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gennaio 2019

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Di ritorno da uno dei miei ultimi e frequenti viaggi. Quasi la fine del volo. Contemplo l’oblò dell’aereo, mi affaccio a testa in giù – un rito per me, un gesto sacro e ripetuto. Pronta, per pregustarmi l’atterraggio. Va sempre così, quando ritorno. Quando atterro nella mia Terra. Nella mia calda, e amata Puglia. Dopo aver assaporato la cultura, le tradizioni, i luoghi ed i costumi di un altro pezzo di Mondo, come una fagocita, e dopo aver toccato con mano l’anima velata e autentica di un’altra Terra, tornare a casa è sempre sinonimo di riordino dei pensieri. Di assimilazione di quel che si è vissuto. Di sempre più nitida consapevolezza. Di mancanze. A volte, capita, ci son giorni in cui un cielo cupo, un profumo, un sorriso, due occhi, una voce, una melodia, mi ricordano vagamente un determinato momento, in una determinata parte di Mondo. Che vorrei rivivere, ma…

Malta. Tre isole, settemila anni di storia, tre siti Patrimonio UNESCO, borghi deliziosi. Mare cristallino, temperature nordafricane, villaggi di pescatori, templi megalitici, costo della vita basso e tanto, tanto divertimento. Sì! Mi sono realmente contraddetta. Dopo il mio viaggio a Malta, ho capito che è bene non serbare mai più pregiudizi scaturiti dai racconti di terze persone su viaggi, e luoghi. Mi avevano descritto Malta come una tipica destinazione da teenagers post diploma, dove ci sono solo discoteche, locali, mare, e niente più. Una di quelle mete dove ci vai solo per divertirti, per andare in vacanza. Insomma l’avevo scartata a priori. Perché a me interessa il viaggio, non la vacanza. La storia, la cultura, le tradizioni di un luogo, il popolo. A me interessa scoprire angoli saturi di vissuto, scene di vita quotidiane, e non …andare per discoteche a bere cocktails, mangiare all inclusive e passare la giornata al…

Irlanda del Nord, una fioca giornata di Marzo, il cielo cupo e capriccioso. “Nubi gravide di pioggia, qualche raggio di Sole si ostina a filtrare inusualmente sui verdi prati della Contea di Antrim. Il cielo capriccioso, plumbeo e mai terso. Quattro ruote sfrecciano su una piccola strada attorniata da enormi distese di campi e, come costante compagno di viaggio, lateralmente, l’Oceano Atlantico”. Quanta meraviglia mi ha destato l’Irlanda lo sapete già, ne ho parlato nel mio post Irlanda: ti annega di verde, ti copre di blu. Queste ultime parole cantate dalla Mannoia non sono a casaccio, le ho scelte perché quello che lei canta è proprio la realtà. Il cielo capriccioso, il verde, il blu. Una donna che cambia spesso umore. E allora, dopo essermi vissuta per bene Dublino, ho deciso di girare un po’non rimanendo solo nell’allegra capitale. Sì, perché non si può dire di esser stati in Irlanda…

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