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agosto 2018

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Vi ho da sempre raccontato dell’amore viscerale per la mia Puglia. In questo post, vi parlavo di come, ritornando da uno dei miei ultimi viaggi, guardavo l’atterraggio dall’oblò dell’aereo. E’ apparsa Bari, il suo porto, il suo chilometrico lungomare, la metropolitana di superficie. L’ho fotografata, l’ho filmata, ero presa da incomprensibile gioia ed emozione, nonostante stessi tornando a casa e non stessi partendo. Eppure, dopo aver assaporato la cultura e le tradizioni di un’altra Terra, dopo aver toccato con mano altri luoghi e costumi completamente differenti, come una fagocita, tornare a casa è sempre sinonimo di riordino dei pensieri, di assimilazione, di sempre più nitida consapevolezza, e di mancanze di quel che si è vissuto. Tornare a casa e puntualmente rivedere Bari da su, il suo agro, i suoi campi, la sua costa, mi riempie sempre di affannata gioia. Ho cercato di dare una spiegazione a questa mia quasi angosciosa sensazione di…

Oggi voglio raccontarvi di quando io e mia sorella ci siam avventurate per le terre Lucane senza una meta ben precisa. Avevamo un’auto, qualche giorno a disposizione, due zaini e dinanzi a noi la strada. Quale idea migliore, se non quella di andare. Andare per campi e valli, per colori tenui e le loro sfumature, per terre brulle e a tratti coltivate, per masserie abbandonate e per borghi quasi sconosciuti. La Lucania ci ha da sempre affascinate, con le leggende mistiche che le aleggiano intorno, con le sue strambe feste di paese, con i piccoli borghi gremiti di misteri. Carlo Levi ne raccontava così tanto, e tra quelle righe abbiamo scoperto la magia. Seguendo il travel blog di Ale e Kiki, che allora si trovavano on the road in giro per la Basilicata, mi ero imbattuta nel loro racconto per i vicoli di Tursi che mi aveva parecchio incuriosita. E…

Come vi spiegavo in questo post di riflessioni e pensieri su Cuba, di questa Terra ne ho amato l’anima. L’anima vera, l’anima autentica e primordiale, la leggevo negli occhi dei guajiros, nelle loro rughe, nella loro pelle, nelle loro lente movenze. La ascoltavo nella loro musica, ogni giorno, ogni notte, a suon di percussioni e ritmi caraibici. La ammiravo nei colori vivaci delle loro case, dei loro abiti, delle loro vecchie auto. La assaporavo perdendomi nelle campagne selvagge o guidando verso la Sierra Escambray. Di pensieri sparsi su un viaggiatore in Terra Cubana ne ho buttati giù molti in quel post, oggi però voglio soffermarmi sull’aspetto più avventuroso, più naturalistico ed emozionante che Cuba può trasmettere. Durante le mie giornate a Trinidad, guardando le mappe mi sono incuriosita guardando le vicine montagne, e leggendone il nome già così invitante di suo, ho deciso di partire per un trekking nella foresta…

Paradisiache Phi Phi Islands: proprio così.  Dopo la mia permanenza a Bangkok, una città a tratti soffocante, a tratti quieta e rigenerante, e dopo il mio tour in Thailandia del Nord, ho preso un volo interno per Phuket perché desideravo da una vita scoprirla, perdermi nella sua città antica, farmi un giretto sulle sue spiagge e vivere la rinomata vida loca notturna di quelle zone. Una delle motivazioni che mi ha spinto a visitare Phuket è stata anche la vicinanza alle Phi Phi Islands e alla James Bond Island, due delle più famose mete turistiche della Thailandia del Sud. Entrambe mi hanno stuzzicata sin da quando ho visto le loro fotografie per la prima volta, entrambe mi son molto piaciute in quanto assolutamente selvagge e disperse nel mare delle Andamane, entrambe mi hanno nel contempo delusa (cosa che mi aspettavo chiaramente) per la loro alta concentrazione di turisti e viaggiatori…

E così l’eroico acheo Diomede, di ritorno dalla guerra di Troia, viaggiò per tutto il Mar Adriatico e gettò in mare i tre giganteschi massi che si portava dietro sin dalla epica battaglia, poi misteriosamente trasformatisi in isole riemerse dalle acque, dove egli si ritirò con i suoi compagni: e qui ne visse, e qui ne morì.  Niente di meno che l’origine leggendaria delle meravigliose Isole Tremiti. O per antonomasia, le Isole Diomedee, dal nome degli uccelli che ne popolano le bianche falesie e le alte scogliere dell’arcipelago: si narra siano i compagni di Diomede trasformati dalla dea Afrodite, che con i loro garriti nelle notti senza luna continuano a piangere, affranti, la scomparsa del loro condottiero. Il nostro viaggio in questo piccolo pezzo di Terra Pugliese a noi totalmente sconosciuto prima, ha saputo regalarci emozioni autentiche, primitive. Conoscerne la travagliata storia che ne segna ormai le rughe, ascoltare i racconti e…