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ottobre 2019

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Cefalonia mi ha estasiata. Letteralmente. Alla partenza in traghetto da Nydri, a Lefkada, non sapevo bene cosa aspettarmi. Se si pensa alla Grecia, si è soliti ricollegare il ridondante luogo comune: abitazioni e locali bianchi e blu, bouganville che decorano i vialotti acciottolati, gyrosterie, il sirtaki nelle orecchie e tanto mare e tanta storia. E tanti turisti nervosi come mosche. E insomma sì, credevo proprio di trovare tutto questo. Invece Cefalonia mi ha contraddetta. Cefalonia non è un luogo comune, non è come tutte le altre. Sarà che ci son stata a metà Settembre, quando almeno il fattore turisti-nervosi-come-mosche è prossimo allo zero. Sarà che mi aspettavo un’isola popolata e popolosa. Cefalonia è stata una sorpresa. Arrivando con il traghetto, guardavo da lontano questo pezzo di terraferma gremito di vegetazione, non si scorgeva una strada. Ero convinta che non fosse Cefalonia, piuttosto un’isola disabitata lasciata lì nel mar Ionio. Studiavo…

Durante il nostro on the road in Slovenia, Lubiana, la capitale di questa Terra così verde e pulita, non poteva di certo mancare. E così dopo una piccola fuga al Lago di Bled ci siam messi in auto per raggiungerla, curiosi di passeggiare tra le sue strade. In realtà l’approccio alla capitale slovena è stato un po’ strano. Lubiana è un miscuglio armonico, è un po’ Berlino, un po’ Parigi; è un po’ Praga, un po’ Budapest, con qualche richiamo italiano: scoprirla è stato molto piacevole, soprattutto perché abbiamo scovato tanta bellezza che Lubiana preserva, fortunatamente non essendo ancora sfociata nel turismo di massa. Un matrimonio di architetture e stili diversi, graziosi caffè come salottini in città a cielo aperto. Dopo la proclamazione della sua indipendenza dalla Jugoslavia nel 1991, Lubiana ha aperto le porte al turismo classificandosi una delle mete più green ed economica europea. E allora ecco un…

Durante il nostro viaggio tra Siviglia e Cadice, non ci siamo fatti mancare uno spettacolo di Flamenco: è proprio in terra andalusa che quest’arte ha origine, alla fine del Settecento, come esigenza disperata dei gitani di liberare gioie e dolori con il movimento del corpo, unendo la danza a musica e canto. E così da quell’epoca, i bailaoras e le bailaores non fanno che sedurre i viaggiatori alla scoperta delle terre andaluse, regalando emozioni sui generis. Avevo già assistito ad uno spettacolo di Flamenco a Madrid, vi avevo già raccontato di quanto mi sia commossa ed emozionata, di quanto uno strano miscuglio di emozioni confuse mi travolgeva, malinconia e adrenalina bollivano nel sangue come un fiume in piena. Non riuscivo a staccar gli occhi di dosso a quei corpi che impetuosi si lasciavano trascinare dalla musica, a quei volti crudi, sofferenti e rabbiosi, a quei piedi che con vemenza violentavano…

Saluti da Cadice! Quello stridere dei gabbiani sull’Oceano, quegli alisei a scompigliarmi i capelli, quelle braccia che mi tenevano stretta su un profumo ai fiori d’arancio mi rimembravano le giornate ad Essaouira. Un’empanadas alla panaderia spartana della piazza principale, la Estrella Galicia bevuta nelle taverne locali e la freccia gialla dipinta sui muri ci rievocavano le lente giornate ottobrine sul Cammino di Santiago. Le vie acciottolate, le case colorate, le palme, le inferriate mi riportavano in terra Cubana, poi giocavo ad entrare in quasi tutti i portoni e ritrovavo costantemente l’arabo e la maiolica a fare l’amore indissolubilmente. Dopo le nostre giornate a Siviglia abbiamo deciso di prenderci una giornata per visitare Cadice, questo piccolo gioiello Andaluso bianco e dorato affacciato sull’Oceano Atlantico. E così, un’ora e mezza di auto ed eccoci arrivati: piacere di conoscerti Cadice, a quanto pare la più antica città d’Europa fondata dai Fenici nel 1100…

Ho scoperto Trani tanti ma tanti anni fa. Mi è sempre piaciuta molto. Ne vedevo un centro storico pulito, leggevo pagine di storia sulle facciate dei palazzi nobiliari e degli edifici di culto, guardavo il mare placido abbracciare il paese pacificamente, i suoi gozzi ondulare dolcemente ed i pescatori a riparare le reti. Ci ritornavo spesso, mi metteva di buon umore. Crescendo e valorizzando meglio ai miei occhi la mia Terra, la Puglia, ho capito che Trani è proprio uno di quei posti di Puglia dalla vocazione marinaresca a cui raramente si rinuncia. Viaggiatori italiani e stranieri vagano per le sue strade incuriositi da quel che questa città offre. E allora ve ne parlo, ve la racconto, ve la descrivo. Trani è una (grande) città a circa cinquanta chilometri a Nord di Bari. Quella che oggi splende sulle rive del mar Adriatico è una città dalle origini antichissime, oserei dire…

Mi chiedo se esistano delle parole congrue per descrivere le forti emozioni. Forti ed indimenticabili emozioni come quelle che ho provato io, in un piccolo isolotto al largo dell’Oceano Atlantico, di cui ne ignoravo completamente l’esistenza fino a qualche tempo fa. Mi chiedo ancora come classificare quello stato d’animo di adrenalina frammista a stupore e grande eccitazione che mi ha accompagnata scoprendo Lanzarote, l’isola delle Canarie più orientale e più vicina a terraferma, che fronteggia l’estremo e selvaggio Marocco meridionale. In questo post voglio parlarvi di cosa fare e cosa vedere a Lanzarote, che abbiate pochi o tanti giorni di viaggio. Ma prima, permettetemi di fare delle considerazioni personali. Fine Marzo, un Sole fioco nel mio sud Italia alla partenza, un Sole caldo e deciso nelle isole Canarie. Un po’ di calima a peggiorare la situazione dei miei bronchi e della mia voce, ma a conti fatti una temperatura amabile…

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