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maggio 2018

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Ricordo ancora le prime emozioni che ho provato solcando la porta di questa piccola realtà in un timido pomeriggio di Giugno. Una distesa sconfinata di sabbia incontra l’Oceano in un abbraccio quasi perfetto tra i due elementi: terra, acqua. I miei capelli si scompigliano in barba ai venti adirati degli alisei, i gabbiani corteggiano le acque atlantiche danzando in mega giravolte, librandosi lontano. Essaouira, apparentemente un luogo insolito, sembra Europeo, sa poco di Marocco. Qualche scalino impervio, e da una terrazza corredata di un tipico mobilio nordafricano respiro la brezza che i venti portano, dall’Oceano alla mia persona. Osservo la vita delle genti scorrere con lentezza, tra le abitazioni e le terrazze. Il Sole offuscato da nubi temporanee sposa un orizzonte plumbeo e senza confine. Il the alla menta fuma sul tavolino in legno con gli intarsi. Mani creole compongono melodie elegiache e melanconiche sulle corde di una chitarra portoghese, sedimentate…

Al ritorno dal mio viaggio in Thailandia, non sapevo bene come elaborare i pensieri e metterli giù per iscritto. Per me è stato uno di quei viaggi significativi, che mi ha dato e tolto tanto. Sì, perchè la Thailandia o la ami o la odi. Non c’è verso di sopraffare l’intermezzo. Perchè, come scrivevo a quei tempi, la Thailandia è una Terra protagonista di un’antitesi perfetta tra paesaggi e sensazioni. Sì, un’antitesi perfetta: mi piace ripeterlo, e mi piace anche spiegare il motivo del mio pensiero. Il viaggio è la mia linfa vitale, ed il mio blog è lo specchio di ciò che la mia anima prova quando sono in viaggio. Ne scaturiscono solo sensazioni positive, mai spiacevoli o riluttanti. Ma parlare della Thailandia in questo modo, senza sviscerare il suo lato oscuro, sarebbe puro sofismo. Prima di catapultarvi nella mia guida per un viaggio perfetto a Bangkok, occorre che vi faccia una…

Tempo fa, prima di partire per il mio Cammino di Santiago, vi ho raccontato di come, pian piano, mi sono avvicinata alla cultura dello slow travel ed in particolar modo ai cammini nelle terre di Puglia. Vi spiegavo che per “cammino” non s’intende il trekking, ma un vero e proprio viaggio dentro la propria anima. Mentre i nostri piedi e le nostre gambe guadagnano chilometri e la strada scorre sotto di noi, si viaggia esattamente dentro noi stessi, ci si riscopre, si fa conoscenza con la nostra parte più intima e nascosta. Lo zaino diventa la nostra casa itinerante, all’interno vi è solo il necessario per far fronte a quello che può presentarsi. Si impara a vivere con l’essenziale, ci si libera dal superfluo e si inizia ad assaporare tutto quello che c’è intorno con altri occhi. Si inizia a conquistare ogni centimetro di Terra, a gioire quando si scoprono anfratti nascosti mai…