Nel mio scorso articolo, vi ho largamente parlato del mio ritorno in Albania, e del mio Amore smisurato per questa Terra paesaggisticamente versatile, ma quasi sconosciuta e, ormai, etichettata con pregiudizi e storie non più realmente esistenti.

Vi spiegavo, anche, che il miglior modo per scoprirla è guidando con la propria auto o, meglio ancora, con una moto. Questo permette di abbreviare il tempo di percorrenza sugli autobus o sui Furgon (trasporti locali di privati con orari random), ideale per pochi giorni a disposizione, e di potersi fermare dove si vuole.

Porto di Durazzo.

La condizione delle strade non è così pessima come descritta in alcuni blog:  come per l’Italia, anche l’Albania ha delle strade percorribili tranquillamente, e strade un po’ meno popolate e quindi tenute malissimo, ma non allarmatevi. L’autostrada in Albania non esiste, potrete al massimo trovare delle super strade che sono come le nostre comuni statali, a due corsie per senso.

Bisogna solo fare attenzione ad alcuni piccoli dettagli: sulle statali si trovano pedoni, animali e carretti che attraversano la strada liberamente, quindi occhio, soprattutto alle curve. E poi la polizia: ha un debole per gli stranieri, quindi occhio a cintura e casco, per non incombere in salate multe da pagare al momento.

A proposito: per poter viaggiare sulle strade albanesi c’è bisogno dell’assicurazione temporanea del veicolo, che si espleta negli uffici adiacenti all’uscita dal porto. L’assicurazione minima dura quindici giorni, per l’auto ha un costo di circa cinquanta euro, per le moto di trenta euro.

Ma quale itinerario seguire?

Atterrando a Tirana, o arrivando con il traghetto a Durazzo, essendo ambedue in posizione centrale rispetto a tutta la Terra albanese, potete scegliere di visitare il Nord o il Sud.

A Nord:

Teth è un’oasi incontaminata incastonata tra le montagne e ricca di cascate, pianure verdeggianti e laghi, dove regnano sovrane una flora ed una fauna indiscusse.

Scutari, conosciuta come Shkodra, volgarmente detta la Firenze dei Balcani, culla della cultura albanese. Il Castello di Rosafa, incastonato tra le Alpi dinariche, offre sicuramente un panorama singolare sul lago Drin, sulle colline maestose e su tutta la cittadina che si estende al suo cospetto.

Veduta dal Castello di Rosafa. Scutari.

Centro Albania:

Dirigendosi verso il centro dell’Albania si passa da Kruj (o Croia), patria del castello di dominazione turca-ottomana, tutt’oggi visitabile.

Poi si arriva a Tirana, capitale: decadente, urbanisticamente fitta, verde, eticamente ospitale, multiculturale e miscuglio pacifico di due religioni conviventi. Con i palazzi grigio piombo a blocchi, testimonianza di un socialismo che si è voluto superare volutamente, alternando i palazzi dipinti buffamente con opere strane e colorate. Di Tirana mi rimarrà per sempre impresso il suo mercato, coloratissimo, fatto di artigiani che lavorano la lana e di bancarelle con prodotti freschissimi. La peculiarità? Pranzare con gli abitanti del posto, scegliendo il cibo al momento, e pagando davvero pochissimo. E poi Blloku, il quartiere cool di Tirana, che pullula di locali, di movida, di gallerie d’arte, di bookshop e di giovani.

Adiacente a Tirana c’è il Dajti, imponente monte dal quale poter ammirare un panorama singolare: ci si arriva tramite teleferica, se si ha breve tempo a disposizione, ma per gli amanti dell’avventura vi è un sentiero che porta fin su, fra tornanti, vedute bucoliche, e masserie con invitanti grigliate di carne con affaccio su strada.

Veduta dal Monte Dajti. Tirana.

Durazzo è meta d’attracco di tanti turisti che arrivano in nave. Non a caso, è la prima città portuale d’Albania, sede di scambi commerciali import ed export. Di dominazione bizantina, turca e anche greca, conserva nella sua cittadina resti della sua storia, soprattutto architettonici, mescolando moschee a musei archeologici, la roccaforte alle sue spiagge sovraffollate, in quanto meta estiva della maggior parte degli albanesi. Le migliori spiagge sono quelle di Golem, Mali i Robit, Bardhori e Gjenerali, caratteristiche per le pinete che le circondano e, dunque, molto selvagge. Passando da Fier, città giovane e commerciale, se siete appassionati di archeologia potete fermarvi ai siti archeologici di Apollonia, Bylis e Ardenica.

A Sud:

Più a Sud, c’è la rinomata Valona, seconda città portuale d’Albania. La baia di Valona è immensa, lunghissima e vasta, e ultimamente la città ha conosciuto una forte crescita del turismo grazie anche ai collegamenti via mare con l’Italia. Dato il suo primato nel settore ittico, consiglio grandi scorpacciate di pesce (a poco prezzo!). Dirigendovi verso il Passo di Llogara passerete da Orikum, la spiaggia che ha lasciato un bel ricordo nel mio cuore. Palme al vento, mare limpidissimo, l’Italia all’orizzonte e spiaggia bianchissima. Il paradiso dei sensi.

Orikum.

Il Passo di Llogara è un passo di montagna percorribile in cinque ore. Si alternano aridi paesaggi spogli, a immense distese di grano, a tornanti che portano sulle nuvole, a scorci meravigliosi derivati dall’estasi dell’altitudine del paesaggio montuoso fusa agli strapiombi sul mare al suo cospetto. Unico suggerimento: fate un bel rifornimento di carburante prima di immettervi sul passo 🙂

Dhermi.

Prima di arrivare nella movimentata Saranda, il Passo di Llogara, dalla sua estrema altitudine scende giù sulla costa e svela paesaggi sublimi: Dhermi, Himare e Porto Palermo sono delle piccole calette dove assaporare il relax, godendo di un mare cristallino e singolare.

Saranda è giovanile, dinamica, con una vegetazione quasi tropicale, ed i bouganville che regnano sovrani. Situata di fronte a Corfù, ormai è meta indiscussa dei giovani che cercano il giusto compromesso tra mare limpido e movida serale sviluppata. Difatti, Saranda già dal tramonto pullula di locali, discoteche, ristoranti, bancarelle e night club in piena attività. E, per i viaggiatori un po’ più wild, tappa assolutamente imperdibile è Ksamil: viene definita il paradiso incontaminato d’Albania, incastonata tra foreste e isolotti, è forse il sito marittimo più affascinante di tutta la penisola balcanica.

Saranda al tramonto, e Corfù all’orizzonte.

Ancora più a Sud, al confine con la Grecia, vi è Butrinto. Per gli appassionati di archeologia, questo sito è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, ed è aperto dalle 8 fino al tramonto.

Da Saranda, dirigendovi verso Argirocastro, potete fermarvi in un sito naturale di autentica bellezza: Siri Y Kalter (in copertina). E’ una sorgente carsica immersa in un bosco e contornata da fiumi e cascate, ove l’acqua sgorga a 12 gradi centigradi. Siri Y Kalter è conosciuta anche come Occhio Blu, perchè assume una colorazione particolare, tra il blu, il verde e l’azzurro, a formare un vero e proprio occhio.

Ksamil.

Argirocastro invece è detta la città d’argento. Difatti, quando piove, i suoi tetti assumono una colorazione più brillante, quasi argentea. Annoverata tra i siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO, essa è un miscuglio di arte greca, romana, turca e albanese, e dall’alto della sua collina, con il suo castello domina indiscussa tutto il territorio del suo distretto. Ho amato Argirocastro per i suoi sinuosi saliscendi, per il suo pavimento acciottolato, per i suoi mercatini di artigianato fatti di lana e pizzi, e per la sua gente genuina e piena di bontà d’animo.

Argirocastro.

Il mio itinerario si è concluso qui, per mancanza di tempo non abbiamo potuto vedere altro. Se riuscite, vi consiglio una puntatina a Berat, la città dalle mille finestre; a Pogradec, un paesaggio fiabesco affacciato sul lago Orhid; a Elbasan.

AVETE DOMANDE ? WRITE ME 🙂

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