Questo è un post abbastanza prolisso.

Ma scritto con il cuore.

E, se deciderete di leggerlo tutto, sarà solo perché siete sensibili davvero alle meraviglie di Madre Natura, al loro fisiologico corso degli eventi e all’evoluzione non condizionata. Oltre all’amore che può legarvi indissolubilmente ad animali dolcissimi quali sono i delfini e che vi porta a voler fare un’esperienza con loro.

Qualcuno di voi già lo sa, lo avrà letto, sarà stato d’accordo o si sarà anche fatto una grassa risata. Durante il mio viaggio a Cuba, sono malauguratamente capitata per qualche giorno a Cayo Santa Maria.

Dico malauguratamente perché, a saperlo, non ci sarei mai andata e non avrei mai perso del prezioso tempo in quel modo. E così son ri-fuggita con foga all’Havana in una casa particular dove ci vivevano un cubano con la sua fidanzata.

Perché vi dico questo? Per due semplici motivi.

Il primo lo conoscete già.

È la mia costante sete di scoperta e di conoscenza profonda radicata in luoghi e popoli. Sono stata a Cuba alla ricerca della sua vera anima, di cui vi ho parlato con il cuore e la penna in mano.

Angoli di Havana ~ Bagno con i delfini: perchè non farlo.

Nulla da togliere al mare Caraibico, per carità, è uno dei più belli che abbia mai visto in vita mia. Ma il Cayo è un ex isolotto selvaggio sperduto nel mezzo dei Caraibi, che adesso è solo un novello Mondo a sè, artificioso e finto, ornato di resort europei sterili e vuoti che di Cuba non hanno proprio niente. Solo la fitta foresta intorno. E il divino mare.

E basta.

Addio cucina tipica, case particular, panettieri sui cavalli e fruttivendoli ambulanti con le mosche sulla merce. Addio musica dal vivo e ballate ad ogni angolo, addio fatiscenza e architettura coloniale:

benvenuto omologato consumismo.

Il secondo motivo è l’aver incontrato da vicino questi piccoli grandi animaletti giocherelloni, il motivo per il quale siete capitati su questo post: i delfini. Annoiata a morte dal resort, decisi di sfogliare le proposte d’escursione, ed il “bagno con i delfini” si era rivelata la soluzione più intrigante.

Fino a che non ho conosciuto la loro vera e cruda realtà.

Bagno con i delfini: perchè non farlo.
Bagno con i delfini: perchè non farlo.

I delfini sono animali dolcissimi.

Accarezzare la loro pelle, la loro lingua, è stata un’emozione senza precedenti. Poterli abbracciare, potergli dare del cibo, farmi trascinare in un girotondo nelle acque mentre la loro grande coda fluttuava vicino al mio corpo è stato davvero indescrivibile. Unico.

Tanto che ti ci affezioni così presto che non vorresti più lasciarli andar via.

Ma io non rifarò mai più un bagno con i delfini.

Il delfinario è una realtà così triste e contraffatta.

Venduta con il sorriso.

Mi irritavano i fischi dell’istruttore, e non mi capacitavo all’idea che i delfini rispondessero ai suoi comandi così obbedientemente.

Bagno con i delfini: perchè non farlo.
Bagno con i delfini: perchè non farlo.

Dopo l’adrenalina dei miei dieci minuti di gloria pagati 100 euro mi son guardata attorno. E mi son documentata. Quelli non erano delfini veri. Anche quelli avevano l’anima finta, artefatta e danneggiata dalla mano dell’uomo.

Secondo un’indagine della Peta, e poi della Humane Society, nei delfinari, i delfini, che in condizioni naturali nuotano in grandissimi spazi aperti, sono costretti a vivere e a nuotare in piscine recintate e piccolissime.

Vengono cibati con pesce surgelato che provoca carenza di vitamine. La maggior parte dei delfini in cattività ha un’aspettativa di vita dimezzata rispetto ai delfini in libertà. A molti di questi vengono somministrati antibiotici, farmaci e integratori.

Dalla loro tenera età, vengono privati dell’habitat naturale e sverginati dalla loro anima per poter esser oggetto d’attrazione turistica.

Un po’ come gli elefanti in Thailandia.

Bagno con i delfini: perchè non farlo.

Mi sono promessa di non aver più a che fare con una realtà del genere.

Piuttosto, preferisco optare per realtà più ecosostenibili che favoriscono l’incontro ravvicinato con questi teneri esserini nella propria casa.

Date un’occhiata al post in cui vi parlavo di un’escursione con i delfini in Puglia ecosostenibile.

Con il cuore,

Annalisa.

2 Comments

  1. Capisco le tue perplessità, e apprezzo molto il fatto che tu dopo ti sia documentata…Ho adocchiato un’escursione in Grecia dove il contatto con i delfini è in mare aperto, non si tratta di animali in cattività. Non mancherò di approfondire e nel caso sia effettivamente così, di darti tutti i dettagli se vorrai ripetere l’esperienza ma in modo differente! Anche io adoro questi animali!

  2. Concordo con te, anch’io evito come la peste le attrazioni che hanno gli animali come protagonisti, a meno che non si tratti di osservarli nel loro habitat naturale senza avvicinarsi. Capisco i sentimenti contrastanti, da un lato può sembrare emozionante nuotare con i delfini ma dall’altro ti rendi conto di tutte le cattiverie che sono costretti a subire per soddisfare i bisogni narcisisti dell’uomo

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