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luglio 2018

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Paradisiache Phi Phi Islands: proprio così.  Dopo la mia permanenza a Bangkok, una città a tratti soffocante, a tratti quieta e rigenerante, e dopo il mio tour in Thailandia del Nord, ho preso un volo interno per Phuket perché desideravo da una vita scoprirla, perdermi nella sua città antica, farmi un giretto sulle sue spiagge e vivere la rinomata vida loca notturna di quelle zone. Una delle motivazioni che mi ha spinto a visitare Phuket è stata anche la vicinanza alle Phi Phi Islands e alla James Bond Island, due delle più famose mete turistiche della Thailandia del Sud. Entrambe mi hanno stuzzicata sin da quando ho visto le loro fotografie per la prima volta, entrambe mi son molto piaciute in quanto assolutamente selvagge e disperse nel mare delle Andamane, entrambe mi hanno nel contempo delusa (cosa che mi aspettavo chiaramente) per la loro alta concentrazione di turisti e viaggiatori…

Un volo Low Cost, tanti bei racconti di amici e parenti, tanta curiosità nell’animo e la voglia di ripartire che ribolle costante nelle vene. Prendo tre amiche, l’immancabile zaino e via, destinazione Praga, la capitale ceca che in molti adulano e di cui molti s’innamorano. Non ho aspettative, solo pensieri vaghi e confusi: quel che m’aspetta voglio scoprirlo a destinazione. Ho visitato Praga in inverno, quando la nebbia le conferiva ancor più quell’aspetto velato e misterioso che aleggia sulle architetture gotiche e barocche, sui suoi colori ovattati e miti, sulla storia che l’ha segnata. Io l’ho trovata deliziosa, a tratti contrastante perché bifasica, allegra e nel contempo nostalgica. Magica e maledetta, come definita da Kafka. Gli antichi l’hanno rinominata la “Madre delle Città” equiparandola all’Antica Roma, per l’immane patrimonio storico e culturale che custodisce, tanto che l’UNESCO ha dichiarato il suo centro storico Patrimonio dell’Umanità. Teatro della Boemia Medioevale, ha visto…

Oh Puglia mia, quanto sei bella!!! La natura incontaminata, un abbraccio tra i suoi cromatismi più autentici, il mare di un blu quasi fosforescente che abbraccia la pineta, il profumo della brezza marina mescolato agli odori del bosco: è il Salento più vero, più primitivo, è la Baia di Porto Selvaggio, a Nardò, affacciata sulla costiera Jonica. Incastonata in un parco regionale protetto di circa 1100 ettari, la Baia di Porto Selvaggio è un paradiso che solo i veri viaggiatori, quelli a cui non piacciono le comodità, possono permettersi. Un lungo sentiero boschivo ci ha accompagnati dalla strada al mare, deliziandoci dapprima con un’immersione totale nel verde, tra pini d’Aleppo, cipressi e acace, e, passo dopo passo, regalandoci già un’anteprima del panorama selvaggio e puramente naturale, senza alcun artifizio della mano dell’uomo all’orizzonte. Non ci sono costruzioni, edifici e strutture a disturbare la veduta. Il sentiero poi si apre in…

Quando mi sono approcciata per la prima volta al mondo del Cammino, ossia del viaggio lento a piedi, ero molto, molto scettica. Nonostante il mio Amore spassionato per la natura e per il viaggio, il cammino a piedi per lunghe tratte mi spaventava, e non poco. Avevo paura di non farcela, di fallire. Iniziai a camminare con un’associazione locale pugliese che proponeva dei Cammini su tratte medio lunghe in alcune zone molto belle e caratteristiche della mia adorata Puglia, che attraversavano boschi, strade sterrate, la Murgia, la costa. Mi misi alla prova. Percorrevamo dai 25 ai 30 chilometri al giorno. Era soddisfacente, e quasi sorprendente, tornare a casa stanca, ma vincente. E proprio in quelle occasioni, ho avuto modo di conoscere delle persone speciali, che passo dopo passo, cammino dopo cammino, mi hanno raccontato le loro storie, storie di cammini, mi hanno conquistata, ammaliata, mi hanno aperto il cuore. Ed involontariamente, mi…

“The American Dream”. Ci siamo, state per partire per gli USA, magari passando per New York, e non vedete l’ora di metter piede su quell’aereo che vi porterà dritti in terra Statunitense. Finalmente! Ma varcare le frontiere americane implica una serie di obblighi burocratici che proprio non dovete sottovalutare. Oltre al fedelissimo compagno passaporto, dovrete dotarvi di un’autorizzazione chiamata ESTA, che letteralmente significa Electonic System for Travel Authorization. In cosa consiste? Gli USA hanno facilitato l’ingresso ai viaggiatori provenienti da alcuni Paesi che aderiscono al Visa Waiver Program, un programma secondo cui il visto turistico non viene richiesto al viaggiatore, previa presentazione dell’autorizzazione speciale, chiamata ESTA. I Paesi che ne fanno parte, oltre all’ITALIA, sono: Andorra, Australia, Austria, Belgio, Brunei, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Giappone, Liechtenstein, Lussemburgo, Monaco, Nuova Zelanda, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, UK, Singapore, Slovenia, Spagna, Svizzera. Quali sono i requisiti per richiederlo? Oltre ad…