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maggio 2019

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Quanti di voi avranno avuto modo di gustare un buon bicchiere di Brunello di Montalcino? Si tratta di uno dei vini più bevuti ed apprezzati a livello nazionale, ma non solo. Ecco perché non dovreste rinunciare ad una visita, se avete modo di passare per il bel territorio del Parco Naturale della Val d’Orcia, al borgo medievale di Montalcino, situato a poca distanza da Pienza e Montepulciano (altri borghi molto conosciuti in Italia) e posto a sud di Siena. Si tratta di un borgo che conserva in gran parte le caratteristiche del periodo storico nel quale è stato costruito, ossia il XVI secolo. Arrivare a Montalcino in auto è già di per se un’esperienza gratificante, grazie alle strade che si inerpicano sinuose lungo percorsi segnati da colline, vecchie querce e grandi alberi di ulivo (ma non manca l’occasione di poter incontrare vigneti e cipressi, che regalano ottime opportunità per scattare…

“Selvaggissima Fuerteventura!”

La mia prima impressione a caldo quando da Lanzarote la guardavamo all’orizzonte.

Nel nostro giro tra le Isole Canarie, ci siam serbati la visita a Fuerteventura per ultima, dopo aver assaporato la bizzarrìa di Gran Canaria e l’eleganza ecosostenibile di Lanzarote.

Dopo aver visitato le prime due, e aver appurato la diversità paesaggistica e mentale di ogni singola isola, ero arrivata alla conclusione che non è buona credenza accorpare le isole Canarie una all’altra: ognuna ha un suo percorso storico e culturale, ognuna ha un paesaggio diverso nonostante la vicinanza, ognuna ha una vera e propria filosofia morale isolana.

Dunque, io paradossalmente da Fuerteventura, the last island in my trip planning, non sapevo proprio cosa aspettarmi. Alloggiando a Corralejo e guardandomi intorno il primo giorno, non vedevo altro che locali, negozi, turisti, hotel, ristoranti, centri commerciali. Non mi piaceva proprio l’ambiente.

E’ noleggiando un’auto e divorandola da Nord a Sud che ho capito in che diavolo di terra super selvaggia ero andata a finire. Più di qualsiasi isola. Più di tutte!

Natura, natura, natura. A destra e sinistra.

Una sola strada a due corsie che separa vulcani, pianure e montagne, una terra aspra e brulla, qualche piantagione di aloe vera, e poi mare cristallino e sabbia bianca e fine. E vento, tanto vento.

Di tanto in tanto, un paesino: non a caso, Fuerteventura è stata dichiarata riserva protetta della biosfera dal 2004.

In questo post voglio parlarvi di cosa vedere a Fuerteventura, di come muovervi e di qualche curiosità: non perdetevi nulla!

Come muoversi a Fuerteventura?

Gli autobus a Fuerteventura funzionano benissimo e coprono gran parte della rete stradale e delle zone dell’isola.

Ma… dal momento che l’isola è piccola, che sull’isola non richiedono la carta di credito per il noleggio e che la benzina costa 1 euro a litro (avete letto bene!), io consiglio vivamente di noleggiare un’auto per non esser vincolati agli orari e alle coincidenze degli autobus. Si, perché per quanto veloci e funzionanti, molto spesso le coincidenze fan perdere un sacco di tempo utile alla scoperta di qualche posto, soprattutto se si ha poco tempo.

Le distanze tra i vari luoghi d’interesse sono brevi, le strade sono messe benissimo.

Noi a Fuerteventura abbiamo noleggiato un’auto dall’ufficio noleggio più conveniente, dopo tante ricerche abbiamo preferito l’agenzia Auto Reisen perché la più economica in assoluto. Si trova all’aeroporto ma conviene prenotare molto prima dal loro sito web.

Cosa vedere a Fuerteventura?

1) Corralejo, le dune ed il parco.

In sé per sé, Corralejo, come vi spiegavo su, sembra un paesotto iper turistico posto all’estremo Nord dell’isola dove oltre a negozi, hotel, centri commerciali, ristoranti, pub, locali e supermercati non c’è niente. Si, sembra.

In realtà non molto lontano dal paese di Corralejo, ad una ventina di minuti a piedi, si apre un mondo completamente opposto a quello che vi ho descritto.

La natura si mostra nella sua parte più bella e selvaggia, e vi darà il benvenuto il parco naturale delle dune di Corralejo condito da una buona dose di mare cristallino, sabbia bianca e tanto vento! Vi consiglio vivamente di farvi una passeggiata ed un bagno qui: il parco naturale è lungo dieci chilometri, l’unica strada che lo percorre è costeggiata dalle dune del deserto (con la sabbia che arriva dal vicino Sahara) e dalle varie spiagge a sinistra, frequentate per lo più da surfisti e kite-surfisti.

Sul lato settentrionale, ci sono le spiagge più attrezzate e più turistiche: El Medano, El Viejo o El Bato Negro sono alcune. Andando verso sud le spiagge diventano più aspre e selvagge: Los Martos, Alzada, El Dormidero sono alcuni esempi. Come per Formentera o come un po’ per tutta la Spagna, il nudismo è tollerato e quindi praticato ovunque.

[Leggi anche: Cosa vedere a Lanzarote in pochi giorni]

2) Isla de Lobos.

Proprio di fronte Corralejo, a due chilometri via mare vi è un’isola super wild di soli cinque chilometri quadrati scarsi dove potrete trascorrere una piacevole giornata facendo snorkeling, scoprendo il paesaggio lunare che regala l’isola tra lagune e sentieri brulli, o semplicemente facendo una tintarella in un luogo meraviglioso.

Questa isoletta è raggiungibile in barca da Corralejo.

In passato era il paradiso delle foche monache, poi abbattute dai pescatori locali. Nuotando nelle sue acque cristalline potrete incontrare facilmente gli squali martello. Ma niente paura, sono innocui!

3) El Cotillo.

El Cotillo è un villaggio di pescatori che ha saputo conservare le sue radici e la sua anima.

Oggi, è un paradiso per surfisti in quanto il più delle volte è baciato dagli alisei. Ad El Cotillo, oltre alle spiagge meravigliose come La Concha e Los Lagos, che formano paradisiache piscine naturali, si trova un faro a righe bianche e rosse, El Tolston, che ospita il museo della pesca, ed un castello fortezza.

El Cotillo è anche famosa per i suoi deliziosi ristorantini che offrono piatti a base di pesce.

[Leggi anche: Cosa vedere a Gran Canaria in pochi giorni]

4) La penisola di Jandia.

La penisola di Jandia si trova a Sud.

Muovendovi liberamente con l’auto vi innamorerete della naturalezza di alcune delle spiagge più belle in assoluto di Fuerteventura: Playa de Sotavento, El Cofete e Playa di Barlovento, Playa Paraiso e Playa del Martorral.

I colori ed i paesaggi divini e immacolati di queste spiagge lasciano quasi interdetti.

Ma non illudetevi: il vento si fa sentire forte e chiaro anche qui!

5) Antigua e Betancuria.

Fuerteventura non è solo mare, spiaggia e sport acquatici. Se vi piace scoprire un po’ la storia dell’isola o le curiosità, avventuratevi scoprendo delle piccole cittadine come Antigua e Betancuria.

Antigua ha soli tremila abitanti, ma ha una particolarità: i mulini a vento che lavorano il mais tostato, chiamato Gofio, uno degli alimenti principali delle pietanze canarie. Ad Antigua vi è anche il Museo del Sale proveniente dalle saline del Carmen e la fortezza di Caleta Fuste.

Betancuria invece ha poco più di settecento abitanti, è l’antica capitale dell’isola dove potete perdervi per i vicoletti del centro antico coloniale, scoprire il museo archeologico ed etnografico di Fuerteventura, il museo di arte sacra, e, dulcis in fundo, il Belvedere di Morro Veloso progettato dalla mente geniale di Cesar Manrique.

Dove dormire a Fuerteventura?

Ritengo che Corralejo sia un ottimo punto di partenza per poter visitare l’isola di Fuerteventura e che sia il giusto compromesso tra mare, relax, sport acquatici e movida.

Noi, seppur con una bimba di quattro mesi, abbiamo scelto di alloggiare a La Fresa Hostel, un ostello delizioso che offre camere sia private che condivise a prezzi molto vantaggiosi.

Si trova a qualche minuto dalla movida di Corralejo, vicinissimo sia ad un supermarket molto fornito che ad un centro commerciale che alla fermata degli autobus.

L’ostello è ospitale, pulito, offre spazi comuni, amache, una terrazza, una piscina, un’ampia living room dove poter cenare tutti insieme (si, ha anche la cucina utilizzabile!) ed offre anche la colazione. L’equipe che lo gestisce è gentilissima.

E si trova a venti minuti a piedi dalle dune! Consigliatissimo.

Come su Marte, ma in Puglia. E’ Domenica, il compagno lavora e le amiche son libere. C’è un luogo che da un po’ mi chiama, nella mia profonda Puglia, ma non trovo mai il tempo per andare a scoprirlo. Così un bel giorno mi sveglio, scrivo alle amiche, prendo la figlia, l’auto, il pranzo a sacco e vado: finalmente vi esploro, cave di bauxite di Spinazzola. Qualche tempo addietro, in Salento, ho scoperto la cava di bauxite di Otranto. E puntualmente ho sentito il bisogno di ritornarci, quando son passata casualmente da quelle zone lì, in estate, dove il mare faceva da sfondo e cornice al paesaggio surreale. Questa volta però, nella cava di bauxite di Spinazzola, il paesaggio surreale era abbracciato dal verde dell’altopiano delle Murge, dalle sue colline suadenti, dai colori vivaci del Maggio in fiore: immaginate quanta grazia e quanta clemenza abbia respirato. Sì, perché Spinazzola si…

Anche lo scorso anno la piaga dell’abbandono degli animali per partire per le vacanze non si è fermata. Questo perché in molti, in realtà, non si rendono ancora conto del fatto che oramai è sempre più facile organizzare una vacanza pet friendly come si deve. Proprio per questo, oggi vi propongo qualche consiglio su come pianificare una vacanza con l’amico a quattro zampe che possa dirsi davvero al top. Scegliere una struttura pet friendly. Per prima cosa dobbiamo trovare una struttura ricettiva che sia disposta ad accogliere il nostro cucciolo e a farlo davvero per il meglio. Per fortuna esistono oramai tantissime strutture di questo tipo, pensate proprio per il comfort del nostro pet e, dunque, basta molto spesso soltanto mettersi d’impegno e cercarle. In tal senso, vi assicuro che il web sa come offrire più di uno spunto utile per scovare questi alloggi “da cani”, anche se vi consiglio…

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