Nella mia mente,

Piazza Tienanmen è sempre stato una sorta di luogo mitico, un nome che ha sempre evocato suggestioni lontanissime: uno spazio di geometrie marziali che incontrano la millenaria grazia dell’Impero Celeste, l’immensità degli spazi asiatici, le immagini di repertorio alla televisione che ci mostrano la forza di uno studente davanti l’avanzata dei carrarmati, lo sguardo di Mao-Tse-Tung fisso e immutabile su una Cina oggi sempre più sulla via di cambiamenti epocali.

Questa piazza si trova nel centro della città ed è facilmente raggiungibile prendendo l’avveniristica e affollata linea 1 della metropolitana di Pechino.

D’altronde, dopo Shanghai, Pechino rappresenta la seconda città più popolosa della Cina, contando più di 21.516.000 abitanti, qualificandosi di fatto anche come la seconda città più popolosa del mondo.

Immaginate più di un terzo della popolazione italiana tutta in una sola metropoli!

Come addentrarsi nella Città Proibita – Pechino, Cina

Sono scesa alla fermata della metro Tienanmen Ovest con un obiettivo ben chiaro: andare verso il lato nord della Piazza, attraversare la “Porta di Mezzogiorno” e addentrarmi così nella leggendaria “Città Proibita”.

Per molto tempo la Cina è stato per noi occidentali un luogo lontanissimo e indecifrabile. Il cuore più segreto ed inaccessibile del millenario Impero Celeste è stato per secoli proprio il Palazzo Imperiale delle dinastie Ming e Qing.

Il più grande palazzo mai edificato nell’antichità, noto al mondo con il nome di “Città Proibita”, è stato la dimora di ben 24 imperatori cinesi.

Ad oggi il palazzo rimane uno degli edifici antichi meglio conservati di tutta la Cina.

I lavori di costruzione di questo iniziarono nel lontano 1406 d.C. per terminare nel 1420 d.C.. Il suo nome deriva dal fatto che fino al 1949 l’ingresso alla Città Proibita era riservato solo e unicamente a chi apparteneva alla corte imperiale, ed era un luogo sacro che non poteva essere minimamente violato dall’irruzione di esterni.

La Grande rivoluzione culturale guidata da Mao-Tse-Tung ha cambiato in modo radicale la vita del popolo cinese e tra i tanti provvedimenti presi in quel periodo vi è stata anche l’apertura al pubblico della Città Proibita, oggi una delle mete turistiche più visitate al mondo.

Nonostante la Città oggi non sia più un luogo impenetrabile e avvolto dal segreto, per visitarla è bene comunque prendere qualche accorgimento.

Come addentrarsi nella Città Proibita – Pechino, Cina
Come addentrarsi nella Città Proibita – Pechino, Cina
Come addentrarsi nella Città Proibita – Pechino, Cina

Mi avvicino alla biglietteria, aperta dalle 08:30 alle 16:00.

Consiglio di fare attenzione perché in alcuni periodi dell’anno potrebbe chiudere alle 15.30. Un’ottima idea può essere anche quella di prenotare il biglietto online.

Parlando con il personale mi dicono che il tempo per la visita minimamente consigliato è di circa due o tre ore, ma data l’estensione del Palazzo si potrebbe dedicare una giornata intera (e anche più) ad ammirare tutte le sue stanze.

Si tratta infatti effettivamente di una città, di un complesso composto da circa 800 edifici, suddivisi in quasi 9.000 stanze, il tutto su un’estensione di ben 72 ettari.

Non so se sia più l’eccitazione o lo sconforto, pensando a quanto poco sia il tempo e quante siano le meraviglie nascoste tra queste mura.

Seguo un percorso guidato in inglese. La guida è molto gentile, affabile e preparata, ci spiega che la Città proibita si divide in tre grandi settori: quello della linea di difesa, la Corte Esterna e la Corte Interna.

Ci si inoltra, seguendo un ingresso dopo l’altro.

Come addentrarsi nella Città Proibita – Pechino, Cina
Come addentrarsi nella Città Proibita – Pechino, Cina
Come addentrarsi nella Città Proibita – Pechino, Cina

Tutto nella Città Proibita è simbolo, nulla è lasciato al caso.

I sapienti architetti mandarini avevano progettato tutto il complesso di edifici con l’intento di riprodurre sulla terra il “Palazzo Viola”, ovvero la dimora del Dio del Cielo, ricreando così nel mondo degli uomini la più alta armonia celeste.

Ogni stanza ha una funzione ben precisa, è riservata ad un determinato rito, illustrato in un complessissimo rituale di corte.

Una figura onnipresente è quella del dragone, l’animale leggendario beneaugurante simbolo del Celeste Impero, tanto che ancora oggi i cinesi si definiscono “Figli del drago”.

Se nella cultura occidentale il drago rappresenta un’entità demoniaca e distruttrice, in Oriente il drago è portatore di benessere, saggezza e prosperità. Questi animali mitologici sono un motivo ricorrente negli arredi della Città Proibita, basti pensare che nel solo Palazzo della Suprema Armonia se ne contano ben 12.654.

Davanti ad alcuni ingressi capeggiano dei grandi leoni grigi, un ornamento tipico della cultura cinese che vede in queste figure i guardiani della dimora che sono posti a sorvegliare. Fiero e imponente, il leone guardiano è una figura universale, basti pensare al corpo della Sfinge o alla Porta dei Leoni di Micene.

Persino l’architettura contemporanea ha conservato il leone come simbolo, tanto da costruire l’ingresso del casinò MGM Grand di Las Vegas con le fattezze della testa del maestoso felino.

Ogni ingresso conduce ad una miriade di altri possibili percorsi. Proprio considerando la grandezza sconfinata del luogo, il consiglio più grande che posso darvi è quello di concordare con la guida un percorso in linea con le vostre curiosità.

Mille cose attirano la vista, tutto splende e intriga, ma seguire l’istinto e passare da una stanza all’altra senza un filo preciso potrebbe portare a perdersi in un gomitolo di stanze.

Per questo è consigliabile anche vestire in modo comodo e indossare delle buone scarpe, indispensabili per ogni lungo cammino, che vi accompagneranno durante tutto il percorso. Una buona idea è anche quella di portarsi qualche snack, in modo da togliersi la fame durante la visita, mantenendo ovviamente sempre il massimo rispetto per il luogo che si sta visitando.

Come addentrarsi nella Città Proibita – Pechino, Cina

Addentrarsi nella Città Proibita sarà sicuramente più semplice per voi che per il nostro Marco Polo, ma posso assicurarvi che sarà comunque una splendida avventura che racconterete pieni di meraviglia.

Annalisa.

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