Di ritorno da uno dei miei ultimi e frequenti viaggi.

Quasi la fine del volo.

Contemplo l’oblò dell’aereo, mi affaccio a testa in giù – un rito per me, un gesto sacro e ripetuto.

Pronta, per pregustarmi l’atterraggio.

Va sempre così, quando ritorno.

Quando atterro nella mia Terra.

Nella mia calda, e amata Puglia.

Dopo aver assaporato la cultura, le tradizioni, i luoghi ed i costumi di un altro pezzo di Mondo, come una fagocita, e dopo aver toccato con mano l’anima velata e autentica di un’altra Terra, tornare a casa è sempre sinonimo di riordino dei pensieri.

Di assimilazione di quel che si è vissuto.

Di sempre più nitida consapevolezza.

Di mancanze.

Trulli di Alberobello – Puglia, storia di un grande Amore.
Isole Tremiti – Puglia, storia di un grande Amore.
Vignanotica, Gargano – Puglia, storia di un grande Amore.

A volte, capita, ci son giorni in cui un cielo cupo, un profumo, un sorriso, due occhi, una voce, una melodia, mi ricordano vagamente un determinato momento, in una determinata parte di Mondo. Che vorrei rivivere, ma non posso.

Quel giorno, quel pezzo di Mondo non fa che mancarmi. E raccolgo cimeli.

[ Un Tuareg del Nord Africa che mi insegnava come mettere il turbante, mentre tutt’intorno a me si stagliavano le vette dell’Alto Atlante come i fianchi generosi di donne possenti; il momento in cui avevo raggiunto la vetta di Trolltunga, in Norvegia, dopo chilometri di sfiancante cammino, realizzando che uno dei miei più grandi sogni non fosse solo un’amara ed eterna utopia; il tramonto di Mezzanotte che mi son gustata seduta in riva al lago, persa, nei boschi della Svezia. Eccetera eccetera.]

Eppure, tornare a casa e puntualmente rivedere la mia Puglia da su, il suo agro, l’alternarsi discontinuo dei cromatismi della terra, a tratti arsi a tratti raggianti e ben scanditi, le distese di ulivo sconfinanti nel blu del Mediterraneo… mi riempie di gioia, di affannata gioia.

Mi sale il cuore in gola, mi sento felice. Come una bambina.

Ho cercato di interpretare questa mia quasi tormentosa sensazione di improvviso benessere mentre ritorno.

E allora mi son messa nei panni di chi parte.

Ma non per un viaggio, o una vacanza.

Non di chi parte per ritornare.

Ho pensato a chi si allontana per sempre da questa splendida Terra, lasciando dietro gli affetti, in castelli di sabbia costruiti in anni di vita. Cercando un futuro più dignitoso. Più fruttuoso. Cercando un lavoro. Una sempre più complice realizzazione del sé.

Ho pensato all’Amara Terra mia  cantata da Modugno.

Allora ho capito perché tornare mi fa sempre questo effetto.

Murgia – Puglia, storia di un grande Amore.
Baia di Porto Selvaggio, Salento – Puglia, storia di un grande Amore.
L’agro Salentino – Puglia, storia di un grande Amore.
Polignano a Mare – Puglia, storia di un grande Amore.

Puglia, la mia Terra.

Genuina, Puglia sapore di tradizioni, di mani rugose che impastano, che lavorano, che tramandano.

Puglia che ti siedi a tavola e devi mangiare dalla prima all’ultima pietanza, Puglia dalla calorosa accoglienza.

Di anziani con i capelli d’argento simili a libri di storia mai scritti.

Di carnagioni creole faticanti sotto al sole, unte di sudore e terra.

Puglia, un dipinto dagli acquerelli tiepidi e mai sbiaditi.

Un paesaggio rurale puntellato da ulivi millenari; la calce bianca è l’elegante abito di vecchiarde abitazioni, adornate con le ceramiche, testimonianze di secolare tradizione manufatturiera; s’intrecciano vicoli, stradine, grotte rupestri nelle quali perdersi; la pietra viva domina da secoli i borghi antichi immacolati, le chiancole e le chiancanelle ricoprono i trulli, ogni anfratto nasconde scene quotidiane di vita.

Di vita lenta.

La mia Puglia è anche fatta di questo.

Di lentezza: un vizio, una virtù. Forse è bella proprio perché è così, spartana e autentica, genuina, senza veli.  Baciata dal Sole.

E dall’animo caldo, accogliente, accomodante.

Preparando le orecchiette [ph. @instaterrestre] – Puglia, storia di un grande Amore.
Una delle antiche masserie di Monopoli, Masseria Spina – Puglia, storia di un grande Amore.
Bovino, Monti Dauni [ph. Michele Grande] – Puglia, storia di un grande Amore.
Giovinazzo – Puglia, storia di un grande Amore.

Puglia terra di mare, di ottocento chilometri di costa contesi tra due mari. Terra dai grandi e piccoli porticcioli pescherecci. Si vedono ancora i pescatori che tessono le loro reti. Le loro barche le vedi lì. In fila indiana, una accanto all’altra, o adagiate sulla breccia, su di un lato. Come a voler presuntuosamente prender parte al panorama, da grandi esibizioniste, insistentemente protagoniste di fotografie e di condivisione mediatica.

Puglia delle sagre del cardoncello, dei calici nei borghi antichi e delle feste popolari, a ritmo di pizzica salentina.

Puglia culla di storia, di cattedrali dai rosoni romanici, di castelli dall’anima enigmatica.

Puglia che ti fa fare i salti di gioia quando ritorni da Lei e la guardi dall’oblò dell’aereo.

Laghi di Lesina e Varano, Gargano – Puglia, storia di un grande Amore.
Grotte di Castellana – Puglia, storia di un grande Amore.
Cava di bauxite, Otranto – Puglia, storia di un grande Amore.
Giovinazzo – Puglia, storia di un grande Amore.

Puglia, storia di un grande Amore.

3 Comments

  1. Sono Pugliese anch’io, che emozione leggere questo post. Io sono del Gargano, quindi la foto dell’Istmo fra i laghi e il mare mi ha fatto venire i brividi. perché adesso momentaneamente sono tornata a viverci. Ma presto ripartirò e con ogni probabilità, il mio futuro sarà da un’altra parte. Ma è vero, il mondo per quanto bellissimo, non occuperà mai quel posto speciale nel cuore che occupa casa tua. Tu di quale parte della Puglia sei?

  2. Stupende le tue parole di amore e affetto verso questa terra stupenda. Sono stata in Puglia per la prima volta quest’estate e sono rimasta a bocca aperta dalla bellezza dei posti, delle persone e di tutto. Un road trip pazzesco.

  3. Una bella dichiarazione d’amore per una terra.tanto ricca di storia, di tradizioni, di bellezza. Ho iniziato a conoscerla tramite mio marito che è di Ostuni, e devo dire che anche io la amo sempre più.

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