Chi segue la mia pagina Facebook, o chi mi legge da un po’, saprà già che la mia passione viscerale per il viaggio nasce dalla mia fantastica nonna: vedova, ottantenne, e soprattutto costante viaggiatrice, da sempre. Ha girato il Mondo in lungo e in largo, prediligendo lo slow travel: in bus dalla fredda Russia ai fiordi della Scandinavia, dalla verde Irlanda al grigiopaco Regno Unito, alla calda e ventilata penisola iberica, ai piatti brodosi dell’Est Europa. Dalle Canarie alle Baleari, al nostro bel Paese: insomma la sua casa brulica di guide di viaggio, souvenirs e calamite. Sono cresciuta così, ed è assolutamente il luogo in cui mi sento davvero a casa e ritrovo me stessa.

E per il compleanno di un’abituale viaggiatrice,

quale miglior regalo di una giornata fuori? 🙂

Abbiamo scelto di portarla alle Cascate di San Fele, un meraviglioso sito naturalistico al centro dell’Appennino Lucano, che vanta incantevoli paesaggi collinari e montuosi dove flora e fauna dominano indiscusse.

L’Associazione di volontari “U Uattenniére“, per la promozione e la valorizzazione del territorio locale, tramite dei lavori di ripristino e rivalutazione ha reso fruibile le cascate ai visitatori, adesso meta molto gettonata per una Domenica fuori porta. Le cascate in totale sono dieci, per un totale di cinque percorsi di difficoltà diversa: da quelli brevi e semplici, a quelli più lunghi e impegnativi, per poter permettere a chiunque di apprezzare al meglio l’unicità del paesaggio.

Tra estesi campi di grano, balle di fieno, dorate e vedeggianti colline che ondulano indisturbate dominate dai colori della Macchia Mediterranea, coltivazioni di camomilla e di ginestre che tingono i campi di giallo e di bianco, s’inerpica il torrente Bradano a fronteggiare diversi dislivelli di quota, formando le cascate, prima di confluire nel fiume Ofanto.

“U Uattenniére” è il nome locale con cui si identificano le cascate: è la trasposizione dialettale della “gualchiera“, ossia una macchina utilizzata in antichi opifici costruiti a ridosso delle cascate proprio per sfruttare la forza dell’acqua che, cadendo sulle pale di legno, metteva in movimento dei magli che battevano la lana grezza. Tramite questo marchingegno si rendeva la lana più pulita e più consistente, approntandola per le successive fasi di lavorazione.

I percorsi fra le cascate sono veramente molto rigeneranti, tra il rilassante canto degli uccelli, lo scrosciare lento dell’acqua nei ruscelli e veloce giù dalle cascate, colossali alberi imponenti che donano quel piacevole gioco tra luci ed ombre, ed un’aria fresca e pulita che gli abitanti delle città spesso dimenticano e necessitano. Costanti salite e ripide discese, accompagnate dai corrimano in legno quasi in tinta con il paesaggio.

Inutile raccontarvi della felicità della donna dai capelli d’argento:

“è stata una giornata indimenticabile!”, ripeteva ad alta voce.

Dopo il percorso, è possibile anche fermarsi per un picnic nell’area attrezzata nel bosco “Pozzo di Nitti”, dove il profumo della carne arrostita è talmente invitante da non riuscire proprio a passarci davanti senza una sosta. I volontari dell’Associazione sono disponibili anche nell’accompagnare i visitatori all’area picnic, e ad arrostirvi della buona carne!

Una visita la merita sicuramente il borgo di San Fele: casette dai tetti in coppi si susseguono su vicoli e viuzze tortuose, terrazze affacciate sull’infinito verdeggiare del posto, volti segnati dal tempo ti osservano con occhio minaccioso davanti al caffè del paese. Alle pendici di due monti imponenti che si innalzano a destra e a sinistra, a dominare le pianure e tutta la valle lucana. E poi santuari circoscritti da fioriture variopinte e variegate, freschi muri in pietra a delimitare spazi comuni dove oziano tranquilli i grandi del paese. Un paesotto dove regna sovrana la pace, il silenzio, ed il dolce suono della natura.

Riferimenti Associazione U Uattenniére:

Tel. 3475187398

www.cascatedisanfele.it

Qualche consiglio per le cascate: 

Indossare delle scarpe da trekking o da ginnastica, senza suola liscia, per evitare di incappare in cadute non desiderate. A volte il suolo è sconnesso e c’è bisogno di un appoggio sicuro; Portare con sé una riserva d’acqua di almeno un litro, alcuni percorsi durano più di un paio d’ore e non c’è la presenza di bar o di punti di ristoro; Non allontanarsi dai sentieri tracciati; portare a seguito un kway o un impermeabile.

Dove Dormire?

La Costa del Sole del simpatico Sig. Alfredo è sicuramente una sistemazione ad hoc per immergersi totalmente nel paesaggio incontaminato di San Fele, ad un prezzo modico ed un’accoglienza a cinque stelle.

Info : www.lacostadelsole.it

Come arrivarci?

Da Bologna, Pescara, Foggia, Bari, Brindisi: uscita Candela (A16), percorrere la SS401 in direzione Avellino, uscita Potenza/Atella/San Fele.

Da Roma, Napoli e Avellino (A16): immettersi sulla SS401 superando Calitri, uscita Potenza/Atella/San Fele.

Da Reggio Calabria, Taranto, Matera, Potenza, Salerno: percorrere SS407 Basentana per Potenza, uscita Candela/Melfi (SS658) in direzione Melfi. Uscita San Fele/Scalera.

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