Mi compiace, e quasi mi diverte, la storia che sto per raccontarvi.

Tempo fa, nei miei anni universitari, avevo un’amica francese, che studiava architettura nella sua bella Lione. Per anni mi aveva parlato dei suoi studi, così intensi e ardui, dei suoi esami, della carriera universitaria. Un giorno, poi, con mio grande stupore, mi parlò dei Trulli. Esatto: proprio dei Trulli, queste strane e buffe costruzioni dal fascino esoterico che da secoli costellano lo sconfinato verde cangiante della bucolica Valle d’Itria. Nella sua università, i Trulli di Puglia sono stati oggetto di studio, e l’hanno così tanto incuriosita che lei, Stephanie, non vedeva l’ora di toccarli con mano.

Il giorno in cui visitò Alberobello ed il suo agro, rimase basita, stupefatta, interdetta: immaginate che stranezza, per una studentessa di architettura, guardare quelle insolite costruzioni di pietra per la prima volta. E immaginate che gratificazione, per una spassionata amante (oltre che abitante) della Puglia come me, sapere di esser conosciuti in tutto il Mondo per le meraviglie di questa Terra. Alberobello è divenuta, nel 1996, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

Ma andiamo con ordine: cosa sono i trulli?

Siamo tra il 1400 ed il 1500. Alberobello, all’epoca conosciuta come “Sylva Arboris Belli”, era un feudo dominato dai Conti di Conversano. Il Regno di Napoli, vigente allora, sottopose ogni nuovo insediamento urbano ad un’autorizzazione regia, previo pagamento obbligatorio di una tassa. Di cui, i Conti di Conversano non volevano proprio saperne. Così, ordinarono a tutti i contadini che bonificavano, disboscavano e coltivavano le loro terre, di edificare delle costruzioni facilmente demolibili al passaggio dell’ispezione del Re. Prese forma, pian piano, un villaggio costituito da abitazioni in pietra a secco, senza malta, con i tetti dalle silhouette coniche e fiabesche, che dopo circa quattrocento anni fu finalmente autorizzato dal Re Federico di Borbone, che lo elevò a città regia liberando la servitù feudale.

Le popolazioni che risiedevano in questo villaggio avevano origini, credenze e religioni differenti. Difatti ai Trulli si associano, ancora oggi, significati esoterici e mistici. Basti guardare i differenti simboli che sono disegnati sulle “chiancole” o “chiancanelle” del trullo: alcuni sono simboli magici e propiziatori, altri sono simboli pagani o cristiani, altri sono legati all’astrologia, altri ancora servivano per venerare le divinità o per allontanare la negatività dalla famiglia che risiedeva all’interno.

Alberobello sorge su due rilievi collinari. Su un rilievo si trovano l’Aia Piccola ed il Rione Monti, che accolgono circa 1400 trulli. Sull’altro rilievo sorge il centro urbano, più moderno ed ottocentesco, formatosi in seguito all’evolversi della borghesia latifondista.

È proprio passeggiando tra i vicoli e le viuzze del Rione Monti e dell’Aia piccola, che si possono ammirare alcuni trulli che fungono ancora da abitazioni. Altri, sono stati riconvertiti a botteghe artigiane o piccoli negozi di souvenir e di prodotti tipici locali. Pasta fresca, olio, vino, cuoio lavorato, merletti e sartoria dominano i viali. Le cromie candide delle mura sono adornate dai contrasti dei colori vivaci di fiori, vasi e decorazioni varie che rendono la passeggiata piacevole agli occhi e al gusto. Qualsiasi angolo pullula di viaggiatori atti nell’immortalare la loro visita in questo Borgo autentico ed unico nel suo genere. E le rughe degli anziani residenti del posto celano occhi piccoli e vissuti, a rimembrare quel che del loro posto ne era e quel che ne è adesso. Del resto Pasolini scriveva di Alberobello proprio come un nitido scenario d’autore:

Forse il capolavoro delle Puglie è proprio Alberobello. È un paese perfetto, dal primo muro all’ultimo, non un corpo estraneo, non un plagio, non una zeppa, non una stonatura. L’ammasso dei trulli nel terreno a saliscendi si profila sereno e puro, venato dalle strette strade pulitissime che fendono la sua architettura grottesca e squisita. I colori sono rigidamente il bianco – un bianco ovattato e freddo, con qualche striscia azzurrina – e il nerofumo. 
Ma ogni tanto nell’infrangibile ordito di questa architettura degna di una fantasia, maniaca e rigorosa, si apre una frattura dove furoreggia tranquillo il verde smeraldo e l’arancione di un orto. E il cielo… È  difficile raccontare la purezza del cielo.》Nel periodo Natalizio, i Trulli si vestono a festa, con fasci di luce e addobbi natalizi che rivestono vicoli e abitazioni: l’evento è conosciuto come Alberobello Light Festival e attira migliaia di turisti l’anno.

Dove dormire?

In un trullo, ovviamente.

Il B&B La Linea dell’Orizzonte è una vecchia proprietà di famiglia, avviluppata in una rigogliosa distesa di ulivi secolari, rimodernata in tre strutture diverse, il Trullo Zenith, il Trullo Azimut e la Dimora Nadir, accomunate da un unico filo conduttore: gli arredi sobri ed eleganti, la cura nel dettaglio e la bellezza della semplicità.

Assaporerete presto la genuinità e l’accoglienza di Manuela, la riconciliante alba sulla campagna della Valle d’Itria, il bianco che avvolge la struttura nelle sue tonalità più calde dandovi un senso di sicurezza e protezione.Nel camino, la legna brucia e rende l’atmosfera ovattata, le linee di design con chiari riferimenti alla natura e ai prodotti della terra danno quell’impronta rustica, casereccia ma raffinata. E poi, la rigenerante pausa nel centro benessere “La Rosa dei Venti”: un luogo accogliente, tra bolle e bollicine, coccolati dalle calde temperature della vasca idromassaggio, della sauna, del bagno turco e delle docce emozionali, per finire con un fragrante the verde.  In estate potrete utilizzare la piscina all’aperto, godendo della frescura dell’agro di Alberobello. Per voi, che siete miei lettori, uno sconto speciale del 10% comunicando il codice #iviaggidiLiz.

Per informazioni, Manuela risponde al numero +393483714659

oppure potete visitare il sito web della struttura.

Annalisa

7 Comments

  1. Alberobello è un vero gioiellino della nostra Puglia! Anche io ci ho portato un’amica francese, insieme a Polignano e Matera… Una bella soddisfazione mostrare le nostre bellezze! 🙂

  2. Conosco Alberobello, ci sono stata anni fa; i trulli sono un incanto che merita una visita!

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