino quasi prive di vegetazione, si trovano interessanti specie di piante quali la valeriana rossa, la lunaria annua, l’onosma lucana. Negli anfratti più inaccessibili, han trovato il loro habitat splendidi esemplari di nibbio reale, gheppio, falco pellegrino.

A ridosso delle Dolomiti Lucane sono arroccati i graziosi borghetti di Castelmezzano e di Pietrapertosa. Di dominazione Saracena, poi Longobarda e Normanna, entrambi hanno conosciuto l’emigrazione dei popoli dopo il fenomeno del brigantaggio. Oggi, con circa rispettivamente 815 e 1100 abitanti, essi rientrano nel circuito dei duecento borghi più belli d’Italia. Passeggiando e perdendosi tra i loro stretti vicoli, si rimane esterrefatti dalle caratteristiche case in pietra arenaria incastonate tra le nude rocce, che sembran quasi disegnate; dalle costruzioni a terrazzamento tipicamente di mano longobarda; dai caffè con i tavolini affacciati sul panorama mozzafiato della valle del Basento, condito con i fiori stagionali dai colori vivaci; dalle storie degli abitanti del posto, che raccontano dei matrimoni come feste che coinvolgono addirittura tutto il paese; e, soprattutto, dai volti vissuti che s’incontrano sulle panchine in pietra dei borghi, o nelle piazze: imbronciati, divertiti o quasi curiosi al passaggio dei turisti, gelosi e conservativi riguardo la propria terra, per tanto tempo restata in incognita agli occhi di tanti.

Difatti, proprio Castelmezzano è stata annoverata dalla Budget Travel Magazine come uno dei borghi sconosciuti più belli al mondo. I due borghi sono comunicanti attraverso il Percorso delle Sette Pietre: Rosanna Tolla, guida turistica della Pro Loco di Castelmezzano, ci parlava di una “passeggiata letteraria” di circa due chilometri, che rievoca il racconto dello scrittore Mimmo Sammartino, “Vito balla con le streghe”. Lungo il sentiero, immerso nella natura, la narrazione si traduce in forme visive, sonore ed evocative, snodate in sette tappe, ognuna con una parola chiave che permette di seguire il filo logico del racconto: destini, incanto, sortilegio, streghe, volo, ballo, delirio.

I due borghi, che prima godevano di un invidiabile anonimato, sono diventati meta indiscussa di migliaia di visitatori da quando essi offrono un’esperienza sensoriale non indifferente che anche alcuni ultraottantenni residenti sul posto non si sono lasciati sfuggire: il Volo dell’Angelo. Vi è un cavo d’acciaio che collega Castelmezzano al borgo di Pietrapertosa, grazie al quale è possibile sorvolare la vallata imbragati ad una carrucola, a 800 metri d’altezza e a 120 chilometri orari. Un’esperienza adrenalinica da brivido, per poter ammirare i “giganti buoni” anche da un’altra prospettiva. Da qualche tempo, inoltre, è possibile volare anche in coppia, previa prenotazione. Trovate tutte le informazioni utili sul loro sito: https://www.volodellangelo.com/

Inoltre, è anche possibile percorrere la via ferrata: si tratta di due percorsi attrezzati che si diramano lungo le pareti rocciose delle Dolomiti Lucane, rispettivamente Salemm, più panoramica, verso Castelmezzano, e Marcirosa, più tecnicamente difficoltosa, verso Pietrapertosa. A congiungere i due percorsi, vi è il suggestivo Ponte Nepalese, lungo 72 metri e sospeso a 35 metri di altezza. Per informazioni, basta contattare la Pro Loco di Castelmezzano.

Dove Dormire?

A Pietrapertosa, nella casa più fotografata di tutte le Dolomiti Lucane! Perchè? Perchè il numero civico si ripete clamorosamente su tutta la facciata della casa, in qualsiasi forma e decorazione, maniacalmente, anche sottoforma di potenze e radici quadrate!

Abbarbicato sulle rocce di pietra arenaria, al civico numero TRENTADUE di via Garibaldi, si erge un complesso di case tipico a terrazzamento: si tratta del B&B La Casa di Penelope e Cirene, dove ad accoglierci son stati i deliziosissimi Romano e Teresa, che ci hanno ammaliato con le loro storie ed i loro racconti di famiglia. Si tratta, difatti, di abitazioni familiari tramandate nei secoli: un arredamento rustico, semplice, condito da preziosissimi oggetti e documenti d’epoca, librerie di viaggio e meravigliose opere d’arte, a cui fanno da cornice degli incantevoli balconi a picco su tutta la valle. E, come direbbero loro: “certe notti è il posto più vicino alle stelle”. Da qui, difatti, ho goduto di uno strabiliante tappeto di stelle e di un cielo così carico di luci, da far intravedere tutta la Via Lattea.

Per informazioni cliccate qui: La Casa di Penelope e Cirene , o chiamare al numero 3383132196.

ENJOY!

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