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Annalisa De Chirico

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Prima tappa del nostro viaggio in Slovenia è stata Bled, un delizioso paesotto incastonato tra le Alpi Giulie nella regione dell’Alta Carniola di cui vi parlavo più approfonditamente nel post dedicato a cosa vedere a Bled. E passeggiando sulle quiete rive del lago, io e Marcello ci siam incuriositi guardando un’invitante immagine di un dolce che ricorreva sempre nelle vetrine dei bar, delle pasticcerie, dei ristoranti, dei manifesti pubblicitari. Si tratta della Cremna Rezina, meglio italianamente conosciuta come millefoglie. Ma c’è di più: quella che in Italia ha le sembianze di una millefoglie ha origini proprio slovene, e più precisamente la ricetta è stata inventata proprio dal direttore dell’Hotel Park (l’hotel in cui alloggiavamo!) nel 1953. Da quel tempo, la pasticceria dell’Hotel Park non ha mai smesso di deliziare i palati dei viaggiatori con questa torta, e soprattutto di distribuirla a tutti i locali, pub, bar e ristoranti di Bled…

Mi chiedo se esistano delle parole congrue per descrivere le forti emozioni. Forti ed indimenticabili emozioni come quelle che ho provato io, in un piccolo isolotto al largo dell’Oceano Atlantico, di cui ne ignoravo completamente l’esistenza fino a qualche tempo fa. Mi chiedo ancora come classificare quello stato d’animo di adrenalina frammista a stupore e grande eccitazione che mi ha accompagnata scoprendo Lanzarote, l’isola delle Canarie più orientale e più vicina a terraferma, che fronteggia l’estremo e selvaggio Marocco meridionale. In questo post voglio parlarvi di cosa fare e cosa vedere a Lanzarote, che abbiate pochi o tanti giorni di viaggio. Ma prima, permettetemi di fare delle considerazioni personali. Fine Marzo, un Sole fioco nel mio sud Italia alla partenza, un Sole caldo e deciso nelle isole Canarie. Un po’ di calima a peggiorare la situazione dei miei bronchi e della mia voce, ma a conti fatti una temperatura amabile…

Casa Batlló, imperdibile se si visita Barcellona. In tanti l’hanno visitata, moltissimi esprimono il desiderio di farlo ed altrettanti sono ben convinti di tornare un’altra volta. Solo la magia di Casa Batlló, a Barcellona, riesce a coinvolgere così tanta gente che è attratta dalla storia, dall’arte e dalla meraviglia di questa costruzione che porta la firma del grande Antoni Gaudì, genio del modernismo all’inizio del secolo scorso, che si trova nella città al numero 43 de Paseo de Gracia e che è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Gaudì ha realizzato qualcosa di unico, di grande e che trasmette emozioni sino ai giorni d’oggi. Non è senza dubbio una costruzione come tutte le altre, anche per la capacità dell’architetto di creare uno stile del tutto particolare, unico, probabilmente inimitabile. “L’Architetto di Dio”, così venne appellato mentre progettava un’altra grande opera come quella della Sagrada Familia, ha rivestito la Casa di numerose…

Durante il mio on the road nella Sicilia Orientale, dopo Messina e le Gole dell’Alcantara mi son fermata per qualche tempo nella bella Taormina. Avevo letto e curiosato tanto su di lei, mi attirava l’idea di passeggiarci, di scoprirne le perle architettoniche frutto di dominazioni mescolate. E allora passeggiavo per Taormina respirandola e lasciandomi travolgere. Che sensazioni mi abitavano? Passeggiavo immaginando il tempo in cui quelle agghindate strade erano teatro di una vorticosa e travolgente Belle Époque. I turisti che oggi affollano fastidiosamente i suoi vicoli e le terrazze, a quei tempi erano estrosi artisti, scrittori, poeti e folli che si aggiravano tra le sue architetture arabe ed i giardini, vivendo a pieno la “dolce vita” Siciliana, partecipando a dotti cenacoli ed eventi elitari. Nonostante oggi Taormina sia culla del turismo di massa, l’impronta delle varie dominazioni è ancora ben conservata ed indisputabile, incastonata armonicamente tra terrazze a picco sul…

Gargano, Puglia. Ho trascorso un week end in questo pezzetto di mia Terra che rievoca sempre i ricordi del cuore. I ricordi lontani. Ero piccolina ed era un rito, la Domenica mattina presto, l’Estate. Mamma tirava fuori la pasta al forno, la metteva in una teglia con la carta stagnola perfettamente posizionata su. Preparava la borsa frigo rettangolare rigida, dentro ci metteva il the alla pesca, qualche birra, i caroselli e un po’ di frutta. Papà preparava l’auto, nel bagagliaio della Opel Vectra color bordeaux ci metteva tutto l’occorrente per il mare, il pranzo a sacco, il suo fucile blu con la fiocina ed il retino. Sistemava le tendine parasole sui vetri posteriori per me e mia sorella. Scendevamo di casa ed in un paio d’ore eravamo sul Gargano. L’auto profumava di salsa del pranzo a sacco.  Mi ricordo tutto nitidamente. Tornanti su tornanti, e finalmente Vieste. Per tante estati…

Se il Portogallo è la vostra prossima meta, ed oltre alle meravigliose Lisbona e Porto volete scoprire altri luoghi alquanto suggestivi, siete capitati nel post giusto al momento giusto. Ebbene, io vi consiglio di scoprire un piccolo gioiello proprio alle porte di Lisbona che ho scoperto durante il mio on the road in Portogallo e che ho adorato per la sua immane bellezza distribuita un po’ in tutti gli angoli: Sintra . Si tratta di un centro relativamente piccolo ma colmo di fascino, dove giardini lussureggianti ed incantevoli palazzi in stile moresco hanno contribuito a far inserire Sintra nella lista dei Patrimoni dell’Umanità Unesco nel 1995. E’ possibile scoprire Sintra in un giorno o in un weekend, dato che tutte le attrazioni sono vicine o comunque ben collegate. Sintra può essere facilmente raggiunta in un’ora di treno partendo da Lisbona. In questo post vi consiglio un itinerario per non perdere…

Siracusa. Una signora con le rughe, datata almeno duemilasettecento anni. Durante il mio on the road in Sicilia, questa Terra intrisa di leggende e miti, di storia e meraviglia, culla della civiltà greca e romana e teatro di un susseguirsi impetuoso di dominazioni, ho fortemente voluto conoscere da vicino questa perla siciliana di cui si sente spesso parlare. E allora piacere di incontrarti, Siracusa. Non tutti lo sanno, difatti: ai tempi dell’Ottocento, le ricche famiglie aristocratiche Europee esortavano i loro figli, una volta raggiunta la maggior età, a viaggiare in lungo e largo per l’Europa con un unico fine: arricchire il loro sapere con arti, storia, usi, costumi e tradizioni. Era il famigerato Grand Tour. La maggior parte dei giovani sceglieva l’Italia, o meglio, la Sicilia come meta assoluta del loro viaggio, in quanto patria e testimonianza di una mescolanza di storie e dominazioni, tra cui le più antiche: greche…

Chi mi legge da tempo, sa che non amo particolarmente viaggiare d’estate né amo i luoghi di mare. Non perché non mi piaccia il mare, da buona amante della natura non posso non amarlo, ma perché intendo i luoghi balneari come una tipologia diversa di viaggio. E’ pur vero che non bisogna far di tutta l’erba un fascio, ma preferisco i posti più misteriosi, dinamici, malinconici o… maniacalmente verdi. Come l’Irlanda. L’Irlanda è un mondo a sé, fatto di malinconia, di immensi prati verdi, di sconfinato blu Oceano, di rimasuglie di castelli medioevali. L’Irlanda è un cielo che non fa belle promesse, perché non riuscirebbe a mantenerle. L’Irlanda è una terra di leggende esoteriche e miti celtici intrisi in ogni angolo, l’Irlanda è un infinito e bipolare mese di Marzo. E’ proprio nel mese di Marzo che ho deciso di scoprirla. Dopo aver visitato Dublino, ho deciso di concedermi qualcosa…

Il Marocco è una terra magica. Una terra dal fascino proprio, una terra dall’anima duplice, una terra contesa tra Oceano e Mediterraneo. Come già scrivevo tempo fa nel mio post dedicato alle emozioni di un OnTheRoad Marocchino, è difficile spiegare quello che lascia nel cuore il Marocco, questa misteriosa e poliedrica Terra. Le sue Medine sono un dedalo formidabile di vicoli brulicanti di vetrine all’aperto, inebriati dagli odori delle spezie o degli incensi; di abili maestri, i maalem, che lavorano tutti i tipi di manufatti e tessuti; di asini caricati con le più strane mercanzie; di botteghe artigiane dai mille antichi mestieri ormai da noi dimenticati. Le piazze pullulano di vita soprattutto al calar del Sole. Minareti imponenti, nel cielo, ad indicare grandi moschee. S’incrociano donne che disegnano l’hennè sulle mani dei turisti, incantatori di serpenti, musicisti e cantastorie, abili guaritori con farmaci naturali e olio di Argan. L’anima del viaggiatore…

Palermo è un cubo di Rubik. Un rompicapo da cui non riesci ad uscirtene. Un mosaico confuso, di cui ogni tessera ha la sua forma, cromìa, epoca. Palermo è il racconto silente di dominazioni e guerre, stragi e conquiste, bellezza e degrado, è il mostrare con fierezza ferite ancora non risanate, mescolate a cicatrici grandi quanto secoli di storia. Non dimenticherò i minuti passati ad ammirarne la mirabolante Cattedrale, nella magica mescolanza di architetture e stili; o le mie Converse che scivolavano sul pavimento bagnato di Ballarò, tra mercanzie esposte in ogni dove e motorini che sfrecciavano nervosi come mosche; lo scorcio che mi si apriva da Via Maqueda sul Teatro Massimo; i garage numerati di Capo che smerciavano cianfrusaglie all’odore di umido e di cantine; quella sensazione di quando ai Quattro Canti mi sentivo inglobata e protetta nel viavai di gente; il soffitto del Politeama; i palazzi decadenti e…

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