Una piacevole Domenica d’Agosto, pomeriggio, Puglia.

Siamo incredibilmente liberi da impegni, eventi e viaggi.

Che fare, nella nostra amata Puglia?

C’è un posto, molto bello e selvaggio, dove ci piace sempre ritornare.

E’ il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, una vasta fetta di territorio pugliese conteso tra Gravina in Puglia, Altamura, Ruvo di Puglia, Corato, Spinazzola ed altri comuni minori.

La nostra scelta domenicale ricade su questo posto magico e quasi surreale, con una fitta vegetazione e dove anticamente si praticava la transumanza. I pastori con i loro greggi, in pellegrinaggio, percorrevano per mesi le vie chiamate “tratturi” e trovavano ospitalità negli jazzi.

In particolare, abbiamo deciso di fare un’escursione nel Bosco Scoparella, a circa 12km da Ruvo di Puglia, per scoprire lo Jazzo del Demonio e per immergerci nella più autentica macchia mediterranea, con profumi e scorci naturalistici rilassanti, a trasmetterci vibrazioni positive.

Bosco Scoparella e Jazzo del Demonio: il territorio.

Il Bosco Scoparella è il bosco di latifoglie più importante del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Le specie arboree predominanti sono la roverella ed il cerro. Nel sottobosco si trovano anche le specie arbustive quali il lentisco, il biancospino, il terebinto, il caprifoglio. Questi boschi sono collegati alle aree costiere attraverso le lame, ossia solchi erosivi scavati dalle acque.

In alcune zone di questo territorio crescono anche delle orchidee spontanee, che fioriscono in primavera e colorano la steppa. Qui sono state scovate due specie nuove: Ophyris murgiana e Ophyris peucetiae.

Il nome Bosco Scoparella deriva da una specie di pianta che cresce in questa zona con cui anticamente venivano fabbricate le scope.

Bosco di Scoparella e Jazzo del Demonio, escursione nella Murgia Pugliese
Bosco di Scoparella e Jazzo del Demonio, escursione nella Murgia Pugliese

Bosco Scoparella e Jazzo del Demonio: cosa è uno jazzo?

Lo jazzo è un particolare recinto per pecore di uso comune nel territorio della Murgia e del Gargano, costruito lungo i tratturi e destinato al ricovero temporaneo delle pecore durante il lungo viaggio della transumanza.

L’origine del nome jazzo è piuttosto incerta: potrebbe derivare dal latino iaceo, che significa giacere. L’etimologia deriverebbe dal fatto che queste strutture costituivano delle stazioni idonee a tutte le attività connesse alle soste dei pastori e delle greggi durante la transumanza.

È costruito generalmente in pendenza, per favorire la ventilazione e il deflusso delle acque e dei liquami. È caratterizzato anche dall’essere esposto a sud, per garantire il riparo dai freddi venti settentrionali, poiché i pascoli pugliesi erano utilizzati nella stagione fredda.

La struttura è costituita da un muro principale di recinzione, più alto e robusto, e da muretti minori che suddividono l’area interna in vari scomparti. La costruzione è in pietra a secco, ricavata sul posto dallo spietramento del suolo.

Un dettaglio interessante è la presenza dei paralupi, una specie di fregio lungo il coronamento superiore dell’alto muro perimetrale, costituito da una serie continua di lastre di pietra infisse orizzontalmente nella muratura, come una lunga mensola sporgente verso l’esterno. Questo espediente impediva l’accesso ad animali predatori capaci di arrampicarsi, come i lupi.

[Fonte: Wikipedia]

Bosco Scoparella e Jazzo del Demonio: il sentiero.

Il sentiero per raggiungere lo Jazzo del Demonio è breve, poco sconnesso e molto facile da percorrere. E’ lungo circa 3 chilometri (andata e ritorno) ed è nutrito di querce e da un folto bosco. All’inizio del sentiero vi è un parcheggio libero dove poter lasciare l’auto.

Una volta arrivati allo Jazzo del Demonio, vi consiglio di affacciarvi in una delle porte per curiosarci dentro. Di fronte allo jazzo, una imponente e secolare quercia domina il paesaggio: potrete fermarvi lì per una pausa ristoro, ci sono delle panche in pietra ed un tavolino.

Noi abbiamo voluto abbracciare la quercia per prendere tutta la sua energia.

Bosco di Scoparella e Jazzo del Demonio, escursione nella Murgia Pugliese
Bosco di Scoparella e Jazzo del Demonio, escursione nella Murgia Pugliese
Bosco di Scoparella e Jazzo del Demonio, escursione nella Murgia Pugliese

Bosco Scoparella e Jazzo del Demonio: la leggenda.

Perché si chiama Jazzo del Demonio?

Si narra che anticamente, due pastori di nome Rocco e Biagio, si rifugiarono in queste mura per la notte, con il loro gregge. C’era molto vento fuori. Il loro fuoco era flebile.

Un mendicante si affacciò nello jazzo chiedendo ospitalità, ed i pastori lo accolsero. Man mano che la fiamma si faceva più forte, i due pastori si accorsero che il mendicante aveva le mani di chi non aveva mai lavorato, e al posto dei piedi aveva degli zoccoli.

Impauriti, riconobbero in lui un demonio ed iniziarono a farlo retrocedere con un crocifisso, fino a che egli sparì. Il giorno seguente i due pastori trovarono tutto il gregge ucciso, e nella bocca di un loro cane trovarono il mantello del demonio.

Buon trekking!

Annalisa

Lascia un commento

Inserisci il codice di verifica: *

Inline
Inline