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Annalisa De Chirico

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Saudade. Quando ripenso alla mia prima volta in Portogallo, in una calda e accogliente Lisbona, mi sovvengono cimeli di giornate vissute intensamente. Tra il suono melanconico del fado che riecheggia nei stretti saliscendi di Baixa Chiado; il seducente profumo di cannella delle Pasteis de Nata lungo tutto il viale che porta a Belem; la poesia dei tram gialli e rossi che s’inerpicano in minuscole stradine che poi si aprono in Miradouro sconfinati; il tappeto di tegole rosse in terracotta che sposano cromaticamente l’azzurro Tago e le verdi colline; le piazzette popolari di Alfama, i mercati rionali, la gente del posto; gli azulejos che ornano edifici e facciate rendendo il tutto un po’ più… poesia. Poesia : è così che ho lasciato Lisbona, ed è così che l’ho ritrovata poi la seconda volta, quando ho deciso di tornarci prima di partire per il Cammino di Santiago Portoghese. E allora, ancora saudade:…

Agosto 2014. Il fedele backpack da 40LT; un amico di vecchia data; tante ricerche e tutti i buoni consigli di chi c’è già stato. Un volo low cost, un’immagine di un luogo bellissimo che ti è capitato di guardare per caso e di cui ti sei letteralmente innamorato sin da piccolo; le tue ferie estive; e poi mappa, penna, sito della ferrovia Norvegese e qualche ostello per backpackers con camere condivise. Un K-WAY, una macchina fotografica, un paio scarpe da trekking e via: on the road, per la tanto agognata Norvegia. Questo è il racconto delle nostre giornate attraverso il bucolico Paese dei Fiordi, con il nostro zaino in spalla, in preda ad una Terra da visitare e ad un sogno da realizzare. Un sogno chiamato Trolltunga.《Sarebbe da stupidi, passare una vita intera a desiderare qualcosa senza mai agire》, recitava il buon Blow. In questo post vi fornirò alcune informazioni pratiche sulle…

Nel mio scorso articolo, vi ho largamente parlato del mio ritorno in Albania, e del mio Amore smisurato per questa Terra paesaggisticamente versatile, ma quasi sconosciuta e, ormai, etichettata con pregiudizi e storie non più realmente esistenti. Vi spiegavo, anche, che il miglior modo per scoprirla è guidando con la propria auto o, meglio ancora, con una moto. Questo permette di abbreviare il tempo di percorrenza sugli autobus o sui Furgon (trasporti locali di privati con orari random), ideale per pochi giorni a disposizione, e di potersi fermare dove si vuole. La condizione delle strade non è così pessima come descritta in alcuni blog:  come per l’Italia, anche l’Albania ha delle strade percorribili tranquillamente, e strade un po’ meno popolate e quindi tenute malissimo, ma non allarmatevi. L’autostrada in Albania non esiste, potrete al massimo trovare delle super strade che sono come le nostre comuni statali, a due corsie per…

Buon vento Viaggiatori! Se siete atterrati in questo post, è perché siete incuriositi dai delfini, questi simpatici e dolcissimi esserini giocherelloni che ho avuto modo di conoscere da vicino durante il mio viaggio a Cuba, e soprattutto perché vorreste fare l’esperienza di un incontro ravvicinato con loro. Giusto? Ma, attenzione. Tengo a farvi una piccola premessa. Come spiegavo in un mio vecchio post, intitolato “Bagno con i delfini: perché non farlo”, ho promesso a me stessa, nonostante l’emozione indescrivibile che ho provato nuotando con i delfini, toccandoli con mano e abbracciandoli a me, di non aver più a che fare con realtà crude e artefatte come quelle dei delfinari. Presa dall’adrenalina dell’incontro, la mia anima in fermento non ha battuto ciglio dinanzi alla proposta. Ma mentre ero in acqua con loro, e li osservavo obbedire a qualsiasi ordine impartito dall’uomo, qualcosa dentro me è cambiato. L’entusiasmo si è spento pian…

Quando mi sono approcciata per la prima volta al mondo del Cammino, ossia del viaggio lento a piedi, ero molto, molto scettica. Nonostante il mio Amore spassionato per la natura e per il viaggio, il cammino a piedi per lunghe tratte mi spaventava, e non poco. Avevo paura di non farcela, di fallire. Iniziai a camminare con un’associazione locale pugliese che proponeva dei Cammini su tratte medio lunghe in alcune zone molto belle e caratteristiche della mia adorata Puglia, che attraversavano boschi, strade sterrate, la Murgia, la costa. Mi misi alla prova. Percorrevamo dai 25 ai 30 chilometri al giorno. Era soddisfacente, e quasi sorprendente, tornare a casa stanca, ma vincente. E proprio in quelle occasioni, ho avuto modo di conoscere delle persone speciali, che passo dopo passo, cammino dopo cammino, mi hanno raccontato le loro storie, storie di cammini, mi hanno conquistata, ammaliata, mi hanno aperto il cuore. Ed involontariamente, mi…

In un vecchio post, vi parlavo di come l’Irlanda non abbia tradito le mie aspettative, confermandosi la Terra più verde che io abbia mai visto. Al rientro, ne scrivevo così: Dolci colline verdi che ondeggiano, che li’ che dove la Terra finisce fanno spazio all’Oceano aperto; immense praterie immacolate, distese d’erba e natura incontaminata, casette bioecologiche con il tetto tegolato ed il proprio orticello sul retro; cottage in calce bianca con le finestre minuscole ed i tetti in paglia; strade piccole che collegano i paesotti, e ai loro margini solo vegetazione lussureggiante; scogliere altissime con strapiombi vertiginosi a picco sull’Oceano; all’orizzonte solo l’infinito blu del mare; zone gremite di megaliti, castelli, monasteri o grandi magioni di campagna; e la sera l’allegria, le anime in festa, musica tradizionale suonata in “sessions” e sorrisi, e fiumi di birra. In viaggio per la tanto agognata Scozia, leggevo di miti e leggende celtiche scozzesi;…

Come vi spiegavo in questo post di riflessioni e pensieri su Cuba, di questa Terra ne ho amato l’anima. L’anima vera, l’anima autentica e primordiale, la leggevo negli occhi dei guajiros, nelle loro rughe, nella loro pelle, nelle loro lente movenze. La ascoltavo nella loro musica, ogni giorno, ogni notte, a suon di percussioni e ritmi caraibici. La ammiravo nei colori vivaci delle loro case, dei loro abiti, delle loro vecchie auto. La assaporavo perdendomi nelle campagne selvagge o guidando verso la Sierra Escambray. Di pensieri sparsi su un viaggiatore in Terra Cubana ne ho buttati giù molti in quel post, oggi però voglio soffermarmi sull’aspetto più avventuroso, più naturalistico ed emozionante che Cuba può trasmettere. Durante le mie giornate a Trinidad, guardando le mappe mi sono incuriosita guardando le vicine montagne, e leggendone il nome già così invitante di suo, ho deciso di partire per un trekking nella foresta…

Paradisiache Phi Phi Islands: proprio così.  Dopo la mia permanenza a Bangkok, una città a tratti soffocante, a tratti quieta e rigenerante, e dopo il mio tour in Thailandia del Nord, ho preso un volo interno per Phuket perché desideravo da una vita scoprirla, perdermi nella sua città antica, farmi un giretto sulle sue spiagge e vivere la rinomata vida loca notturna di quelle zone. Una delle motivazioni che mi ha spinto a visitare Phuket è stata anche la vicinanza alle Phi Phi Islands e alla James Bond Island, due delle più famose mete turistiche della Thailandia del Sud. Entrambe mi hanno stuzzicata sin da quando ho visto le loro fotografie per la prima volta, entrambe mi son molto piaciute in quanto assolutamente selvagge e disperse nel mare delle Andamane, entrambe mi hanno nel contempo delusa (cosa che mi aspettavo chiaramente) per la loro alta concentrazione di turisti e viaggiatori…

Chi mi legge da un po’, sa che il mio folle e imperterrito gene viaggiatore proviene da un’anziana signora dai capelli argentati che si è girata il Mondo in lungo e in largo, mia nonna. E proprio con lei, qualche anno fa, ho scoperto un piccolo e meraviglioso pezzo di Puglia a me totalmente sconosciuto. E siamo state così contente. Sì, perché la tanto oggi rinomata Polignano a Mare, fino a qualche tempo fa era una dimensione completamente sconosciuta e nascosta al turismo di massa. Ma l’occhio clinico di chi ha saputo valorizzarla e rilanciarla sul mercato, non ha tradito affatto le aspettative: Polignano a Mare, come Monopoli, rispecchia tutto il territorio di Puglia concentrato in una piccola superficie. E l’ho scoperto già arrivandoci, in auto, attraversando l’agro pugliese, i suoi ulivi, i suoi campi di grano, le masserie ed i trulli in abbandono. L’ho scoperto prima di entrare nel…

Vi ho da sempre raccontato dell’amore viscerale per la mia Puglia. In questo post, vi parlavo di come, ritornando da uno dei miei ultimi viaggi, guardavo l’atterraggio dall’oblò dell’aereo. E’ apparsa Bari, il suo porto, il suo chilometrico lungomare, la metropolitana di superficie. L’ho fotografata, l’ho filmata, ero presa da incomprensibile gioia ed emozione, nonostante stessi tornando a casa e non stessi partendo. Eppure, dopo aver assaporato la cultura e le tradizioni di un’altra Terra, dopo aver toccato con mano altri luoghi e costumi completamente differenti, come una fagocita, tornare a casa è sempre sinonimo di riordino dei pensieri, di assimilazione, di sempre più nitida consapevolezza, e di mancanze di quel che si è vissuto. Tornare a casa e puntualmente rivedere Bari da su, il suo agro, i suoi campi, la sua costa, mi riempie sempre di affannata gioia. Ho cercato di dare una spiegazione a questa mia quasi angosciosa sensazione di…