Nel racconto del mio tour in Norvegia,

vi ho parlato anche dell’agognato sogno che nutrivo sin da piccola: scoprire questa Terra, girare tra i suoi fiordi. Un giorno mia nonna, assidua viaggiatrice seriale da cui ho ereditato il gene, e con una libreria di viaggio grande quanto un salotto, mi fece sfogliare il programma di quello che da lì a poco sarebbe stato il suo prossimo viaggio on the road.

Assieme al programma di viaggio c’era una brochure che illustrava tutti i luoghi che avrebbe visitato. Tra le mie mani sembrava avessi una guida per la felicità. Fiordi, colline, casette con il tetto spiovente e le finestrelle quadrate, tavoli in legno in riva al lago per i picnic.

Piacere di conoscerti, Norvegia.

Crescendo, il mio Amore per i viaggi e la mia sete di scoperta andavano via via evolvendosi in una vera e propria malattia da wanderlust 🙂 e rimembrando le vecchie immagini di mia nonna mi sono documentata sulla Norvegia, ho fatto ricerche, ho letto dei suoi posti sconfinati e meravigliosi.

Mi sono imbattuta in una fotografia di Trolltunga, e alla fine si, ho deciso di partire per far sì che essa non fosse solo una pura utopia, agognata sin dalla tenera età.

Durante il mio tour ho fatto tappa anche a Bergen, questa deliziosa cittadina in riva al fiordo che mi ha così sorpresa. Sono arrivata a Bergen con la Bergensbanen, la tratta ferroviaria che in sette ore la collega ad Oslo e che è considerata una delle tratte ferroviarie più spettacolari al mondo.

Giornate a Bergen, tra il profumo del pescato e quello del legno bagnato dalla pioggia.

L’arrivo a Bergen, per qualsiasi viaggiatore, non è mai dei migliori.

Bergen difatti è per antonomasia il paese più piovoso della Norvegia.

Piove 320 giorni l’anno.

Passeggiando sul molo l’odore del pescato è seducente, inebria le strade, pervade le narici: merito dei Fiskertorget, i mercatini del pesce che puntellano il molo, offrendo al viaggiatore i più svariati piatti di pesce fresco a prezzi (non) indifferenti.

La tipicità del posto è il granchio reale, oltre al salmone selvatico, alla zuppa di aragosta e, udite udite, alla balena che ho assaggiato (è secca!). Il prezzo medio di un piattino misto con gli assaggi è di 12 euro a testa, un po’caro, ma è un’autentica prelibatezza.

Fiskertorget – Giornate a Bergen, tra il profumo del pescato e quello del legno bagnato dalla pioggia.
Fiskertorget – Giornate a Bergen, tra il profumo del pescato e quello del legno bagnato dalla pioggia
Piattino di assaggi – Giornate a Bergen, tra il profumo del pescato e quello del legno bagnato dalla pioggia

Costeggiando i Fiskertorget si scorge l’anima vera e propria di Bergen, il Bryggen.

Bryggen è il quartiere storico di Bergen, detto anche quartiere anseatico, in quanto in passato alcuni mercanti tedeschi (gli Hansa) fecero di Bryggen la capitale del commercio marittimo Norvegese.

Ho adorato Bryggen per la sua storia, per le sue architetture, per quel caratteristico e adorabile odore di legno bagnato dalle incessanti piogge Norvegesi, che solleticava le narici durante la passeggiata. Per gli indumenti in lana venduti su banchetti ambulanti.

A primo impatto, appare come un susseguirsi di edifici variopinti con i tetti spioventi, agghindato da negozietti, locali e ristoranti molto rustici. Ma per capire meglio la storia di Bryggen bisogna addentrarsi nelle stradine e nei vicoli che costeggiano gli edifici. E’ clamorosamente tutto costruito in legno.

In passato, le stradine brulicavano di botteghe di artigiani o di piccole attività commerciali manifatturiere. Dopo gli svariati incendi che hanno colpito Bryggen, sono rimasti solamente 61 edifici, tutti ristrutturati secondo dei metodi che hanno lasciato quasi intatte le strutture “primarie” di legno.

Bryggen – Giornate a Bergen, tra il profumo del pescato e quello del legno bagnato dalla pioggia.
Bryggen – Giornate a Bergen, tra il profumo del pescato e del legno bagnato dalla pioggia
Bryggen – Giornate a Bergen, tra il profumo del pescato e quello del legno bagnato dalla pioggia

Di Bergen ne ho amato anche le sue sette montagne delle quali è circondata.

Ne ho amato la salita con la funicolare Floibanen, la sua veduta dal monte Floyen, il sentiero escursionistico che ho percorso tra i tanti a scelta, tra la pioggia e sprazzi di Sole. Il pezzo di terra dove mi sono seduta a contemplare cotanta meraviglia, incredula di esserci arrivata.

Piacere di conoscerti, Norvegia.

Non sei più utopia.

Veduta dal monte Floyen – Giornate a Bergen, tra il profumo del pescato e quello del legno bagnato dalla pioggia.

Annalisa.

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