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marzo 2018

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Quando non sono in viaggio, scrivo ricordando. …è quel che tiene viva la mia anima quando il mio corpo si ferma e non può viaggiare: la mente approda lontano, in luoghi già vissuti e conosciuti, in luoghi che a volte mancano come l’aria. E le mie mani ardono dalla voglia di scrivere e di buttar giù di getto emozioni e pensieri legate ad un’immagine, ad un profumo, ad un sapore, ad un suono. Non molto tempo fa vi ho parlato di un viaggio in treno molto particolare, e bello, così bello da esser stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO: il Trenino Rosso del Bernina, che valica le Alpi attraversando la frontiera Italia – Svizzera, inerpicandosi su montagne e ghiacciai fino ad oltre 2000mt e regalando ai viaggiatori scenari incomparabili. E sulle orme del trenino rosso, oggi ho sfogliato, dopo tanto tempo, le fotografie del mio viaggio in Norvegia alla “conquista” di un…

La luce azzurrina del pc si posa calda sulla scrivania della mia stanza, fuori, durante una sera di Marzo come tante, la pioggia tintinna ritmica sulla finestra e guizza sul vetro come i miei pensieri fanno con le prossime mete di viaggio, un’unica immagine si staglia nella mente, il mare. Che voglia di respirare il suo profumo e di perdermi nei suoi lunghi orizzonti. Per il mio viaggio non mi accontento di una città sulla costa, questa volta voglio starci in mezzo ed esserne circondata. Di colpo il boato di un tuono lontano mi ridesta dal sogno e decisa batto sulla tastiera un nome che da tempo cercava di venir fuori: PROCIDA. Dal suono così epico e lontano, sembra il nome di una magnifica donna greca, un personaggio inventato della mia personale Iliade. Prendo contatti con Nico Muro, responsabile del portale VisitProcida, e chi meglio di lui saprebbe indirizzarci verso…

La chiamano “Manhattan sulla Mosa”, Rotterdam, che come un’araba fenice ha scelto di rinascere, dopo esser stata rasa al suolo dai sanguinosi bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Una sconfitta devastante, che costò la vita a 800 persone, mentre altrettante 80.000 rimasero senza un tetto. Addio alla romantica e medievale Rotterdam del tredicesimo secolo, allora. Le menti si sbizzarrirono, volevano evadere da quell’alone di tristezza e da quel macigno che ha segnato la città per sempre. Agli inizi del 1900, prima che questa grande ferita squarciasse il cuore di Rotterdam, si iniziava già a respirare aria di modernità, con la costruzione della Witte Huise, il grattacielo più alto d’Europa, e del vecchio palazzo postale: architetture così “futuriste” da formare il movimento Nieuwe Bouwen. All’alba degli anni ’50 il motto urbanistico divenne “aria, luce, spazio”, gli architetti più in voga del momento iniziarono a dar sfogo alla loro creatività ed una nuova…

Più di cento anni di storia, il meritato titolo di Patrimonio dell’Umanità Unesco e 61 chilometri di ferrovia che s’inerpicano sulle Alpi del confine italo-svizzero. Parlo di un’ardita opera di ingegneria ferroviaria annoverata come la più alta e la più ripida d’Europa, esemplare gestione ottimizzata del paesaggio montano invidiata in tutto il Mondo: parlo dell’iconicoTrenino Rosso del Bernina. In molti conoscono il suo simbolo internazionale, divenuto rappresentativo nel 2010, anno del suo centenario: un ponticello a nove archi che valica un monte disegnando una spirale, il Viadotto del Brusìo. Così, dalla Valtellina all’Egandina, ho viaggiato a bordo di comodi vagoni con i finestrini panoramici, passando per paesaggi variegati e meravigliosi: a cominciare con palmeti, fitti boschi, laghi dai colori cangianti, estese verdi pianure e viadotti sospesi tra i monti, a finire con ghiacciai, montagne ricoperte da neve, laghi ghiacciati, rifugi in legno, funivie che portano su panorami sublimi e piste…

Se cancellassimo la Transilvania, la gente romena sarebbe simile a una ruota cui mancassero i raggi e l’asse di mezzo, restando solamente il cerchio. Che senso avrebbe una simile figura? Cito le parole di Simion Mehedinti, geografo e scrittore romeno, per l’incipit di questo mio post. Un po’ per darvi l’idea di quello che la Transilvania costituisce per gli abitanti della Romania, un po’ per farvi comprendere l’importanza che ho attribuito a questa fetta di territorio durante il mio viaggio on the road in auto. La Romania mi ha stupita, nel senso buono. Il pregiudizio umano non ha contaminato le mie aspettative e, piuttosto, son tornata così soddisfatta che consiglio la Transilvania a chiunque voglia trascorrere delle giornate economy e fare un tour in una terra quasi incontaminata dal turismo di massa. Oltre alla Transilvania, la Romania è ricca di altri luoghi affascinanti che son stati dichiarati Patrimonio dell’umanità UNESCO.…

《Tornarci è stato curativo. Soprattutto se in viaggio da sola. Anni fa tornavo da Amsterdam invidiandone il suo non lasciarsi tediare dai frivoli pregiudizi e dall’abito che, sfortunatamente, nel mio Paese FA il monaco. E l’ho ritrovata esattamente così. Uomini con i dread in abiti eleganti andavano a lavoro. Chissà, magari in banca. Una mamma tatuata e con i capelli viola teneva in braccio la sua bionda bambina dagli occhi cerulei. Un allegro e sghignazzante ciclista pedalava canticchiando da solo e ridendo a crepapelle. Nessuno li additava. Qui non c’è posto per menti quadrate. Ho camminato per un’intera giornata, tra il Singel ghiacciato di Herengracht, una marea di bulbi di tulipani, biciclette e Klompen, in un’affollatissima Museumplein e nelle minuscole traverse del Rossebuurt. In Piazza Dam ho persino riconosciuto quell’uomo che sei anni fa si esibiva seminudo facendosi incatenare: si, era proprio lui, evidentemente il suo lavoro è proprio questo,…

Nel mio viaggio tra Amsterdam, Utrecht e Rotterdam, mi sono concessa una giornata di pace e serenità in un luogo magico, un luogo esemplare per quanto concerne il connubio uomo-natura. Sto parlando di una zona pianeggiante d’Olanda, vicina al paesino di Kinderdijk, puntellata da 19 mulini a vento, che regalano vedute e sensazioni indimenticabili al viaggiatore, così da meritarsi il titolo di Patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1997. Ho preferito raggiungere questa valle di mulini anziché quella di Zaanse Schans perché, parlando con la gente del luogo, ho appurato che gli olandesi preferiscono di gran lunga Kinderdijk per rilassarsi in quanto molto meno affollata e meno contaminata dal turismo di massa. Ed è stato proprio così. In una insolita giornata di Sole olandese, passeggiavo per la strada che collega la cittadina alla valle dei mulini. Intorno a me non c’erano turisti affamati di selfie e fotografie. Piuttosto giravano vecchietti in bicicletta,…

Prendi uno zaino 40LT, prendi un amico di vecchia data, prendi tutti i buoni consigli di chi c’è già stato. Prendi un volo low cost, un’immagine di un luogo bellissimo che ti è capitato di guardare per caso e di cui ti sei letteralmente innamorato sin da piccolo. Prendi le tue ferie estive. E poi prendi mappa, penna, sito della ferrovia norvegese, una buona Lonely Planet e qualche ostello per backpackers a prezzo stracciato. Un KWAY, una macchina fotografica, un paio scarpe da trekking e via: on the road, per la tanto agognata NORVEGIA. Questo è il racconto dei nostri giorni trascorsi attraversando il magico Paese dei Fiordi, con il nostro zaino in spalla, in preda ad un sogno da realizzare. Un sogno chiamato TROLLTUNGA. Perché, citando il famoso film Blow, 《sarebbe da stupidi, passare una vita intera a desiderare qualcosa senza mai agire》. Ma cosa è Trolltunga? Si tratta della…

Un po’ come perdere la propria identità, ritrovandosi rasi al suolo all’improvviso e poi rimanerne involontariamente inermi, freddati, immobili, a guardare. Parlo di una Varsavia dell’anteguerra, che mostrava con vanto l’epiteto di “Parigi del Nord” e la sua storicità, fino all’avvento del nazismo. Bombardata, distrutta, diseredata della sua stessa anima. Non aveva più nulla da mostrare se non quelle macerie, e quelle genti che con fatica, e volontà, non hanno mai abbandonato le velleità di rinascita. La seconda guerra mondiale ha marchiato per sempre la storia di Varsavia, e forse proprio il desiderio di riconquista della propria terra ha portato la Polonia a ricostruire pian piano tutto quello che la crudeltà aveva annichilito. Rinvigorendo. Ritornando più bella di prima, più viva, più acculturata, più patriottica. Ho trovato Varsavia deliziosa, e dagli anni della sua ricostruzione post-guerra, conservata dignitosamente. Tra parchi sconfinati, viuzze del centro storico in cui si respira l’aria…

In tanti di voi lettori, mi chiedete spesso consiglio su strutture dove poter soggiornare in viaggio, dove mi son trovata bene e che potrebbero essere di vostro gradimento. E a tanti di voi, rispondo con un’unica soluzione: L’OSTELLO! …questo grande mostro! Ebbene si, pregiudizi, false icone e mere credenze portano i viaggiatori a scartare l’opzione ostello come opportunità di soggiorno durante il proprio viaggio. Perché per tanto tempo, leggende metropolitane hanno etichettato gli ostelli come qualcosa di sporco, di non sicuro, di pauroso, di degradato e degradante, fino alla famosa ed estremizzata trilogia HOSTEL, di Roth e Tarantino. Sono dell’idea che le etichette distruggano la società, soprattutto se tramandate da bocche che parlano per sentito dire e dunque ignoranti, che, in realtà, non hanno mai provato di persona cosa vuol dire dormire in un ostello. Sono dieci anni che viaggio costantemente, ho visitato tanti Paesi e continuo a soggiornare negli…